Partenza
Si parte per un viaggio organizzato di gruppo verso l’Andalusia. Il timore è quello di scioglierci come Calippi al sole, viste le temperature delle scorse settimane. Con la solita congestione degli aerei nel mese di agosto, il volo viene spostato dalla mattina al pomeriggio inoltrato. In aeroporto scopriamo un nuovo ritardo, con conseguente apparizione si vari santi, un signore ne nomina uno nuovo e viene sommerso dagli applausi. Finalmente si parte a quasi notte inoltrata verso Malaga, per farsi perdonare del ritardo, ci offrono un bicchiere di acqua calda, che pare di stare a Montecatini Terme e un cornetto di circa 40 centimetri. Arriviamo in albergo quando la notte incontra il nuovo giorno e troviamo la cena fredda in camera, con una porzione di cipolle che pare di stare dar Kebbabaro, ovviamente non tocchiamo cibo.
Gibilterra- Cadice – Siviglia
Un moderno pullman ci porta verso lo Stretto di Gibilterra, la fine del mondo per gli antichi, le Colonne di Ercole. Lungo la strada ci sono degli autogrill dove vendono i biglietti dei traghetti verso Ceuta e Tangeri, ossia il Marocco, perché è dove si trova Ceuta, nel caso non fosse chiaro. Arrivati a Gibilterra, che è territorio inglese in Spagna e da poco ha aperto la frontiera, che prima necessitava di un passaggio per la dogana, ci immergiamo nella storia di un luogo magico. Si riparte verso Cadice, sull’Atlantico, dove si partiva per le Americhe. Camminiamo per le strade piene di luce e chiese, mangiamo del pesce fresco e la nostra prima sangria. Nel primo pomeriggio andiamo verso Jerez de la Frontera, dove c’è un famoso autodromo e importanti cantine di vini pregiati, con conseguente ritiro delle patenti degli abitanti. Visitiamo la cantina Fundador, che ha secoli di storia e ottimi vini che ci fanno assaggiare. Leggermente brilli ripartiamo verso Siviglia dove pernotteremo.
Siviglia
Giornata dedicata alla città di Siviglia, che fortunatamente ci accoglie con un’insolita brezza, dal momento che la scorsa settimana c’erano oltre 40 gradi. Visitiamo la cattedrale, con il vecchio minareto di epoca almohade, la Giralda. Qui la storia si fa interessante, perché nella cattedrale c’è sepolto Cristoforo Colombo, almeno una sua parte, anche perché sembra che ce ne siano altre a Santo Domingo e Cuba, un viaggiatore anche dopo la dipartita, nulla da eccepire. Poi visitiamo Plaza de Espana, la magnificenza della Spagna nel suo massimo fulgore, davvero molto affascinante, con il fiumiciattolo e le barche che ricordano quelle di Villa Borghese e famosi film italiani. Scopriamo omaggi a Miguel de Cervantes e il Don Chisciotte, che fu antesignano della satira politica della quale ne abbiamo sempre più bisogno, perché tutti abbiamo amato Sancho Panza e ci siamo fatti trascinare in folli avventure, che sono il sale della vita. Mangiamo delle tapas e la seconda e ottima sangria, che poi in fondo è solo una macedonia di frutta leggermente alcolica, lo ripetiamo per sentirci meno in colpa. La sera passeggiamo per la città con i suoi locali e il suo fiume che arriva all’Atlantico ed è stato nei secoli il percorso per traffici commerciali che hanno reso Siviglia un luogo importante del quindicesimo e sedicesimo secolo.
Cordoba e Granada
Si parte di nuovo verso Cordoba, dove si può ammirare la Mezquita-Cattedrale, un luogo che narra i secoli di dominazione mussulmana della città e la riconquista avvenuta nel 1236 dei cristiani, guidati dal re di Castiglia, Ferdinando III. È davvero affascinante con quella che sembra una foresta di archi e colonne che fortunatamente ha conservato le tracce di una storia secolare e ci ha fatto riflettere che in fondo il mondo non sia cambiato in circa 800 anni. Mangiamo un piatto tipico, il rabo de toro, ossia la coda del toro, una vaccinara al maschile, penso che la digerirò tra un paio di settimane. Ripartiamo verso Granada e lungo la strada la nostra guida ci intrattiene su quanto olio si produce in Spagna, sulle parentele e l’albero genealogico di Lucia Bosé, suo figlio Miguel e il torero Luis Miguel Dominguin, sembra una puntata di una trasmissione di Barbara D’Urso. Ci fermiamo in una vecchia stazione abbandonata, che diventata un bar-ristorante, dove vendono tutto a bese di olio. Leggermente unti, si riparte verso Granada. Dopo cena facciamo una passeggiata in centro e ci rendiamo conto della pulizia e dell’ordine di una città dalla quale dovremmo prendere esempio.
Granada
Giornata dedicata alla visita di Granada. A causa di un lieve terremoto che c’è stato egli scorsi giorni, non possiamo visitare la Cattedrale; quindi, ci fanno vedere un convento certosino, con il chiostro e tutta la storia di persone che oggi definiremmo associali. Visitiamo la Cappella Reale con le tombe di Isabella I di Castiglia e Ferdinando II di Aragona, i regnanti che finanziarono il viaggio di Colombo, che se avessero saputo di Trump, forse…Accanto riposano, Giovanna I di Castiglia, detta la Pazza, perché all’epoca e forse anche oggi, una donna autonoma e pensante viene definita pazza. Vicino c’è quel fenomeno di Filippo il Bello, che poi era un tipo. Nel pomeriggio visitiamo l’Alhambra, un complesso medievale costruito dagli arabi nel 1232, che domina la città e che offre palazzi e giardini meravigliosi. La sera siamo distrutti ma felici per la visita alla città che fu l’ultima riconquistata dai cristiani il 2 gennaio 1492, con la sconfitta del sultano Boabdil.
Antequera-Malaga
Nuova partenza verso Antequera, un sito molto antico, come si evince dal suo nome, dove possiamo ammirare i Dolmen, le camere funerarie costruite nel Neolitico, che si chiamano Viera, che ricorda un giocatore dell’Inter e Menga, immaginate la rima che viene facile. Ci spostiamo verso la cittadina che conserva un fascino senza tempo, c’è un piccolo scorcio che ricorda il Messico, dove hanno girato lo spot di una famosa birra che si chiama come una cantante dance degli anni Novanta. Torniamo verso Malaga per l’ultima parte del nostro viaggio. La città è magnifica e facciamo una passeggiata sul lungomare e il porto, dove ormeggiano alcuni yacht lunghi come un traghetto della Tirrenia.
Ronda- Mijas
Si parte per un viaggio in pullman leggermente più lungo verso Ronda, una piccola e unica città costruita su un alto dirupo e divisa da una gola che per chi soffre di vertigini non è indicata. Visitiamo la parte antica e ovviamente mussulmana, con le sue case e i cortili affascinanti. Entriamo in una casa-museo che fu donata dai proprietari ai salesiani, c’è un quadro dei vecchi proprietari, la signora è identica a Sora Lella. A Ronda sono state sparse le ceneri di Orson Welles, che amava questo luogo, apprezzato anche da Ernest Hemingway, che probabilmente avrà bevuto damigiane di sangria e scritto pagine indimenticabili, come Morte nel pomeriggio, dedicato alla tauromachia, A la scinco de la tarde, come scrisse Garcia Lorca per Ignacio Sanchez Mejias. Mangiamo delle tapas e la cinquantesima sangria, sperando di scrivere come Hemingway. Ci spostiamo verso Mijas che offre panorami infiniti sulla Costa del Sol.
Malaga
Ultimo giorno di vacanza nella splendida Andalusia. Visitiamo Malaga che respira l’aria del mare e delle opere di Picasso che nacque in questa città nel 1881. Visitiamo la casa natia dell’artista e il museo con le sue opere che sono in verità sparse nel mondo, come le spoglie di Cristoforo Colombo. Mangiamo la paella più cattiva della Spagna e forse del mondo, ci rifacciamo con un buon gelato e passeggiamo per le vie del centro, acquistiamo dei piccoli ricordi e fotografiamo con gli occhi immagini che resteranno conservate nella nostra memoria quando l’autunno busserà alle porte. Domani si riparte, ritardi permettendo. È stato un viaggio interessante e istruttivo, abbiamo percorso circa 1300 chilometri, conosciuto persone belle e altre meno, abbiamo avuto caldo e freddo, ci siamo stancati e riposati, osservato piccoli ritagli di amore infinito, come il ragazzo non vedente, accompagnato dalla anziana madre che gli raccontava le opere di Picasso, trasmettendo la sua emozione a chi non poteva goderne. Il viaggio è terminato e conserveremo tutto il bello e il contradditorio di questo mondo, salvati dall’amore e l’empatia che sono le vere ragioni delle nostre vite.
