“Il sole brilla, il mare strilla
-vieni a giocare, tu, piccola anguilla!-
Io gioco a spruzzi, coi pesci pazzi,
coi pesci bimbi e gli squali ragazzi.
Il mare luccica, la sabbia è gialla,
gioco a rimbalzi con il pesce palla”
Filastrocca “Il mare e il pesce palla” di Bruno Tognolini.
I tetraodontidi “Tetraodontidae”, appartenenti all’ordine “Tetraodontiformes”, sono una famiglia di pesci d’acqua salata e dolce, nello specifico di “pesci ossei”, comunemente conosciuti come pesci palla. I pesci ossei, o “osteitti”, sono un gruppo di “pesci gnatostomi” provvisti di scheletro interno osseo e comprendono la maggior parte dei pesci viventi conosciuti. In senso parafiletico, escludendo i tetrapodi, il termine si riferisce solamente ai pesci ossei nel senso tradizionale, in senso monofiletico, invece, il gruppo coincide con quello degli euteleostomi, che è un clade dal notevole successo evolutivo che comprende più del 90% delle attuali specie di vertebrati. Alla famiglia dei pesci palla appartengono 25 generi con circa 200 specie diverse tra loro per aspetto e dimensioni. Il pesce palla più piccolo è il “Carinotetraondon travancoricus”, o pesce palla “nano”, che misura appena 2 centimetri di diametro, mentre il più grande è l’ “Aronthron stellatus”, o pesce palla “gigante”, che può arrivare ad avere un diametro di 120 centimetri. I pesci palla morfologicamente sono molto simili ai pesci istrice ” Diodontidae”, una famiglia di pesci d’acqua salata appartenente anch’essa ai tetraodontiformes; entrambi presentano spine esterne sul corpo ma, mentre quelle del pesce istrice sono molto grandi, spesse e sempre “a vista”, quelle del pesce palla sono invece molto più sottili e generalmente “nascoste”, aderenti alla pelle. Il nome “Tetraodontidae” viene dal greco e significa “quattro denti”. Tutti i pesci palla hanno infatti quattro denti larghi e fusi in due piastre, una superiore e una inferiore, perfette per rompere i gusci e le conchiglie di molluschi e crostacei, loro prede naturali.
“Finché nuota sott’acqua qualunque pesce può sembrare sirena” Gesualdo Bufalino, scrittore, poeta e aforista italiano.
Tutti i pesci sono bellissimi, straordinari e meravigliosi esempi della bellezza della natura, e così vale anche per il pesce palla, con la sua forma unica, tondeggiante, che lo differenzia da tutti gli altri pesci. Questo animale marino ha un corpo compatto, gli occhi sporgenti e la bocca a forma di becco. La sua pelle è completamente liscia, senza squame, placche o scudetti, ma, come accennato, è dotata di aculei, corti, sottili e aderenti, disposti in serie longitudinali. Il pesce palla si muove in avanti grazie alle pinne toraciche, mentre le pinne dorsali e anali indirizzano il movimento; la spinta propulsiva gli viene invece dalle pinne laterali. Il movimento del pesce palla è particolare e da sempre affascina ed appassiona gli ittiofili, soprattutto per la sua capacità di cambiare in modo repentino il senso di marcia. Il pesce palla è naturalmente diffuso nella maggior parte delle acque tropicali della terra. Alcune specie, come quelle del “Tetraondon miurus”, vivono invece solo in acque dolci. Il pesce palla, a causa della rigidità del suo corpo, non è un ottimo nuotatore, ma, nonostante ciò, non è praticamente mai in pericolo poiché non è oggetto di predazione.
“Nel profondo del mare nuota Pesce Palla,
rotondo e gonfio come una ciambella!
Se si arrabbia o se ha paura,
gonfia la pancia oltre misura.
Sembra un palloncino nel fondo del blu,
ma appena si calma sgonfietto è già più!”
Filastrocca popolare.
Il pesce palla è dotato di ottimi sistemi di difesa: se si sente minacciato è in grado di ingurgitare rapidamente grandi quantitativi d’acqua che spinge, grazie ai suoi potenti muscoli, nel diverticolo, una sorta di sacchetto chiuso posto all’interno dello stomaco, gonfiandosi tantissimo e diventando molto più grande del normale; al contempo, i suoi aculei, che generalmente aderiscono al corpo, si aprono, trasformandolo di fatto in un “pesce di spine” capace di infliggere gravi ferite a qualsiasi predatore si avvicini o lo attacchi. Jacques Cousteau, oceanografo, esploratore e navigatore francese, ha scoperto che il pesce palla, se inghiottito da uno squalo, riesce a usare la sua tecnica del gonfiarsi anche all’interno della bocca del predatore, rimanendovi ancorato grazie ai suoi aculei e conducendolo alla morte per asfissia. Inoltre il pesce palla è velenoso, i suoi visceri e i suoi muscoli contengono la tetrodotossina, una neurotossina molto potente che paralizza i muscoli e impedisce la funzione respiratoria di chi ne viene a contatto, portandolo alla morte. La tetrodotossina è presente soprattutto nel fegato e nelle gonadi del pesce palla e la sua concentrazione non è uguale in tutti gli esemplari, ma differisce da individuo a individuo e sembra essere maggiore durante la deposizione delle uova. Questa neurotossina, che viene usata solo come meccanismo di difesa, non è sintetizzata dal pesce palla stesso, ma da alcune specie batteriche contenute nei molluschi e nei crostacei di cui questo pesce si nutre. Il pesce palla è piuttosto solitario, schivo, che evita il contatto con l’uomo e non è quasi mai aggressivo, però, se si sente troppo minacciato, può arrivare a mordere, anche se generalmente usa i suoi fortissimi denti solo per spezzare i coralli e per rompere i carapaci dei molluschi e dei crostacei e i gusci delle lumache di cui si ciba e di cui è particolarmente ghiotto, soprattutto in cattività.

“I pesci non sono fatti per vivere rinchiusi. L’acquario ti cambia dentro” Dal film “Alla ricerca di Nemo”.
Il pesce palla è infatti un pesce che vive liberamente e naturalmente in acque dolci e salate, ma può anche essere un pesce d’acquario allevato, nutrito e curato in cattività. Ci sono alcune specie di pesce palla particolarmente adatte alla vita in acquario, tra queste il “Colonesus asellus”, il pesce palla d’acqua dolce sudamericano che ha un’indole molto pacifica e per questo adatto alla convivenza con altri pesci. Questo pesce palla ha dimensioni relativamente piccole, intorno agli 8 centimetri di lunghezza, e non va confuso con il “Colomesus psittacus”, che arriva invece fino a 30 centimetri di lunghezza ed è un pesce d’acqua salata che ha il suo habitat naturale nel bacino amazzonico. Come già scritto, il pesce palla è velenoso e per la presenza della tetrodotossina, se ingerite, sono mortali anche le sue viscere e le sue carni. Proprio per l’alto livello di tossicità di questo pesce il suo commercio e il suo consumo a scopo alimentare è severamente vietato in gran parte del mondo; nonostante ciò, in Giappone è considerato una prelibatezza alimentare ed è molto utilizzato nella cucina tradizionale, ma naturalmente può essere mangiato solo dopo essere stato adeguatamente trattato.
È stato molto interessante informarmi sul pesce palla, del quale oltre al suo aspetto unico e straordinario, non conoscevo nulla, se non che è velenoso per la tetrodotossina. Conoscere questo pesce è stata quindi per me una scoperta, una bella e piacevole scoperta, come lo è sempre per qualsiasi altro animale sul quale mi documento e scrivo, ma anche molto divertente, perché il pesce palla, per la sua “fisicità” e per le sue caratteristiche, è da sempre protagonista di filastrocche e brevi storielle per bambini che, in rima o no, strappano sempre un sorriso, portano un po’ di sana leggerezza e fanno viaggiare con la fantasia. E siccome il “bello e il sorriso” nella vita non devono mai mancare, chiudo il mio pezzo dedicato a questo “animale marino tondo, con le spine e velenoso” con una filastrocca “Il Pesce palla Lele”, di Marilena, del 2018.
“Il pesce palla Lele
è proprio un gran fifone
e nuota solamente
se mette il salvagente.
Tutti gli dicono: Lele
nuotare è il tuo mestiere,
tu sei un pesce palla
non ti serve la ciambella!
Ma Lele dentro il mare
ha paura di affogare
che strano pesce palla
che non sa stare a galla.
Vuole vedere il mondo,
non vuole andare a fondo
e va tranquillamente
con il suo salvagente.
Chissà se finalmente
un giorno o l’altro imparerà
che la sua casa è il mare
e un pesce sa nuotare!”
