Agli albori della civiltà moderna si pensava che la terra fosse piatta. Gli egiziani ad esempio pensavano che il sole fosse portato da una barca che, a sua volta, percorreva la volta celeste, rappresentata dal corpo della dea Nut. I sumeri, invece, spiegavano l’alternanza del sole e di tutti gli altri corpi celesti, ponendo al centro del mondo un monte altissimo chiamato Meru che fungeva da perno per la loro rotazione. Intorno ad esso il resto del mondo rappresentato da un disco circondato da un oceano che, formando un grande anello, racchiudeva dentro di se tutte le terre emerse. È la concezione del mondo che influenzò la geografia greca, a cominciare da Omero, fino a Esiodo. I testi biblici non si esprimono chiaramente sulla forma della Terra, forse la cosa non interessava un granché, si scorge solo un termine per indicarla che in ebraico è Chugh. Secondo alcuni esperti significa cerchio, per altri vuol dire cupola, per altri ancora sfera perché, se, guardandoci intorno, vediamo un cerchio non possiamo non trovarci al centro di una sfera. Per i cinesi la Terra era piatta e quadrata, ma avvolta dai cieli che avevano forma sferica. Gli indiani riprendevano invece i testi mesopotamici, per loro la Terra era divisa in quattro continenti disposti come un fiore intorno al monte Meru. Insomma in questa breve carrellata abbiamo visto come, quadrata o tonda la terra era vista come un disco che poggiava su qualcosa o forse nel nulla. Furono gli antici filosofi greci a metter in dubbio questa teoria, alcuni sostenendo che, addirittura, il nostro pianeta fosse cilindrico e che comunque avesse qualcosa in corrispondenza degli opposti. Era nato il concetto di antipodi. Forse Pitagora o forse Parmenide, ebbero l’intuizione di stare su un pianeta di forma sferica, ciò che è certo è che Aristotele fu il primo ad affermarlo, nel suo libro Περὶ οὐρανοῦ “De coelo”, basandosi su osservazioni varie, specialmente riguardo le costellazioni che si alzavano e abbassavano sull’orizzonte a seconda che ci si muovesse verso nord o vero sud. Infine Eratostene, nel terzo secolo avanti Cristo, arrivò a misurarne il diametro, partendo da una misura dell’angolo che si discosta di pochissimo dalle reali dimensioni. Un salto di civiltà, un passo enorme per la conoscenza umana che nei secoli ci ha permesso di conoscere cosa ci sia al di là del cielo, di conoscere il sistema solare e le stelle più lontane, persino di andare sulla Luna, eppure… eppure, oggi c’è ancora qualcuno che non crede alla sfericità della Terra sostenendo a gran voce che sia piatta. Un controsenso della storia: eppure tra le fila di questi pseudoscienziati ci sono nomi noti del giornalismo, filosofi e naturalmente credenti in forme di religione dogmatiche.

In epoca moderna è nata la Flat Earth Society, un suo affiliato tale Charles.K.Johnson affermò sul Science Digest del 1980: “L’idea di un globo rotante è una cospirazione fallace contro cui Mosè e Colombo si batterono”. Follia o speculazione a sfondo propagandistico non lo sapremo mai, però qualcuno ha voluto metter alla prova i terrapiattisti con una trovata che ha dato giovamento più alla sua azienda che agli pseudoscienziati: il CEO della Columbia, un’azienda che manifattura abbigliamento Outdoor ha lanciato una campagna basata su questo messaggio: “Andate ai confini del mondo, scattate una foto e portatecela, noi in cambio vi daremo tutta la nostra azienda”. Questo semplice messaggio rimbalzato su tutte le testate giornalistiche e le televisioni americane ha fatto letteralmente impazzire i terrapiattisti che, tra insulti e finte (ovviamente) prove, hanno tempestato di messaggi i canali social a cui l’ideatore ha risposto con un ulteriore semplice messaggio “Smettetela di chiacchierare a vanvera e cominciate a esplorare, naturalmente attrezzatevi con indumenti Columbia!”
Le ricerche sono ancora in corso.
