“Il cappello è l’accessorio di moda basilare, indimenticabile, non visto, quello che preannuncia il tuo arrivo e prolunga la tua partenza” Coco Chanel
Per madame Chanel, come per i più grandi stilisti, il cappello non è un semplice accessorio, ma il riflesso di un’identità, un mezzo di espressione estremo che unisce in un unico elemento da indossare moda, estetica, design e arte, il tocco glamour ed estremamente chic capace di completare ogni outfit e definire personalità e stile. Philip Treacy, che è considerato da molti il più grande creatore di cappelli dei nostri tempi, ha descritto più volte il cappello non come un semplice indumento, ma come una scultura che esprime la personalità di chi lo indossa e aggiunge drammaticità e poesia a qualsiasi look. Il copricapo è un accessorio, un elemento dell’abbigliamento, che copre la testa in modo parziale o totale e che ha diversi utilizzi e funzioni; serve per proteggere dalle intemperie, dal caldo, dal freddo, dal sole o dalla pioggia, per una protezione igienica o di sicurezza, o lo si può indossare semplicemente ad “uso estetico” o a “scopo sociale”. Il termine “copricapo” inizialmente si riferiva a qualsiasi pezzo di abbigliamento indossato sulla testa, mentre “cappello” indicava un copricapo con falda. Oggi i due termini sono praticamente usati indifferentemente tra loro e comunque lo si voglia definire, questo capo d’abbigliamento ha sempre avuto un “ruolo” molto importante nella moda, nel costume e nella cultura di ogni epoca e civiltà. Il cappello ha una storia antica ricca e interessante. Le prime tracce dell’utilizzo del copricapo risalgono alla preistoria, quando gli uomini utilizzavano le pelli degli animali per proteggersi a seconda delle condizioni climatiche e ambientali nelle quali si trovavano. Nel corso dei secoli il cappello è diventato sempre più importante, e al di là delle sue funzioni pratiche, è diventato simbolo di status sociale ed espressione di moda, identità e stile. Di feltro, di paglia, di lana, di pelle, di carta, di pelliccia, di tessuti nuovi, tecnici e performanti, i capelli possono essere confezionati in tanti materiali diversi ed avere svariate forme.
“Presente in tutte le civiltà, dagli antichi copricapi egizi alla “paglietta” a tesa corta hipster-style di oggi, il cappello è un simbolo culturale che segna l’appartenenza, è un codice comunicativo, dichiara una visione del mondo ed è metafora della creatività individuale. Per pochi, parla a tutti. […]” Luigi Mascheroni, giornalista, saggista, critico letterario, curatore editoriale, direttore artistico e editore italiano
Uno dei primi e più noti esempi di cappello è quello dell’ “Uomo di Similaun”, che legava i vari componenti del copricapo in pelle d’orso con lacci fatti passare attraverso buchi creati con ossa appuntite. Nell’Antico Egitto il faraone copriva la parrucca con un berretto rosso o una tiara bianca. In Mesopotamia erano diffusi turbanti o berretti di pelliccia, mentre in Palestina i sacerdoti ebrei indossavano un cappello conico bianco. Nell’età minoica le donne cretesi indossavano copricapi dalle forme varie e molto fantasiose. Con la nascita delle prime religioni il cappello, oltre alla sua funzione pratica, assunse anche un significato spirituale; la testa, infatti, come sede dell’anima e della vita, doveva essere protetta da un copricapo adeguato che serviva anche per attirare l’attenzione del Divino, così da potersi avvicinare a lui. La maschera funeraria di Tutankhamon, che è uno dei reperti egiziani da sempre più studiato e universalmente conosciuto, realizzato con due leghe d’oro, è la perfetta rappresentazione dei copricapi dei faraoni egizi. Le corone dei faraoni non somigliano affatto alle corone che indosseranno i reali europei, ma sono dei veri e propri cappelli alti e dalle forme sinuose, simbolo di onore e sacralità; Tutankhamon, nello specifico, indossa il “Nemes”, una cuffia di stoffa principalmente in lino che avvolge il capo del faraone aprendosi lateralmente e scendendo sotto le spalle, sormontato dalle insegne reali del cobra e dell’avvoltoio.

“Nel corso della storia il cappello identificava la posizione sociale e il levarsi il cappello era considerato un gesto di rispetto. Nei tempi antichi gli uomini si toglievano il cappello in chiesa, quando entravano in casa di qualcuno, quando salutavano un superiore e sempre in presenza di una signora. Le signore erano esenti dalle “regole del cappello”, indossandolo ogniqualvolta e dove desideravano” Emily Post, scrittrice e romanziera statunitense
Col passare del tempo il cappello si allontana dai suoi scopi primari, pratico-funzionali e spirituali, diventando un accessorio identificativo di status sociale, estetico e di moda, e a volte anche oggetto di pura vanità. Nel tredicesimo secolo nascono le prime cappellerie. Durante il medioevo le diverse tipologie di cappello servivano per distinguere lo status sociale, le varie classi tra loro. I nobili e gli aristocratici per i loro cappelli usavano le stoffe più pregiate, li creavano con forme esteticamente particolari e sofisticate, ed erano soliti abbellirli ed arricchirli con ricami, nastri e pietre preziose. E’ nel Trecento infatti che nasce il cappello “moderno”, diffondendosi poi sempre più largamente nel Rinascimento, grazie anche alla suntuosità di materiali e delle forme usate. Da allora i copricapi assumono un ruolo sempre più “estetico” ed entrano ufficialmente nella “moda” evolvendosi e trasformandosi in riflesso ai cambiamenti sociali, politici, culturali, e in base al gusto personale, anche se verranno usati ancora a lungo come simbolo distintivo delle classi sociali e, come accade ancora oggi, per proteggere la testa nelle varie situazioni e condizioni ambientali, nonchè in svariati tipi di lavoro. Nel quattordicesimo secolo i cappelli, ispirandosi all’architettura gotica, si fanno più estetici, artistici ed elaborati. L’invenzione della macchina da cucire, che rivoluziona l’industria tessile, è molto importante nella storia del cappello perché, come per i vestiti, offre una maggiore facilità di confezionamento dei vari capi, ne determina una maggiore disponibilità e diffusione, e una produzione sempre alla moda per design, materiali, forme e stili, grazie ad un rinnovamento continuo, sempre più veloce e sempre al passo con i repentini cambiamenti sociali ed estetici. Nel Quattrocento l’uso femminile del cappello era più raro; la donna allora preferiva infatti fare mostra di elaborate acconciature arricchite con veli, retine o cuffie, usando il cappello solo per proteggersi dalle “intemperie”. In quel periodo una delle poche donne ad usare i cappelli non solo per la loro funzione pratica ma a puro scopo estetico fu Beatrice D’Este, Duchessa di Milano, importante anticipatrice della moda del cinquecento. Nel settecento, con l’introduzione delle parrucche, il cappello assunse dimensioni sempre più importanti, a volte addirittura mastodontiche; per gran parte di quel secolo si impose il “tricorno”, copricapo dalle caratteristiche tre punte, sostituito poi dal “bicorno”.

“Un cappello è l’espressione dell’anima di una donna. È qualcosa che porta sulla testa, ma appartiene al suo cuore” Lily Dachè, leggendaria modista
Nell’Ottocento, dopo il breve periodo rivoluzionario nel quale il cappello in nome del ritorno alla semplicità non visse di particolare gloria, per gli uomini si diffuse una moda sobria mentre per le donne la moda e l’estetica dilagò anche con bizzarrie e stravaganze. Nel Novecento il cappello diventa “l’Accessorio” per eccellenza Ora al cappello tutto è consentito, ogni materiale, forma e tipo di ornamento, anche se è una novità assoluta che non riporta per nulla alla tradizione. Nel ventesimo secolo i modelli di cappello aumentano, si differenziano e si moltiplicano, e nascono la maggior parte dei copricapo che usiamo ancora oggi. Negli anni ’20 e ’30 ad imperare nel “mondo del cappello” è la “cloche”, copricapo reso celebre e diventato di grande tendenza grazie all’attrice francese Caroline Reboux, solitamente realizzato in feltro in modo da fasciare bene la testa e che, indossato, copriva quasi tutta la fronte. Negli stessi anni per l’uomo, invece, era di moda il “Borsalino”, che diventerà iconico, un classico intramontabile di eleganza, simbolo di stile e di Made in Italy. Nato in una piccola bottega artigianale italiana, il “Borsalino” diventa da subito molto popolare, conquistando tutto e tutti, persone comuni e famose, il mondo della moda e quello dello “Star system”, indimenticabile la scena finale del film Casablanca con Humphrey Bogart e Ingrid Bergman. Nella moda degli anni ’40 il protagonista tra i cappelli femminili è il “Fascinetor”, dotato di veletti e reticelle da far scivolare sul viso, mentre nel decennio successivo di grande tendenza sarà il cappello di paglia a tesa larga. Dagli anni ottanta in poi i capelli, che fino ad allora erano stati di tipo diverso e distintivo per la moda maschile e femminile, diventano quasi tutti modelli “unisex”, un esempio per tutti il classico “berretto di lana”. Sin dall’antichità il cappello è stato importante, un vero e proprio “must have”, prima come accessorio pratico e utile per proteggere e riparare dal clima e dai pericoli, poi come l’accessorio simbolo di status, espressione di identità e dichiarazioni di stile.
“Che il cappello sia un simbolo, e non un semplice accessorio, del resto, ce l’ho insegna uno degli uomini più autorevoli del mondo, che poi è una donna. La regina Elisabetta, la quale nel corso del proprio regno ha indossato cinquemila cappelli. Diversi. Ma che rappresentano sempre la stessa cosa. Una corona” Luigi Mascheroni
Tanti sono i modelli di cappelli che hanno fatto la storia del costume e della moda diventando cult e intramontabili. E come ogni accessorio iconico questi copricapi sono da sempre, e per sempre saranno, fondamentali e imprescindibili per completare e definire in modo unico, fashion e sofisticato ogni outfit ed ogni look, segno di bellezza e di eleganza, simbolo di raffinatezza e stile.
“La cosa peggiore che si possa fare a una donna è chiuderla in una stanza con mille cappelli e neanche uno specchio”Genny Yougman, comico e musicista americano
Tutto quanto fa… glamour e il cappello è uno degli accessori tra i più glamour, indispensabile per essere fashion e al passo coi tempi con eleganza sofisticata o casual ma sempre chic e raffinata. Il cappello è “l’accessorio sempre di moda che dona fascino, eleganza e un pizzico di mistero” non appena indossato.
“Mi incanto a guardare certe donne solo per il cappello. Lì sotto, tra il visibile e l’invisibile, la bellezza gioca a nascondino con l’eleganza” Fabrizio Caramagna.
