Antonio Masala nel suo saggio Teorie del complotto, post-verità e demagogia cognitiva: su alcune possibili cause del populismo, pubblicato sulla rivista accademica Jura Gentium, definisce le teorie complottiste come “spiegazioni alternative a quelle ufficiali (o spiegazioni di eventi non ancora chiariti), che interpretano gli eventi come la conseguenza di azioni e di intenzioni che vogliono essere tenute nascoste”. Dietro gli eventi ci sono sempre delle organizzazioni che hanno interessi ben precisi.
(https://www.juragentium.eu/wp-content/uploads/2023/12/2023_2_Masala.pdf).
Una delle teorie del complotto più diffuse è quella dei rettiliani. Come spiega Angelo Paura nell’articolo Chi crede ai rettiliani?, pubblicato su Il Tascabile, rivista culturale di Treccani, tale tesi è stata elaborata da David Icke e divulgata attraverso i suoi libri Il segreto più nascosto (1999) e Figli di Matrix (2001). Secondo Icke, i rettiliani, originari delle costellazioni di Orione, Sirio e Dragone, sarebbero approdati sulla Terra migliaia di anni fa. Incrociando la propria specie con quella umana attraverso la manipolazione del DNA, gli alieni si sarebbero infiltrati nei governi di ogni paese per manipolare la politica mondiale. Icke è convinto che la maggior parte dei governanti mondiali, dalla famiglia reale dei Windsor al Papa, sia un insieme di alieni mutaforma sotto mentite spoglie, capaci di passare dalle sembianze umane a quelle di rettile.
( https://www.iltascabile.com/societa/chi-crede-rettiliani/ ).
Tuttavia, una simile cospirazione è troppo vasta per essere vera. Massimo Introvigne nell’articolo Nuove mitologie religiose, pubblicato su Treccani, illustra la teoria del segreto di Georg Simmel, secondo cui “un segreto noto a migliaia di persone non è più tale, poiché è statisticamente certo che qualcuno lo svelerà”
( https://www.treccani.it/enciclopedia/nuove-mitologie-religiose_(XXI-Secolo)/ ).
Dunque, che si creda o meno all’esistenza degli alieni, resta il fatto che cospirazioni di così grande portata non potrebbero esistere, poiché basterebbe che un solo individuo si tradisse per errore o divulgasse volontariamente la verità, per far crollare tutto. Eppure, moltissime persone danno credito alla teoria di Ike. Ciò avviene, perché le teorie della cospirazione offrono conforto a chi non riesce ad accettare realtà scomode e complesse.
Come spiega Masala, “l’attrattiva delle teorie del complotto è nel saper dare spiegazioni, non importa se poco attendibili o eccessivamente spettacolari, a fenomeni che non hanno una spiegazione o che hanno una spiegazione che non si comprende”. Le tesi complottiste, inoltre, risvegliano il senso di eroismo insito nel genere umano, innalzando l’autostima delle persone che ci credono: chi crede di aver smascherato una cospirazione mondiale si convincerà, infatti, di essere un individuo sveglio e coraggioso, detentore di una verità nascosta ai più.
( https://www.juragentium.eu/wp-content/uploads/2023/12/2023_2_Masala.pdf ).
