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Diari Toscani

Giornale di cultura, viaggi, enogastronomia e società

Girovagando per le Apuane: Foce Luccica, Foce di Vinca, Foce di Navola

DiGiovanni Viaggi

Ott 12, 2023

foto di Giovanni Viaggi

Quella che ci accingiamo a fare è un’escursione che non ha ascensioni particolari, ma che ci porta a spasso per le tre foci in mezzo a panorami di unica bellezza, per una lunghezza di nove chilometri, con dislivello di 671 metri e un  tempo di percorrenza di circa sei ore.

Partiamo dunque di buon mattino da Massa e dopo sette chilometri eccoci nel paese di Forno, incastonato nella gola del fiume Frigido, le cui sorgenti sono poco più a monte. Il paese, sito a quota 212 mtri sul livello del mare, conta oggi poco meno di 800 abitanti mentre a fine ‘800, con la nascita della Filanda, fabbrica di tessuti,  era arrivato a contarne più del doppio. All’inizio secolo scorso era servito da una linea ferroviaria che lo congiungeva al capoluogo e che trasportava merci, in particolare cotone, e passeggeri che giornalmente raggiungevano il posto di lavoro.  La Filanda, un opificio per la lavorazione del cotone che impiegava principalmente donne, veniva alimentata dalle acque del Frigido, che, qui, sgorgano impetuose dalla montagna ed era sicuramente all’avanguardia per le condizioni di lavoro. Assieme al corpo fabbrica vero e proprio, furono infatti costruite, cosa impensabile per quell’epoca, case per le maestranze ed un asilo, nel quale le lavoratrici potevano portare i loro figli durante l’orario di lavoro. Essa cessò l’attività con lo scoppio della seconda guerra mondiale e nel 1944 fu incendiata dalle truppe tedesche. Oggi è stata in parte recuperata come museo.

Abbandonato il paese e superata la Filanda, risaliamo la valle fino ad incontrare un bivio presso una casa e, svoltando a sinistra, risaliamo la strada che ci porterà fino al culmine della collina. Alla fine del tratto asfaltato lasciamo l’automezzo e cominciamo a salire lungo un ampio stradello, per arrivare, in pochi minuti, ad un’ampia spianata, quota 800, con castagni secolari e qui incrociamo il sentiero CAI n°38 che proviene da Colonnata per arrivare poi al paese di Vinca. Iniziamo a salire e, dopo una ventina di minuti, arriviamo al Vergheto, una serie di piccole casette, alcune delle quali ancora in buon stato, che servivano da ricovero per le attività di pastorizia, un tempo ampiamente praticata. Non dimentichiamo che qui si allevava la pecora autoctona massese tutt’ora apprezzata per la sua robustezza. Da sotto un bel ciliegio fiorito, possiamo ammirare, intorno le vette più alte imbiancate dalle ultime nevicate della stagione primaverile.

 Proseguiamo e dopo un centinaio di metri incontriamo ad un bivio il sentiero CAI n°195 che proviene dal Monte Castagnolo. Ci teniamo sulla destra per arrivare, dopo un’ora dalla partenza, alla Foce Luccica, quota 1028, dove termina il sentiero CAI n°172 proveniente dalla Foci di Pianza e della Faggiola.

 Continuiamo a destra sul sentiero in falso piano, che si apre sull’ampia vallata del Frigido mettendo in bella mostra il Picco di Navola, con la sua parete ovest praticamente verticale e la sottostante “gengiva”, una cengia che ne attraversa la base. Dietro campeggiano il Monte Rasori ed il Grondilice.

 Arriviamo alla casa Pisani e successivamente alla casa del Riccio. Entrambe le costruzioni sono ormai fatiscenti e servivano l’una quale ricovero dei cavatori che operavano nelle cave sovrastanti e l’altra come casa dei motori per il trasporto dei blocchi a valle.

Per giungere fin qui abbiamo dovuto attraversare un paio di ravaneti abbastanza instabili e due passaggi esposti ma ben attrezzati con corde d’acciaio. In alto sulla sinistra incombono su di noi, maestose, le Borre del Sagro e la sua parete est le cui verticalità lasciano letteralmente senza fiato. Ora il sentiero si fa più ripido e con un certo dispendio di energie arriviamo alla Foce di Vinca, quota 1333, dopo due ore e mezzo dalla partenza. Ci fermiamo per riprendere fiato poi, abbandonato il sentiero 38, imbocchiamo sulla destra il sentiero CAI n° 173 proveniente anch’esso dalle Foci di Pianza e del Faneletto. Il sentiero, in leggera discesa, è ricoperto da una sottile strato di neve fresca e corre attraverso una fitta faggeta ancora spoglia. Risalendo incontriamo in altro breve tratto esposto ma anch’esso ben attrezzato e finalmente dopo una ventina di minuti siamo alla Foce di Navola, quota 1295 circa tre ore dalla partenza, dove incrociamo il sentiero CAI n°37 proveniente dal Canal del Regolo.

Ci fermiamo per rifocillarci e per ammirare il panorama che, come sempre, non finisce mai di stupire, dopodiché riprendiamo la via del ritorno. Lungo il cammino, nei tratti più tranquilli ed in considerazione del fatto che siamo soli, accenniamo a qualche coro di montagna ma ben presto, visti i risultati, decidiamo di soprassedere per non turbare la serenità di un gruppo di caprette che ci osservano dall’alto.