A cavallo tra gli anni ’70 e ’80 dello scorso secolo alcuni predicatori evangelici e telepredicatori americani insinuarono che il rock era la musica del diavolo, asserendo che in essa erano celati dei messaggi subliminali satanici, i cosiddetti backmasking, che avevano il potere di indurre alla ribellione le generazioni dei giovani. Non era nemmeno un’idea tanto nuova, già in un altro articolo, infatti, abbiamo parlato di personaggi come Robert Johnson, il triste fondatore del club dei 27, che si vociferava avesse dato l’anima al diavolo per ottenerne fama e abilità nel suonare la chitarra. Il nostro Franco Battiato, in una canzone del 1979 intitolata Magic Shop, diceva “Sull’esoterismo di costume / che ne dicono i Rosacroce? / Il rock è la mistica del diavolo / nei centri sociali o nelle discoteche…” criticando l’uso di quella musica come strumento per evadere dalla realtà.
Ebbene forse oggi abbiamo trovato qualcuno che, non solo con le parole, ma anche con l’esempio, ha sconfessato questa interpretazione della musica moderna, dandone un significato nuovo e più profondo. “La chitarra l’ha creata Dio, perché il diavolo non sa creare niente” parole di Dionysios Tabakis, prete ortodosso di Nauplia nel Peloponneso e vera rivelazione del panorama Heavy Metal internazionale. Il suo album di esordio “Paradise Metal” ha ottenuto un punteggio pari a 7.6 su Pitchfork, una rivista specializzata le cui recensioni possono determinare il successo o il fallimento di una band che passa tra le sue pagine. Tanto per intenderci, “Discovery” dei Daftpunk o “Drukqs” di Aphex Twin non hanno raggiunto simili traguardi al momento della loro uscita.
Il genere musicale esatto in cui viene classificato si chiama “Collision” perchè è un incrocio tra musica liturgica bizantina e il Doom/Drone Metal e siccome già vi vedo strabuzzare gli occhi, un po’ come ho fatto io, vi scrivo di seguito che cosa vuol dire: “Il doom metal è un genere musicale caratterizzato da ritmi molto lenti, chitarre ribassate e atmosfere cupe ed evocative di disperazione e destino ineluttabile. Nato come evoluzione del sound dei primi Black Sabbath, il genere si è sviluppato in diverse direzioni nel corso degli anni” (fonte wikipedia).
Superato lo scoglio più grande, rappresentato dal tipo di musica che padre Tabakis suona, farà sicuramente stupire il fatto che la sua avventura è nata grazie all’aiuto, non si sa quanto inconsapevole del figlio, di un vicino di casa e di una parrocchiana. Acquistata una chitarra elettrica da 150 euro, ha cominciato a strimpellare per casa grazie ad un suo parrocchiano che gli ha mostrato i primi accordi, il figlio gli ha insegnato a usare i software di produzione ed infine la parrocchiana ha effettuato le prime registrazioni usando solo un telefono cellulare.
Quando ha cominciato a prenderci un po’ gusto, ha modificato la sua chitarra, un po’ come fece all’epoca Jaco Pastorius col suo basso o come suonano oggi i più noti e misteriosi Angine de Poitrine, rimuovendo i tasti dal manico facendola diventare una fretless. Per chi non è del mestiere, i tasti sulla chitarra rappresentano la scala delle note ad intervalli di mezzi toni, togliendoli si possono suonare frazioni di tono più piccole, intercettando suoni che altrimenti sarebbe un po’ difficile da raggiungere. Quello che ne è venuto fuori è un mix di musica metal sacra bizantina davvero interessante, che lo ha portato senza saperlo alla notorietà, quando l’etichetta musicale Elhellell lo ha scovato per caso su un forum dedicato. Padre Tabakis rifiuta la notorietà, non ne vuole sapere di esibirsi dal vivo o di apparire in televisione e non ha nessuna intenzione di lasciare l’altare a favore di una sua carriera musicale.
Tra i pezzi che compongono l’album, Dubai Paei viene indicato come uno dei più incisivi perchè in stile rap, equipara la sfarzo degli Emirati a quelli dell’antica Babilonia. Non capendo un’acca di greco (mannaggia a me e a quando non davo retta a mia nonna che voleva insegnarmelo) non posso giudicare, ma un altro pezzo mi ha colpito parecchio (perchè mentre scrivo sto ascoltando l’album), si intitola “Ἄναρχος Θεός – Βυζαντινὰ Κάλαντα τῶν Χριστουγέννων ἐν ἤχῳ α” che significa “Dio senza inizio – Canti natalizi (Kálanta) bizantini nel primo modo”, una rivisitazione di un antico canto di Natale che recita: “Dio senza inizio è disceso/e nella Vergine ha preso dimora/Santo, Santo, Santo sei tu o Signore/ gloria a te, Dio nostro”.
Insomma rivedere in chiave metal un canto del genere non è davvero da tutti i giorni e comunque ci riporta alla questione iniziale: il rock è davvero la musica del diavolo? Quando mi fanno questa domanda, estesa naturalmente a tutta la produzione musicale, io rispondo sempre con un’altra domanda: Davide non cantava e suonava forse per lodare Dio? A buon intenditore poche parole e andatevi ad ascoltare Paradise Metal perchè ne rimarrete sicuramente stupiti.
