Esistono teorie del complotto molto longeve, che si protraggono anche per molti anni. Tra di esse figurano quelle sorte in seguito alla distruzione delle Torri Gemelle nell’attentato dell’11 settembre 2001 a New York. Nate all’alba di Internet, tali teorie sono considerate i pilastri del complottismo del nostro secolo. Sono trascorsi 25 anni da quell’evento, ma le teorie che lo riguardano vivono ancora nella mente di molte persone. Come illustra il rapporto ufficiale del National Institute of Standards and Technology (NIST), il crollo delle due torri fu causato dall’impatto con gli aerei dirottati dai terroristi di Al Qaeda e dagli incendi che ne derivarono
Eppure, nonostante siano trascorsi anni dalla tragedia, molte persone restano ancora convinte che il governo statunitense abbia mentito (o che quantomeno non abbia rivelato tutta la verità) sulle reali cause del crollo. Michele Pettene nel suo recente articolo Il complottometro dell’11/9, Bin Laden e le armi spaziali, pubblicato sull’Esquire, ha elencato le principali teorie del complotto riguardanti l’attentato, dalla più plausibile alla più inverosimile. C’è chi sostiene che le torri siano state demolite di proposito dal governo statunitense, con cariche esplosive posizionate in anticipo. Altri, invece, affermano che il governo fosse al corrente dell’imminente attacco di Al Qaeda, ma abbia lasciato che la tragedia accadesse, pur di avere un pretesto per dare inizio alla guerra in Iraq. Alcuni sono persino convinti che i grattacieli siano stati distrutti da un raggio spaziale
( https://www.esquire.com/it/news/politica/a73638460/complotti-11-settembre-2001/ ).
D’altronde, non sono solo i siti web complottisti a diffondere fake news sull’attentato. Come ricostruito dal sito di fact-checking Pagella Politica, nel 2015 Donald Trump (allora non ancora presidente) affermò che in New Jersey molte persone avessero esultato in seguito al crollo delle Torri Gemelle
( https://pagellapolitica.it/articoli/11-settembre-la-madre-di-tutti-i-complottismi ).
Tuttavia, questa affermazione fu subito smentita da un’inchiesta della CNN, che dimostrò l’inesistenza di foto o video in grado di confermare la tesi di Trump
( https://edition.cnn.com/2015/11/23/politics/donald-trump-new-jersey-cheering-september-11/ ).
Il caso di Trump è emblematico. Il fatto che anche figure istituzionali rilancino bufale e tesi complottiste dimostra quanto la disinformazione sia radicata nella nostra società e quanto sia complesso contrastarla.
