La Lunigiana, terra di castelli, ci ricorda che nel medioevo una forma di battaglia molto comune era quella dell’assedio. L’esercito occupante si piazzava sotto le mura del maniero e cercava di conquistarlo, usando tutti i mezzi e i trucchi a propria disposizione, esattamente come faceva la parte avversa nel tentativo di difendere le proprie posizioni e spesso la propria vita. Per noi, queste sono rimaste scene da film o da memoria collettiva, dovute ai nostri studi scolastici o a qualche libro di narrativa. Roba passata. I castelli sono presenti in tutta Europa e ognuno ha qualcosa di diverso da raccontare, quello di Ghent nel Belgio, però, conserva la storia di un assedio avvenuto, non nel medioevo ma il 16 novembre 1949.
Qualche giorno prima di quella data, alcuni studenti universitari di Ghent, in aperta protesta contro l’aumento della birra che passava da due a tre franchi, fecero segretamente circolare tra le loro fila un biglietto che recitava così: “Scenario: occupazione del Gravensteen. Sii presente anche tu: entra nel Gravensteen tra le 14,50 e le 15,10 spaccate. Tutto è organizzato per il tuo arrivo. Non venite in gruppo. Portate munizioni di ogni tipo, ma senza farvi notare, e se necessario anche i vostri panini. Fine prevista tra le 18 e le 19??? Parola d’ordine: Uilenspiegel! Avviso importante: Tacere” Il castello di Gravensteen, detto anche il castello dei conti, esiste da quasi 850 anni: costruito interamente in pietra, è dotato di ben 24 torri di guardia e non era mai stato assediato prima. Quel biglietto carbonaro però, servì a farvi penetrare ben 138 studenti, singolarmente, a coppia o in piccoli gruppi, armati di pomodori, frutta e verdura marcia, abilmente nascosta tra gli effetti personali. Il nome Uilenspiegel, scelto come parola d’ordine, faceva riferimento a Till Eulenspiegel, celebre figura del folklore nordico e fiammingo, nota per i suoi sbeffeggiamenti alle autorità e gli scherzi goliardici. Una volta formatosi. Il gruppo non si perse d’animo, catturò l’unico guardiano chiudendolo in uno sgabuzzino, poi alzò il ponte levatoio e raggiunta la sommità delle mura attese che qualcuno passasse di lì. Due poliziotti a bordo di una bicicletta non avrebbero notato nulla se qualcuno dalla cima non li avesse bersagliati con il primo lancio di pomodori. Tra canti di protesta e lanci di “munizioni” gli studenti esposero il motivo delle loro proteste, aggiungendovi anche un ulteriore motivo di disappunto: il nuovo cappello assegnato alle forze di polizia locali, che, secondo loro, assomigliava troppo a quello di un postino o di un tassista e, comunque, li faceva apparire davvero ridicoli. Sta di fatto che tra frutta marcia e bombe fumogene, per qualche ora, gli assediati resistettero ai poliziotti che ebbero la meglio solo grazie all’intervento dei pompieri che, come nelle migliori tradizioni medievali, riuscirono a irrompere all’interno solo grazie all’uso delle scale antincendio. Le stranezze però non finirono perchè, non solo gli studenti riuscirono a far riabbassare il prezzo della birra, ma suscitarono una tale empatia con la popolazione che non furono mai nemmeno sanzionati per ciò che fecero. Ancora oggi la Battaglia del Gravensteen, viene ricordata come la più grande goliardia della storia e ogni anno viene celebrata con canti, balli e sfilate dagli studenti di quell’ateneo.
