La storia è ricca di episodi curiosi spesso sconosciuti. Uno di questi avvenne nell’ambito della Seconda Guerra Mondiale, quando lo stato italiano pensò e progettò di bombardare l’America ed in particolare New York. L’idea dell’attacco dall’aria, sul genere del famoso volo su Vienna del Vate Gabriele D’Annunzio verso la fine della Prima Guerra Mondiale, fu ventilata dal generale dell’aeronautica Attilio Biseo. Era l’aprile del 1942. Per alcuni mesi nessuno ne parlò. Poi nel novembre del ‘42 fu convocata una riunione alla Piaggio, a Pontedera. In quell’occasione fu decisa l’azione dimostrativa contro la zona sud di Manhattan, battezzata in codice “Operazione S”, utilizzando, per il volo, un idrovolante quadrimotore Cant (acronimo di Cantieri Aeronautici e Navali Triestini) Z511.
Secondo il piano, a rifornire il Cant. Z511, infatti, avrebbe dovuto provvedere un sottomarino, appostato in un punto dell’oceano situato più o meno a metà della rotta seguita dall’idrovolante, nel volo di ritorno. In un primo momento si pensò al lancio sulla città di due bombe di piccolo peso, da far uscire dal portellone laterale (questo perché l’aereo era un trasporto passeggeri e non un bombardiere) poi si optò per il classico lancio di un grosso carico di volantini di propaganda. Il progetto venne sottoposto all’approvazione di Mussolini. Il Duce volle conoscere i particolari del progetto, le caratteristiche della macchina, poi, scrollando la testa, disse: “Tutto bene, ma niente esplosivo. Non andiamo per fare danni, ma per dimostrare che, nonostante l’esistenza dell’oceano per cui l’America si sente al sicuro, possiamo raggiungerla quando vogliamo. Invece di bombe, che so io, su Manhattan potremmo lanciare arance siciliane, appese a paracadute tricolori”.

L’attacco su New York era previsto ai primi di settembre del 1943. Tutto era ormai deciso, la macchina e gli uomini erano pronti, ma quando fu effettuata l’ultima prova dei motori, improvviso arrivò l’armistizio.

Oltre alla Regia Aeronautica l’idea di colpire, simbolicamente o meno, New York venne anche alla Regia Marina che sviluppò un paio di progetti. La missione fu rinviata, in seguito alla perdita del sommergibile Da Vinci, al 23 maggio, poi annullata a causa dell’armistizio di due mesi dopo.

Il libro “Operazione S il piano dell’Italia per bombardare New York” è edito da Idrovolante Edizioni di Roma a cura di Francesco Dionigi con copertina di Alessandro Colonna. “È un episodio sconosciuto dai più della Seconda guerra mondiale – spiega l’autore- che ho voluto ricordare e ricostruire attraverso ricerche e documenti d’epoca per sottolineare ancora una volta il genio e la progettualità italica in un momento in cui eravamo in bilico sul baratro della dura sconfitta in guerra e della caduta del regime fascista. L’inventiva tipica italica vuole essere di fatto il filo conduttore di questa Operazione S che aveva più risvolti psicologici nel minare le certezze degli americani che aspetti militari guerreschi”.
