foto creata con I.A.
La “spigoladura de la melga ” (il granoturco) era una delle attività preferite a fine estate da ragazzi e pensionati seppur con scopi diversi. I primi per divertimento, per avere magari “munizioni ” per alimentare le storiche “pistole a melga”: sagome di legno di pistole con una molletta per il bucato al posto del grilletto e con un robusto elastico come sistema di caricamento, o per recuperare qualche mancia rivendendo poi le pannocchie. Per i pensionati invece si trattava di una attività che aveva duplice funzione – oltre a quella di occupare il tempo quotidiano – quella di recuperare a costo zero, anche se con un po’ di fatica, grano per le galline del pollaio (che anche ai nostri giorni non mancano) o da portare, una volta essiccato al sole, al vicino mulino ricevendone in cambio farina o crusca per fare il “pastone ” dei polli.
Tra i campi dorati, dopo il passaggio delle macchine, restavano, un tempo, le pannocchie dimenticate, piegate a terra . Era allora che cominciava la spigolatura, un rito silenzioso fatto di passi lenti e mani attente, che apparteneva alle donne, ai ragazzi, agli anziani. La spigolatura del mais si radicò profondamente nella cultura contadina padana tra Ottocento e Novecento, quando il granoturco diventò protagonista delle campagne . Nelle grandi cascine il raccolto del mais segnava la fine dell’estate e l’inizio del tempo dell’aia. Dopo la trebbiatura, chi aveva bisogno, tornava nei campi per raccogliere le pannocchie cadute, riempiendo cesti e sacchi con pazienza. Quelle pannocchie, essiccate al sole e sgranate a mano, diventavano farina, cibo per gli animali, o piccole scorte per l’inverno.
La scena della spigolatura appartiene oggi alla memoria collettiva. Fino a qualche anno fa, in questi giorni, si potevano vedere decine di persone in paziente attesa lungo i margini dei campi che “el machinon“(la mietitrebbia) terminasse il suo lavoro automatico di taglio del granoturco, per entrare nei campi ed iniziare un laborioso lavoro di ricerca manuale sollevando i resti maciullati alla ricerca di qualche dorata pannocchia fortunatamente dimenticata dalla tecnologia meccanica a favore della manualità. Con l’arrivo delle macchine moderne, la spigolatura è scomparsa quasi del tutto, ma rimane come simbolo di un mondo antico dove nulla andava sprecato nel rispetto della terra e del lavoro.
