immagine copertina creata con A.I.
Ottantadue anni fa, la Martinella di Palazzo Vecchio non annunciava una cerimonia. Annunciava l’insurrezione. A fine luglio del 1944 le truppe alleate (unità indiane, neozelandesi, britanniche) erano ormai a ridosso della città. E giorno dopo giorno avanzavano. Il 3 agosto il comando tedesco proclamò lo stato di emergenza: era proibito a tutti lasciare la casa, le pattuglie avevano l’ordine di sparare alle persone per strada o affacciate alla finestra. Nelle case iniziò l’attesa. Si viveva nella paura e senza acqua, si faceva luce con improvvisati lumi a olio, si cuoceva quel poco cibo rimasto. Gli alleati raggiunsero l’Oltrarno la mattina del 4 agosto. Nottetempo i tedeschi avevano fatto saltare i ponti. Ponte Vecchio era stato risparmiato ma gli accessi e gli edifici circostanti erano stati distrutti.

Nella notte tra il 10 e l’11 agosto i tedeschi iniziarono a ritirarsi oltre il Mugnone, ai margini settentrionali della città, e la mattina successiva, alle 6.45, al segnale della Martinella, le formazioni partigiane, fino ad allora attive clandestinamente in città, passarono all’azione e i fiorentini insorsero. L’insurrezione fu decisa e organizzata dal CTLN (Comitato Toscano Liberazione Nazionale) in accordo con gli Alleati. I combattimenti proseguirono per settimane, anche per la presenza di franchi tiratori fascisti che sparavano dalle finestre o dagli abbaini. Nelle parti a nord della città si registrava ancora la presenza tedesca e la completa liberazione del territorio comunale avvenne il primo settembre, dopo la liberazione di Fiesole.

Per la prima volta nella campagna d’Italia, le forze antifasciste del CTLN insediarono una giunta a Palazzo Vecchio guidata da Gaetano Pieraccini. Firenze si liberò da sola? L’affermazione è molto controversa, ma senz’altro l’insurrezione e il governo furono opera della Resistenza fiorentina, mentre la battaglia si svolse nel quadro dell’avanzata alleata e con il ruolo determinante delle formazioni partigiane. Per quella lotta Firenze compare nella lista dei pochi comuni italiani insigniti della medaglia d’oro al valor militare.
Martedì 11 agosto Firenze celebrerà l’anniversario della Liberazione della città dal nazifascismo. La sindaca Sara Funaro, l’assessora alla Cultura della Memoria Benedetta Albanese e il presidente del Quartiere 1 Mirco Rufilli saranno presenti alla cerimonia, che, alle sette del mattino, si apriranno con il suono della Martinella. Alle 9.45, in piazza dell’Unità Italiana, si riuniranno le autorità civili, religiose e militari, oltre alle rappresentanze delle associazioni partigiane, combattentistiche e d’arma. Sarà deposta una corona di alloro al Monumento ai Caduti di tutte le guerre. Dopo una sosta davanti al Palagio di Parte Guelfa per un omaggio alle donne partigiane, il corteo arriverà in piazza della Signoria dove, alle 10.30, sull’Arengario, si svolgerà la cerimonia istituzionale, aperta dallo squillo delle Chiarine, dall’esecuzione dell’Inno nazionale e dell’Inno europeo e dagli interventi istituzionali. Insieme alla sindaca Sara Funaro e alla presidente di Anpi Firenze Vania Bagni, interverrà Vannino Chiti, presidente dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età Contemporanea.
