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Diari Toscani

Giornale di cultura, viaggi, enogastronomia e società

Girovagando per le Apuane: la Penna del Sumbra

DiGiovanni Viaggi

Ott 5, 2023

foto di Giovanni Viaggi

Domenica è il mio compleanno e come regalo ho chiesto agli amici di accompagnarmi sul Sumbra. So che non sarà un’impresa facile per dislivello, circa 1000 metri, e lunghezza,11 chilometri, che  metteranno a dura prova le gambe, ma so anche che, andando avanti con gli anni, certe cose diverranno sempre più proibitive. E allora: perché non farlo ora?

Partiamo da Massa e risaliamo fino alla galleria del passo del Vestito, quindi giù ad Arni fino ad incrociare la strada che proviene dalla galleria del Cipollaio. Si prosegue in discesa e, poco prima di Isola Santa, imbocchiamo sulla sinistra il bivio che porta alle Capanne di Careggine, dove troviamo l’indicazione per un parcheggio sotto strada. Da qui, quota 780, comincia la nostra camminata: risaliamo sulla strada principale e. scendendo, troviamo sulla destra, dopo 50 metri, ben segnalato, l’inizio del sentiero CAI n°145. Breve tratto nell’abitato, un po’ di strada asfaltata, ed il sentiero s’inerpica fino alla piazzetta antistante la chiesetta di San Giacomo. Altro breve tratto cementato, da dove si può godere di una vista mozzafiato sulle Panie, e ci si inoltra in un bel castagneto, risalendo il quale, si comincia a prendere quota. Il sentiero da facile mulattiera diviene più aspro ed i castagni cedono il posto ad un bel bosco di faggi. Si procede abbastanza speditamente, incontrando piccole pozze fangose, che sono poi le vasche da bagno dei cinghiali, fino a quota 1140 dove il bosco finisce, un’ora e venti dalla partenza, e ci si ritrova dinanzi un’alta parete di roccia, alla cui base si apre una spaccatura: l’Intaglio.

Si tratta di  una frattura lunga circa 30 metri e larga, in alcuni tratti, non più di 70 centimetri, che si è formata a causa del distacco della roccia degradante dalla parte superiore del monte. Usciti dall’Intaglio, all’interno del quale c’è una frescura deliziosa, si deve affrontare una breve discesa sulla roccia che richiede particolare attenzione, poi il sentiero, sempre ben tracciato grazie all’opera meritoria del CAI, prosegue in piano fra radi alberi, per inerpicarsi poi fino ai Capannelli di Careggine a quota 1240, una decina di costruzioni ormai diroccate a testimonianza dell’attività pastorale di un tempo. Da qui il panorama si apre ancor di più sulle Panie, il Corchia ed il Freddone ed in basso sul lago di Isola Santa.

 Si continua a salire fra i palei sotto il sole che picchia, mentre un gruppo nutrito di corvi neri ci volteggia sopra le teste, ammirando di tanto in tanto alcuni bei funghi, mazze da tamburo e velenose, ma non per questo meno belle, amanite muscarie, fino ad un’altra faggeta e dopo alcuni tornanti usciamo in un comodo sentiero pianeggiante, fra le piante di mirtillo dalle quali fa capolino un bel porcino, che ci porta, dopo due ore e venti di cammino, al Colle delle Capanne a quota 1452.

 Sul colle incrociamo il sentiero Garfagnana Trekking proveniente da Vianova. Pieghiamo a sinistra ed entriamo in un’altra bella faggeta in leggera salita, che percorriamo senza difficoltà, fino ad arrivare ad una breve discesa fra le rocce al termine della quale si apre lo spettacolo del Sumbra, con la verticalità impressionante delle sue pareti classificate come VI grado e A1.

 Già questa visione ci ripaga delle fatiche fin qui sostenute. Risaliamo ancora fino al crinale dove ci concediamo una breve sosta, dopodiché ci portiamo sulla parete nord e per aggirare la parte sommitale del monte e scendiamo per un breve tratto esposto su roccia viva, fino a risalire di nuovo e riguadagnare la cresta.

Ora è possibile vedere il culmine del Sumbra che raggiungiamo, sotto lo sguardo indifferente di un gruppo di capre dalle corna lunghissime che si crogiolano al sole, percorrendo un facile sentiero erboso, dopo aver superato l’arrivo della ferrata Malfatti.

 Siamo arrivati vetta, dove campeggia una vecchia croce di ferro a quota 1756, dopo quattro ore di cammino. Restiamo incantati dal panorama che ci permette di spaziare sulle Apuane settentrionali, Fiocca, Sella, Pizzo d’Uccello, Tambura, Pisanino e la Roccandagia poi in basso la Garfagnana con il lago di Vagli e quindi la Pania Secca, la cresta dell’Uomo Morto, la Pania della Croce, il Corchia, il Freddone, l’Altissimo e il mare.

Ora una breve ma quanto meritatissima sosta e poi, zaini in spalla, ripercorriamo a ritroso il cammino, sempre seguiti dallo sguardo delle capre, che non si sono spostate di un millimetro. Più in basso, ai Capannelli, i nostri passi disturbano una bella fagianotta che spunta dai palei e si allontana svolazzando e, poco prima del paese, avvistiamo un cinghiale che risale il monte seguito dal suo piccolo. Finalmente, dopo sette ore di cammino, siamo di nuovo al parcheggio pronti per tornare a casa.

Anche questa è fatta con somma soddisfazione anche se sono veramente stanco; voglio però ringraziare Paola, mia figlia, e Giovanni, un caro amico, che mi hanno supportato, aspettato ed incoraggiato nei miei momenti di difficoltà. Poi fra un anno, e saranno ottanta, vedremo cos’altro combinare.