E’ uscito in questi giorni, ed è acquistabile online, per la casa editrice La vertigine di Prometeo, un nuovo esperimento letterario che porta la firma di Massimo Innocenti e di Silvia Ammavuta. “Il Barrettino”, come spiegano gli autori, è un libro in cui dialogano racconti, poesia e immagini e, aggiungiamo noi, soprattutto emozioni potenziate proprio dalla commistione di input. Un progetto coraggioso che non poteva non venire, anche, dalla vulcanica vicedirettrice di Diari Toscani, giornalista e scrittrice con all’attivo già svariate pubblicazioni e una lunga esperienza nell’ambito dell’organizzazione e direzione di eventi culturali. E’ proprio Silvia Ammavuta a spiegare: “Il Barrettino, è un bar che si trova a Santa Brigida, piccola frazione del comune di Pontassieve in provincia di Firenze. L’idea è nata una mattina d’inverno con la comparsa di alcuni fiocchi di neve, — mentre Massimo stava sorseggiando un caffè e guardava fuori dalla finestra del locale — ai quali è seguita una intensa nevicata che ha coperto tutto di bianco, e bianco è stato il colore che ha tracciato il testo che è seguito. Quando mi ha raccontato come avrebbe avuto intenzione di strutturare la serie di racconti e riflessioni, mi ha chiesto di intervenire con alcuni miei pezzi, la mia idea, invece, è stata di intervallare, capitolo dopo capitolo, con dei versi poetici, i quali leggendoli di seguito danno vita a un’unica poesia. Massimo ha accolto la mia proposta con entusiasmo, dopodiché, ho pensato che sia l’introduzione, sia le biografie avrebbero avuto una struttura insolita: avremmo raccontato la genesi del libro con una telefonata, così come le nostre biografie a conclusione del libro. Anche il sottotitolo “Titolo provvisorio” con il quale Massimo si riferiva al titolo “Il Barrettino” (volutamente con la B maiuscola, essendo il protagonista) è rimasto tale, in quanto mi piaceva perché insolito. Nella telefonata in cui glielo ho detto mi ha risposto: «Hai ragione, sì, sono d’accordo, lasciare il titolo e mettere come sottotitolo “titolo provvisorio” lo trovo giusto e si addice molto a come abbiamo pensato il libro. In un certo senso tutto è provvisorio, anche le certezze che sembrano invulnerabili, in fondo è come la vita, anche noi stiamo provvisoriamente cercando qualcosa che renda tutto stabile, mentre ciò che raccontiamo è sostanza fluida e non è mai perfetta, ed è la sua bellezza, non credi?…” . Il libro è arricchito dalla grafica digitale curata dall’artista Antonio Giachetti.
“Il Barrettino”: tra poesia e racconto, è uscito il nuovo libro a quattro mani di Massimo Innocenti e Silvia Ammavuta
