SAN GIACOMO DEGLI SCHIAVONI. C’è un importante filo conduttore che parla di Arte e si dipana attraverso le mostre di Gino Fedele, gallerista ed esperto di pittura, scultura e ceramica, nato a San Giacomo degli Schiavoni, che da mezzo secolo realizza esposizioni con una sensibilità sempre aperta a nuove esperienze creative e a molteplici linguaggi espressivi, mediante la selezione di opere sulle quali mantiene, con lungimiranza artistica, un focus di qualità proiettato nel futuro. Basti pensare che, fin dagli anni ’70, le mostre di Gino Fedele in Molise vantavano quadri di artisti come Salvatore Emblema, Michele Cossyro, Remo Brindisi, Mario Schifano e Renato Guttuso, un elevato universo artistico che, a pieno titolo, si inserisce nel filone nato negli anni ’50 con il Premio Termoli del pittore termolese Achille Pace, che qui ha creato un polo artistico internazionale.Da venticinque anni a questa parte, poi, questo filo ha seguito la scelta di vita di Gino Fedele di trasferirsi a Cuba, e ne ha assorbito colori, visioni, nuove e accecanti solarità e profonde ombre meditative, che hanno fatto diventare Termoli, San Giacomo, Larino, Campomarino approdi dell’isola caraibica, di cui riannodare periodicamente le atmosfere e le espressioni di una cultura che nei secoli ha assorbito molteplici anime. “El señor Gino”, come viene chiamato nei luoghi del secondo capitolo della sua vita, compie da un quarto di secolo un’importante operazione culturale che collega i tre poli esistenziali più significativi per lui: quello di nascita, che richiama i ricordi e gli affetti più profondi, con cui periodicamente ha bisogno di ricollegarsi; quello lombardo, e in particolare Milano, dove è entrato nel mondo dell’arte dalla porta principale, realizzando mostre nei primi anni ’60 a Brera e lungo i Navigli; e Cuba, l’isola di un’adozione congeniale, dove, sullo sfondo della calorosa accoglienza latina che vi ha trovato, realizza un’attenta ricerca artistica da riportare poi in Molise e a Milano. E così il cerchio si chiude. Difatti “el señor Gino”, dalla sua residenza di Camagüey, è continuamente in contatto con pittori e scultori, i più importanti dei quali hanno un fiorente mercato d’arte negli Stati Uniti e in altri Paesi, con opere riportate sui cataloghi internazionali. Questo è l’anno in cui il ritorno di Gino Fedele sembra avvenire nel segno della spiritualità, per i diversi elementi e circostanze che si raccordano in una mostra che sostanzialmente contiene due importanti rassegne antologiche: quella di Oscar Rodriguez Lasseria e l’altra di suo figlio Oscar jr. Rodriguez Martinez. Una rassegna di opere “di padre in figlio”, con inaugurazione il 17 luglio alle ore 21.00. L’esposizione è allestita nella Chiesa Evangelica Valdese di San Giacomo degli Schiavoni, edificata all’ingresso del paese nei primi anni del ‘900, dove rimarrà aperta al pubblico fino al 30 agosto.Pur essendo i due autori portatori di una ricerca espressiva molto personale, con esperienze e linguaggi artistici alquanto diversi, entrambi si ricollegano a un’esigenza e a una visione spirituale ed emozionale.
OSCAR RODRIGUEZ LASSERIA, artista di calibro internazionale nel campo della pittura, scultura e ceramica, che realizza con la tecnica giapponese Raku, vive a Cuba ma viaggia molto come Maestro d’Arte e per le sue mostre in tutto il mondo. Si presenta da solo: “Creo per la necessità spirituale di creare. Dipingo perché così è come se scrivessi una poesia. In realtà che cos’è l’arte? È un’espressione visiva della vocazione più elevata della vita per tutti, un’opportunità di diffondere pace e felicità attraverso l’arte per tutti. È un’opportunità per raccontare la mia storia a Cuba e al mondo con amore.”
(da Robert Mac Ginnes, The Burg Magazine). È quanto mai appropriato l’accostamento tra pittura e poesia. Max Ernst, pittore visionario, diceva che, come il ruolo del poeta consiste nello scrivere sotto dettatura di ciò che si pensa e che si articola in lui, così il ruolo del pittore è quello di delineare i contorni e di proiettare ciò che si vede in lui. Ragion per cui questa mostra antologica, che consta di ventisette opere, ha attraversato l’oceano per darci l’opportunità di scoprire la proiezione e l’evoluzione del mondo interiore di Lasseria, in una rassegna che abbraccia un arco di tempo che va dal 1976 ad oggi, opere che hanno segnato il cammino della sua lunga vita artistica.
Nato a Cuba nel 1950, prima di esprimersi con la pittura a olio e le recenti tecniche, per molti anni ha privilegiato la terracotta, per poi passare ad altri materiali naturali come il legno e il ferro, per quella forte “dipendenza originaria” che, come lui afferma, ha l’essere umano nei confronti del fango e degli elementi primordiali. Il lavoro creativo di Lasseria è incentrato su una ricerca spirituale, una visione che scende a fondo nelle religioni, nelle culture e nelle tradizioni, indirizzata a una finalità trascendente e salvifica che assorbe influenze latino-americane e afro-ispaniche. Le ultime opere antologiche in esposizione sono dedicate alla Vergine Maria, la protettrice di Cuba, e hanno fatto parte della mostra intitolata “Maria”, realizzata nel 2025 presso la galleria Fidelio Ponce de León a Camagüey e riportata con successo anche negli Stati Uniti, dove l’artista è molto presente e fa parte di importanti associazioni d’arte.
OSCAR JR. RODRIGUEZ MARTINEZ, nato a Cuba nel 1979, viene denominato “il creatore infinito”. Importante artista visivo e docente di ceramica e scultura, ha al suo attivo molte mostre, con opere che hanno fatto parte della grande rassegna di arte cubana realizzata a Termoli da Gino Fedele nel luglio e agosto 2023. Tra queste: “Los Objetos Silentes”, una ricostruzione di oggetti della memoria collettiva che diventano protagonisti, recuperati dal silenzio e dall’oblio del tempo e spesso dipinti in varie tonalità di grigio, quasi a definirne le forme in una catalogazione museale; “Mistica de lo inmovil” (Misticismo dell’immobile), comprendente grandi tele inaugurate a settembre 2022 nella mostra presso la galleria Alejo Carpentier di Camagüey, che riproducono statue della cultura classica, rivisitate con delle astrazioni, per una critica all’immobilismo dell’umanità nei confronti della realtà quotidiana. Nell’attuale mostra, anch’essa antologica e comprendente ventisei opere del periodo 2020/2026, vengono esposte tele iconiche, come quella che appare sulla locandina dell’esposizione “Con un nudo en la garganta” (Con un nodo alla gola), di luglio 2024 presso la Galeria República di Camagüey, con cui Oscar Rodriguez ha voluto portare alla luce le emozioni umane più profonde per restituirle al pubblico nella loro complessità. L’odierna esposizione si concentra su diverse opere scelte, realizzate con una tecnica mista di collage e pittura, che hanno fatto parte, nel febbraio 2024, della mostra “Visceral” presso la galleria Nueva Musa di Camagüey e che realizzano un’esplorazione emotiva destinata a coinvolgere gli osservatori, stimolandone riflessioni e reazioni. La mostra “di padre in figlio” promette di diventare un importante punto di riferimento artistico estivo del nostro territorio, anche per la presenza di eventi culturali, come presentazioni di libri, esibizioni musicali e teatrali.
