In una recente intervista Donald Trump ha affermato che due tra i più importanti giornali statunitensi, il New York Times e il Washington Post, non farebbero altro che diffondere fake news. Secondo il presidente, tali testate distorcerebbero la realtà per mettere in cattiva luce il suo operato. Perciò, Trump sta considerando l’ipotesi di bandire i due giornali dalla Casa Bianca, bloccandone la distribuzione all’interno dei suoi uffici
( https://youtu.be/wutZDszwZ8g?si=TruHKAmVUPLHVySf )
Stando a un articolo pubblicato da Sky Tg24, sono state bandite, stavolta con effetto immediato, anche le testate CNN, Politico e Ms Now. La CNN ha replicato che la mossa del presidente rappresenta un attacco illegittimo alla libertà di stampa. Non si tratta di episodi isolati, poiché l’amministrazione Trump ha sempre tentato di escludere dagli eventi i media non allineati al suo pensiero, introducendo persino un nuovo regolamento che limita le possibilità dei media di raccogliere e diffondere informazioni sensibili. Tale pratica è stata dichiarata incostituzionale da un giudice federale; tuttavia, la sala stampa del Pentagono resta deserta
( https://tg24.sky.it/mondo/2026/09/18/trump-cnn-politico-ms-now-casa-bianca)
Tutto questo sembra paradossale, dato che lo stesso Trump ha reso la disinformazione un elemento centrale della sua politica. Come riportato da un articolo di RaiNews, il presidente ha diffuso fake news e teorie complottiste riguardanti diversi ambiti. Di recente ha affermato più volte che le preoccupazioni dei leader tecnologici riguardo ai rischi collegati a uno sviluppo irresponsabile dell’intelligenza artificiale (IA) sono frutto di un complotto volto a limitare la competitività economica degli USA. Trump ha inoltre paragonato la presunta “cospirazione dell’IA” alla “truffa del riscaldamento globale”, sostenendo che entrambe sarebbero state costruite ad arte per il medesimo scopo
In conclusione, sebbene Trump affermi di voler combattere la disinformazione con ogni mezzo, la sua battaglia sembrerebbe mirata esclusivamente ai contenuti che potrebbero screditare il suo operato agli occhi dell’opinione pubblica. Al contrario, è evidente che il presidente non esita a sfruttare le fake news quando queste favoriscono i suoi obiettivi politici ed economici.
