“Il rossetto è il tocco finale di un abito” Christian Dior.
Il rossetto è un cosmetico contenente pigmenti, oli, cera ed emollienti, utilizzato per applicare colore alle labbra e del quale esistono diverse varietà, ma il rossetto non è mai stato solo un cosmetico. Più di ogni altro prodotto di bellezza e di make-up, il rossetto ha fatto storia, moda e costume, ha attraversato epoche, millenni, rivoluzioni e guerre, ed è diventato simbolo di emancipazione, potere e ribellione, dichiarazione di identità e stile, arma di femminilità e seduzione. Il rossetto è un accessorio trasversale che fa e unisce moda ed estetica, simbolo di femminilità e tocco finale di stile, icona culturale, che riflette le tendenze e i cambiamenti di ogni epoca e stagione.
“La storia del rossetto rosso è la storia di un oggetto di culto. Rosso come il fuoco, l’amore, la passione, la guerra. Tracce di rossetto rosso sul boccaglio di una sigaretta, su camicie di innamorati, su guance e labbra” Gioia Corazza, Grazia 2014.
Il rossetto ha una storia molto antica. I primi reperti a noi noti e pervenuti del cosmetico femminile per eccellenza, ma usato spesso anche dall’uomo, arrivano dall’antica Mesopotamia, con i ritrovamenti degli accessori funebri regali e di gente comune. Nella tomba della regina Puabi, conosciuta anche come Shubad, è stata ritrovata e recuperata una scatolina dorata contenente una pasta con un misto di polvere rossa, olio di sesamo ed essenze di rosa, che la regina usava per colorarsi le labbra e per simboleggiare il suo status sociale. La regina Puabi, che è considerata la prima donna della storia ad aver usato il rossetto, era già una vera fashionista per l’epoca. Molto attenta al proprio look e ad ogni dettaglio, indossava gioielli e copricapi elaborati, e “vestiva” le labbra con colori vivaci per uno stile elegante, raffinato e decisamente regale. L’abitudine della sovrana di colorare le labbra divenne ben presto di tendenza e si diffuse tra la sua gente e in quella delle vicine civiltà, come testimoniano i tanti ritrovamenti archeologici; in molti sepolcri infatti, sono stati rinvenuti gusci di conchiglia che contenevano sostanze coloranti per le labbra. Nell’Antico Egitto il rossetto, che era fatto di ocra rossa mescolata a resina per labbra di colore rosso intenso, era usato da re e regine per affermare il proprio potere e il proprio status. La regina Cleopatra però preferiva il carminio, il rosso estratto dalla cocciniglia. Nell’Impero Romano il rossetto era fatto con ingredienti carichi di mercurio e quindi potenzialmente pericolosi, come il vermiglione o il cinabro. Tra gli antichi romani dipingere le labbra era assai comune e tra i colori allora possibili, le tonalità più vivaci indicavano uno status più elevato. Nell’antica Grecia le labbra rosse erano associate alle prostitute, che erano obbligate ad indossarlo in pubblico perché potessero essere identificate nella loro professione e non essere confuse con le donne rispettabili, rischiando altrimenti di essere punite. Durante il medioevo il trucco è stato associato ad una femminilità misteriosa, oscura e spaventosa; i cristiani ritenevano che il trucco fosse contrario al valore dell’umiltà, della bellezza naturale e degli insegnamenti religiosi, e consideravano perverso il rossetto, quello rosso in particolare, ed indossarlo era un sacrilegio, segno di commissioni con il maligno. Al contrario, nell’Inghilterra rinascimentale, si pensava che il rossetto rosso potesse tenere lontani gli spiriti maligni e per questo la regina Elisabetta I, da fervente credente, si colorava le labbra con una tinta cremisi a base di cocciniglia, gomma arabica, albume d’uovo e latte di fico, creata appositamente per lei. Questa usanza regale divenne tendenza e il rossetto rosso molto popolare e di gran moda, una popolarità che ebbe però una forte battuta d’arresto con il regno successivo, quello di Giacomo I, quando il rossetto fu associato alla stregoneria.
“Il rossetto è l’unico elemento del make-up che ha la capacità di trasformare le persone. Non solo come ci si vede, ma anche come ci si sente. Questo è quello che mi ha sempre affascinato del rossetto, ed è ciò che ha scatenato tutta questa ossessione! Altri prodotti di make-up correggono, nascondono o migliorano, ma il rossetto è qualcosa che indossi e ti fa sentire come se potessi conquistare il mondo” Poppy King, imprenditrice e scrittrice australiana, celebre nel mondo della moda come la “regina dei rossetti”.
Il rossetto visse tra alti e bassi, periodi d’oro e periodi bui, sino alla sua definitiva riabilitazione sociale nel XX secolo. Con i motti delle suffragette, le donne che lottavano per il diritto di voto a loro negato e ottenere il suffragio universale, l’uso del rossetto assume un significato diverso, nuovo, importante e profondo, e diviene il simbolo della lotta contro le ingiustizie sociali, uno strumento per poter affermare i propri diritti, emblema dell’emancipazione femminile. Da allora in poi il rossetto, e ancor più il rossetto rosso, diventa sempre più popolare, tanto che nel 1933 “Vogue” scrisse che “se dovessimo perpetuare i gesti del XX secolo per i posteri il rossetto sarebbe in testa alla lista”. Mentre in Europa a causa del razionamento la produzione dei rossetti frenava, le donne dell’esercito americano avevano una tonalità di rosso ufficiale perfettamente abbinata alle uniformi, il “Montezuma Red”, di Elizabeth Arden. La leggendaria imprenditrice, considerata la fondatrice dell’industria della “bellezza” americana, è protagonista di un caso storico sociale che divide l’opinione pubblica e gli storici. Si narra infatti che la Arden si unì nel 1912 alle proteste femministe regalando rossetti per le vie di New York, trasformando di fatto il rossetto in uno strumento di lotta per i propri diritti, emblema di emancipazione e di ribellione. Durante la seconda guerra mondiale, il rossetto diventerà inoltre simbolo di femminilità patriottica e resiliente. Infatti, poiché il rossetto rosso era una delle cose più invise ed odiate da Adolf Hitler, le donne dei Paesi alleati iniziarono ad indossarlo come dichiarazione contro il regime e la guerra.

“Ogni donna dovrebbe avere un rossetto neutro nei toni, per quando si vuole essere chic e raffinate, uno rosso acceso per quando vuole aggiungere quel “non so che” al proprio look e uno nella tonalità del vino per quando si desidera aggiungere un po’ di dramma e sensualità al trucco” Poppy King.
Simbolo di emancipazione femminile, di forza, ribellione e potere sociale e personale, ma soprattutto accessorio cult, di tendenza e stile, fondamentale e imprescindibile per completare e definire ogni look, di rossetti nel corso degli anni ne sono stati prodotti milioni, in infinite diverse tipologie, ma alcuni hanno avuto più successo degli altri diventando leggenda, come il “Russian Red” di Mac, entrato nella “storia” grazie alla cantante Madonna che lo ha indossato durante tutto il suo “Blond Ambition Tour” del 1990, o come il “Black Honey” di Clinique, lanciato negli anni settanta, che non è un classico rossetto, ma un balsamo pigmentato che si adatta al pH delle labbra di chi lo indossa, diventando, da scurissimo, lucido e trasparente; ed ancora il “999 – Rouge Dior”, che è considerato il rosso per eccellenza, elegante e raffinato, senza tempo in ogni sua versione satinata, opaca o metallizzata.
“Se sei triste metti un po’ più di rossetto e vai all’attacco. Gli uomini odiano le donne che piangono” Coco Chanel.
Queste parole di madame Chanel, che ha creato il mitico “Rouge Allure 99 Pirate”, classico, sofisticato e magnetico, testimoniano l’importanza del rossetto come dettaglio fondamentale per infondere sicurezza e carattere non solo al look e allo stile, ma alla personalità di chi lo indossa. Molto più di un cosmetico, molto più di un colore per le labbra, usato fin dalle sue origini da donne e uomini per distinguere ed affermare il proprio potere status sociale, ma anche associato al sacrilego e al maligno, utilizzato a mo’ di “lettera scarlatta” per le prostitute, simbolo di emancipazione, forza e resilienza femminile, e precursore della fluidità di genere, il rossetto ha una sua giornata internazionale dedicata, il 29 luglio. In questa giornata si celebrano i valori sociali del rossetto e la sua importanza nella cosmesi e nella moda, due mondi oggi in connubio perfetto e inscindibile.
“Il rossetto è l’oggetto più seducente che una donna possa possedere”Tom Ford.
Il rossetto, in qualsiasi texture o tonalità di colore, continua oggi, come è stato in passato, ad essere manifestazione ed affermazione di personalità e individualità, di sicurezza e forza, di fascino raffinato e audace, di eleganza classica e casual, di bellezza innocente o sfacciata, espressione di femminilità e sensualità. “Tutto quanto fa… glamour” e il rossetto, il “potente” e iconico accessorio make-up, è sicuramente il tocco glamour che fa la differenza, trasformando, completando e definendo ogni outfit, look, stile e personalità.
“Le donne che si mettono il rossetto, danno una nuova possibilità ai loro sogni” Fabrizio Caramagna.
