di Pietro di Pierro – Don Marino Navalesi – Don Piero Albanesi
foto generata con A.I.
Nei fatti del 7- 11 Luglio 1944, durante la rivolta delle donne carraresi, spesso si dimentica il ruolo avuto da don Frediano Moni, parroco di Avenza. Nel bombardamento di Avenza del 22 maggio 1944 la chiesa si San Pietro e la canonica avevano riportato ingenti danni e Don Moni si era dovuto trasferire a Carrara, ospite dei frati della Lugnola. Alla riunione con il commissario straordinario Giuseppe Barberi, il prefetto Ernesto Buttini ed il tenente Toebbens era presente anche l’allora parroco di Avenza, secondo la testimonianza di Renzo Bianchi (per anni tecnico di laboratorio al Liceo Scientifico) che, durante gli incontri della San Vincenzo nel dopoguerra, ascoltò il racconto direttamente da don Moni (intervista pubblicata sulla stampa locale una decina d’anni fa, ma poco considerata). Il parroco, che aveva una personalità ed un carisma particolare, fece leva sulla fede cattolica del tenente e sulla sua coscienza, per convincerlo ad evitare lo spargimento di sangue tra la popolazione civile e a soprassedere all’evacuazione della città. E così fu. Anzi, grazie alla testimonianza di Onorato Caroli, un altro dei presenti agli incontri della San Vincenzo, conosciamo le sue parole esatte: ”Se sei cristiano comportati da cristiano”. Dopo l’episodio il tenente Toebbens uscì di scena. Sulla sua fine cominciarono a girare voci, più o meno confermate, riportate, ancora, dallo stesso Bianchi: secondo molti il tenente nazista, a seguito del monito di Don Moni, si sarebbe suicidato, ma Bianchi non ha mai accolto in pieno la voce, ritenendo che un cattolico, quale era Toebbens, non potesse praticare il suicidio. Tuttavia esiste un dato verificato che registra la sepoltura nel cimitero tedesco di Turigliano di un “offizer”, cioè di un ufficiale, due settimane dopo l’incontro alla San Vincenzo. Dell’ufficiale sepolto non è riportato il grado nè il nome ed è definito “ Ein Unekannter”: uno sconosciuto. Nel registro è indicato il luogo di sepoltura: fila 7, n. 4, lettera D, giorno 25 Luglio. La vicenda solleva non pochi dubbi: è possibile che non si potesse sapere il nome di un ufficiale tra quelli mancanti all’appello, per quanto irriconoscibile dopo molti giorni dalla morte? Ovviamente è possibile che si tratti di un ufficiale giustiziato e degradato, cioè con i gradi asportati dalla divisa che aveva indosso, il che farebbe pensare a un condannato alla damnatio memoriae – confermato anche dal corpo irriconoscibile fatto ritrovare dopo due settimane- per avere disatteso gli ordini della macchina da guerra del Reich. Non risultano altri ufficiali sepolti in modo anonimo quel mese. Il tenente Toebbens potrebbe quindi essere considerato un “giusto”, avendo pagato di persona per salvare la popolazione civile. I resti dei soldati germanici sepolti a Turigliano sono stati restituiti negli anni cinquanta alla Germania Federale e, per la maggior parte, riuniti nel cimitero di guerra di Costermano (VR), sulla sponda orientale del lago di Garda. La storia è ancora aperta.
