“Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito”, si suol dire. Tuttavia, a volte, focalizzarsi sul dettaglio apparentemente banale (il dito) può aiutare a comprendere meglio se stessi ed il proprio modo di percepire la realtà. Voglio dire: ci sarà pure chi si è recato a visitare la Cappella Sistina e, piuttosto che guardare -come fanno tutti- quel bellissimo, celeberrimo e michelangiolesco soffitto, avrà invece chinato il capo sul pavimento, comunque un magnifico esempio di stile cosmatesco, realizzato in marmi policromi, paste vitree e porfido recuperato da antichi edifici romani. O no?
Ecco. Allo stesso modo, ci sarà pure chi avrà agito in modo diametralmente opposto. Generalmente, infatti, se mi presento all’uscio di qualcuno, chino il capo sullo zerbino che riporta la scritta “Benvenuti”. Non guardo di certo verso l’alto, no?
Dovevo proprio tornare a visitare il cosiddetto “Palazzo Ex Pretura”, al Civico n. 2 di Corso Rosselli a Carrara, per mutare, letteralmente, prospettiva. Eggià, perchè, all’ingresso di questo edificio, è proprio il soffitto, a portare impressa la scritta “SALVE”, a beneficio dei visitatori in arrivo, non il pavimento zerbinato. Cambiando il punto di vista, cambia anche la prospettiva, e viceversa. D’ora in poi, pertanto, provate a cambiare entrambi, di quando in quando. È proprio quando credete di sapere qualcosa, che dovete guardarla da un’altra prospettiva. Anche se può sembrarvi sciocco o assurdo, ci dovete provare.
E lo diceva “L’Attimo Fuggente”, Premio Oscar alla miglior sceneggiatura… Mica io, neh😄
