Flavio Trevisani, poeta e ricercatore storico, ci ha creduto e si è impegnato per raggiugere questo traguardo partendo dal lontano 2018, e ora il sogno è diventato realtà. Lo storico casello dell’Alta Velocità di Manerba, che nel 1934 registrò il record mondiale di velocità su idrovolanti di Francesco Agello, è stato salvato dal degrado e torna ad una nuova vita. L’importante operazione di recupero, per anni sollecitata da Trevisani, è stata portata a termine grazie ad una fattiva collaborazione tra il Lions Club di Lovato e dei Colli Morenici, il Sesto Stormo di Ghedi della Aereonautica Militare, la famiglia Cavazzi proprietaria del terreno, il Comitato Idroscalo di Desenzano, l’associazione Arma Aereonautica e l’amministrazione comunale con in prima fila la consigliere Raffaella Bertini e il vicesindaco Luca Beltrami.


Ricordiamo la vicenda storica legata al casello di Manerba. Il 23 ottobre del 1934 alle ore 14,56, il Maresciallo Francesco Agello, superò il suo stesso primato raggiungendo la velocità media di 709,202 chilometri orari con un Macchi-Castoldi M.C.72. Per conquistare il record, Agello aveva la possibilità di compiere cinque passaggi su una base di tre chilometri, segnalati con boe bianche e rosse sul lago di Garda. Lungo il tracciato erano stati predisposti dei passaggi intermedi a Manerba ed a Moniga dove erano state installate delle postazioni per i commissari. Questi avevano il compito di accertarsi che Agello eseguisse il passaggio rispettando il regolamento FAI, e dovevano registrare il tempo di percorrenza. Al termine dei cinque passaggi i commissari avrebbero dovuto calcolare la velocità media di percorrenza, con la possibilità di escludere il passaggio più lento. Il primo passaggio fu segnato a 705,882 chilometri all’ora. Il secondo fu più rapido, con la traiettoria straordinariamente esatta. Narrano gli operatori degli apparecchi di cronometraggio di “Aver visto il bolide passare a non più di cinquanta metri da loro. L’aria ne era profondamente scossa. Il secondo passaggio segnò 710,433 chilometri all’ora. Una brevissima attesa, mentre l’apparecchio è lontanissimo oltre Torri sulla sponda veronese. Poi, eccolo, di nuovo volare su Manerba e poi su Moniga, passa la raffica rossa, nessuno parla tanta è l’ansia nei cuori. La velocità questa volta è di 711,462 chilometri all’ora, la più alta raggiunta da un uomo nel mondo. Bisogna attendere ancora il quarto passaggio, che segnerà questa volta 709,444 chilometri all’ora”. La visibilità non era ottimale e Agello non era in grado di distinguere con esattezza i punti di riferimento sulla terraferma: il duomo di Montechiari e la Torre di Moniga. Dopo il quarto passaggio Agello era convinto di non aver migliorato il precedente record viste le difficoltà incontrate, tant’è che preferì ammarare senza eseguire il 5° passaggio e senza eseguire il classico passaggio sull’idroscalo come era solito fare in segno di saluto. Ma il record era stato conquistato ed Agello diventò di fatto “l’uomo più veloce del mondo”.

Il Macchi Castoldi MC.72 Matricola Militare 181 di Agello non volerà più. Rimase l’aereo più veloce in assoluto fino al 1939, e tuttora è il più veloce idrovolante con motore a pistoni del mondo. Aveva un motore FIAT AS6, con una potenza di 2.300hp aumentabile a 2.800 per brevi periodi: in pratica due AS5 da 1.000hp accoppiati che facevano girare due eliche controrotanti, con una cilindrata totale di 50.000 cc. Dopo lo scorrere del tempo ora è uno dei più importanti cimeli del Museo di Vigna di Valle.
