Questa storia lega idealmente Roma la mia città e Carrara, la città dove nacque mia madre e narra di rapporti tra figli e genitori che non sono sempre idilliaci. Ma andiamo con ordine. Giulio Cybo nacque a Roma il 1° marzo 1525, suo padre era Lorenzo Cibo o Cybo, signore di Ferentillo e sua madre era Ricciarda Malaspina, che era secondogenita di Alberico II Malaspina, marchese di Massa e signore di Carrara. Giulio trascorse i primi due anni di vita nel palazzo di piazza Navona, di proprietà del padre, che in seguito sarebbe stato incorporato nella residenza Pamphilj. Nel 1527 un certo Carlo V d’Asburgo mise sotto assedio la città, in quello che viene ricordato come il Sacco di Roma da parte dei Lanzichenecchi. La famiglia fuggì via mare, alla volta del castello di Massa, che nel frattempo era amministrato dalla madre di Ricciarda, Lucrezia d’Este. Nel febbraio del 1528 Roma fu liberata e il Papa tornò e con lui anche la famiglia con Ricciarda e i figli Eleonora e Giulio, il marito Lorenzo invece si stabilì ad Agnano, in virtù di rapporti tesi con la consorte. Nel 1533 Ricciarda decise di trasferirsi a Firenze nel palazzo Pazzi, che apparteneva alla famiglia Cybo. Furono anni di pettegolezzi e intrighi di corte che videro coinvolti la stessa Ricciarda, con il suo presunto amante cognato e cardinale e forse padre del terzogenito Alberico, sua sorella Caterina Cybo, duchessa e vedova, reggente di Camerino, che era dovuta fuggire da Roma dopo l’elezione di papa Paolo III Farnese. Altro che Temptation Island. Facendo un piccolo passo indietro, dobbiamo tornare alla morte di Alberico II nel 1519 e le sue volontà testamentarie. Il marchese aveva lasciato scritto che il suo regno dovesse passare al primogenito di Ricciarda, la quale, dal canto suo voleva conservare il potere per sé stessa. Nel 1525 Ricciarda si era rivolta all’imperatore Carlo V e nel 1529 era riuscita a farsi investire personalmente dei feudi paterni, un decreto alquanto desueto che riconosceva il principio di successione femminile, seppure in subordine rispetto a quello maschile. Si scatenò una lotta di potere che vide coinvolto anche Lorenzo Cybo, che venne totalmente esautorato da qualsiasi diritto nel 1541. A questo punto della storia, entra in gioco Giulio Cybo, che nel frattempo aveva compiuto i diciotto anni e in quello stesso anno, il 1543, si reca a Barcellona, con il sostegno dell’ammiraglio Andrea Doria, entrando a far parte della corte dell’imperatore Carlo V. Nel 1544 Giulio Cibo rientra in Italia, stabilendosi nella rocca di Carrara, presso lo zio cardinale, spostandosi poi successivamente da suo padre ad Agnano e poi ancora tornando nella città natia, quella Roma che, in quegli anni, era, come sempre nei secoli, in grande fermento. Giulio Cybo ritenne che fosse arrivato il momento di reclamare, in quanto primogenito, il suo diritto al rango di marchese di Massa e signore di Carrara, Ricciarda Malaspina, con il suo imparagonabile istinto materno, rifiutò decisamente le velleità di Giulio. Iniziò una battaglia senza esclusione di colpi tra madre e figlio, Giulio reclamava il diritto di primogenito, mentre Ricciarda rispondeva con il diritto concessole nel 1543 da Carlo V di scegliersi autonomamente il successore. Rompendo la situazione di stallo, Giulio Cybo decise di impadronirsi del potere con la forza. Il 28 agosto 1545, grazie al sostegno di 20 archibugieri al servizio di Galeotto Malaspina (nomen omen), che era marchese di Olivola in Lunigiana e qualche ribelle, entrò a Carrara, ma non riuscì a catturare la madre che si rifugiò nella rocca di Massa, dalla quale sollevò i rivoltosi contro il figlio, che fu costretto a fuggire. La lotta era appena iniziata e Giulio decise di rivolgersi a Cosimo I de’ Medici, che aveva mire su Massa e sull’apporto della famiglia Doria di Genova. Nel mese di ottobre del 1546, Giulio Cybo occupò la città e la rocca di Carrara, con l’assistenza di suo padre Lorenzo, messo al comando delle truppe, e si autoproclamò marchese. Ricciarda cuore tenero, chiamò in soccorso l’imperatore Carlo V, che confiscò il feudo, mettendolo nelle mani di Ferrante Gonzaga e poi in quelle del cardinale Innocenzo Cybo, che era l’amante di sua madre Ricciarda. Giulio non si arrese e Cosimo I fu costretto a farlo arrestare e a tenerlo qualche giorno in fortezza. Nel dicembre 1546 Giulio Cybo sposò Peretta Doria e grazie alla famiglia genovese provò a riprendere il feudo con pesanti perdite economiche per i Doria, che alla fine si ritirarono dalla contesa, lasciando Massa e Carrara nelle mani di Ricciarda, era il 27 giugno 1547. Giulio Cybo decise di tradire i Doria e rivolgersi agli Strozzi, famiglia fiorentina e ai Farnese, del duca di Parma Pier Luigi, figlio del papa Paolo III. La cospirazione fallì , Giulio Cybo fu arrestato e imprigionato nel castello di Pontremoli, poi condotto a Milano, dove, malgrado gli interventi di Cosimo I de’ Medici ed Ercole II d’Este, fu decapitato il 18 maggio 1548. Alla fine anche Ricciarda Malaspina tentò di salvargli la vita, ma era troppo tardi. Giulio Cybo è stato signore di Carrara per qualche giorno e oggi riposa nella cattedrale di Massa, quei luoghi in cui voleva regnare, che sono stati la sua rovina.
Giulio Cybo Malaspina: Roma-Carrara, solo andata
