Intorno all’anno 117, nacque a Roma una bambina desiderata intensamente dai suoi genitori, che, per averla, pregarono così profondamente da segnarne la vita. Andiamo con ordine, a Roma vivevano due greci, Agatone e Politeia, due cristiani credenti e praticanti, che come premesso, avevano il desiderio di un figlio e quella creatura vide la luce nel 117, si chiamava Parasceva e nacque il sesto giorno, perché in quel periodo non esistevano le settimane come le intendiamo oggi, che furono introdotte solo nel IV secolo sotto Costantino, esisteva bensì il ciclo del mercato, il nundinae, che durava otto giorni e che si chiudeva, appunto, con il giorno del mercato. Torniamo alla nostra Parasceva: la bambina crebbe al tempo dell’imperatore Adriano, nel segno di gratitudine a Cristo. Parasceva si dedicò alla scrittura e convertì molte persone alla fede di Cristo. Era molto bella, tuttavia rifiutò tutte le proposte di matrimonio, per dedicarsi alla sua esistenza come sposa di Cristo. All’età di 20 anni, i suoi genitori morirono e Parasceva divenne molto ricca, ereditando beni di notevole valore. Decise di vendere i terreni ricevuti in eredità e ne donò una cospicua parte ai poveri, un’altra parte fu devoluta alla comunità cristiana di Roma che sosteneva una casa per giovani donne e vedove. Intorno ai 30 anni Parasceva lasciò Roma e viaggiò in molti paesi, predicando Cristo e il Vangelo, rischiando per l’ostilità alla nuova religione di ebrei e romani. Parasceva tornò a Roma e fu segnalata da un ebreo, l’imperatore Antonino Pio la invitò nel suo palazzo per ascoltarne le ragioni. L’imperatore fu attratto dalla sua bellezza, provò a dissuaderla dalla sua fede e arrivò addirittura alla promessa di sposarla. Parasceva rifiutò ed Antonino Pio le fece mettere sulla testa un elmo di ferro incandescente, che tuttavia non le provocò alcun danno, si gridò al miracolo e molti si convertirono al cristianesimo, una buona parte fu fatta uccidere dall’imperatore, che non gradì il comportamento di Parasceva. La donna trascorse in carcere alcuni giorni, poi fu portata nuovamente al cospetto dell’imperatore, che di fronte al suo nuovo diniego, la fece appendere per i capelli e la fece torturare con il fuoco: Parasceva non cedette ed Antonino Pio diede ordine di gettarla in un calderone di pece e zolfo, ma Parasceva rimase ancora una volta illesa, anzi gettò il liquido bollente in faccia all’imperatore che divenne cieco. Parasceva uscì dal calderone e disse all’imperatore che Dio poteva guarirlo, dopo queste parole Antonino Pio vide di nuovo e fermò la persecuzione dei cristiani fino alla sua morte, che avvenne nel 161. I problemi sorsero con il nuovo imperatore Marco Aurelio, che diede la colpa ai cristiani della peste che uccise molti romani in quegli anni. Parasceva fu ovviamente nel mirino di Marco Aurelio e mentre si trovava in una città governata da Asclepio, fu catturata perché si rifiutò di fare sacrifici agli dei pagani e fu gettata in una fossa con un serpente, ma ne uscì illesa. Parasceva raggiunse la Grecia, terra natia dei suoi genitori, al fine di predicare la parola di Cristo. Vicino a Tessalonica fu arrestata dai pagani e condotta dal governatore romano Tarasio, che evidentemente seguace del bollito, fece riempire un calderone pieno di olio e pece e ci fece immergere Parasceva. Anche quella volta la donna ne uscì illesa e più che fervente cristiana, fu scambiata per una strega. Tarasio la fece legare e frustare, ma Parasceva non si piegò al volere del governatore. Fu rinchiusa in carcere ed al mattino seguente condotta al Tempio di Apollo. Si narra che facendosi il segno della croce, alcune statue caddero al suo cospetto. Parasceva fu condannata a morte per decapitazione e condotta fuori dalla città dai soldati incaricati di eseguire la sentenza. Parasceva pregò, piegò la testa che cadde sotto le lame dei soldati romani. Oggi Parasceva è considerata santa e la Chiesa ortodossa la celebra il 26 luglio. Il sobborgo Agia Paraskevi di Atene prende il suo nome: la greca che nacque a Roma e non cedette di fronte alla possibilità di rinnegare la sua fede, oggi viviamo tempi in cui la gente si vende per pochi spicci.
Parasceva, la cristiana greca-romana
