Migliaia di italiani hanno imparato a guidare con una piccola vettura della FIAT, una macchina che è stata il simbolo del boom economico degli anni sessanta dello scorso secolo, la FIAT 500. Il papà di quella magnifica auto, in quella meravigliosa stagione per il nostro paese, è stato Dante Giacosa. Nacque a Roma il 3 gennaio 1905, casualmente nella città eterna, a causa del trasferimento di suo padre, maresciallo dei Carabinieri, da Neive, nel cuneense. Dopo gli studi classici, Dante Giacosa si laureò in ingegneria meccanica presso il Politecnico di Torino. Fu assunto alla SPA, un’azienda controllata dalla FIAT, grazie all’interessamento di Vittorio Valletta, un amico di famiglia. Nel 1929 Dante Giacosa iniziò a lavorare nella mitica sede del Lingotto, nel gruppo che progettava il modello P4. Erano gli anni delle automobili ancora per pochi eletti e di una grande ricerca sui motori e sui modelli, quelle automobili che dovevano stupire e far innamorare gli italiani. Nel 1933 Dante Giacosa fu promosso capo dell’ufficio tecnico vetture e nel 1936 contribuì al lancio della FIAT 500, la cosiddetta Topolino, che Agnelli e Valletta avevano immaginato talmente economica da poter essere acquistata anche dagli stessi operai dell’azienda. Il 15 giugno 1936 fu presentata al pubblico ed ebbe un notevole successo. L’anno successivo la FIAT 500 fu proposta in versione furgoncino, piccola e al tempo stesso spaziosa per coloro che avevano necessità di trasporto. Durante quegli anni c’erano ovviamente pressioni dal regime e nel 1937 Dante Giacosa e i suoi collaboratori, presentarono la FIAT 508 C/1100, ovvero Nuova Balilla, con il motore che sarà utilizzato fino al 1969 sulla FIAT 1100, perché una volta le cose dovevano durare. Nel 1939 la Nuova Balilla fu aggiornata esteticamente con un nuovo frontale che ricordava la prua di una nave, la 1100 A detta musone, a causa del cofano pronunciato. L’arrivo della guerra costrinse la FIAT a modificare i suoi canali di produzione, al posto delle automobili, le catene di montaggio erano occupate da camion, auto per ufficiali fascisti e nazisti, aerei e motori e anche carri armati. La fine della guerra e del regime fascista, i soldi degli americani con il Piano Marshall, il desiderio di far ripartire il paese, trovarono Dante Giacosa e la FIAT, pronti per nuove avventure. Arrivò la FIAT 1500 nel 1948, poi la FIAT 1400, la prima con scocca portante, una vettura dal respiro europeo, che fu presentata al salone dell’auto di Ginevra nel 1950. La FIAT 1400 sarà realizzata anche in versione Cabriolet. Dante Giacosa fu protagonista del lancio della FIAT Campagnola, un fuoristrada civile di derivazione militare, correva l’anno 1951. Furono anni intensi di progetti e nuove auto. Nel 1953 furono lanciate la FIAT 8V, una granturismo di grandi prestazioni dalla rifinitura artigianale. Nello stesso Dante Giacosa si occupò del lancio della 1100-103 che fu acquistata da migliaia di italiani. Si andava di corsa in quel periodo e dopo la FIAT 110 TV, ossia Turismo Veloce nel 1954, arrivò uno dei più grandi successi di Dante Giacosa e dell’azienda, la FIAT 600 e la 600 Multipla, era il 1955. La FIAT 600 e la Multipla vennero vendute e apprezzate dagli italiani per la loro versatilità, soprattutto la Multipla, antesignana della auto monovolume che sarebbero arrivate decenni dopo. Arriviamo all’anno d’oro di Dante Giacosa e della FIAT, il 1957, quello del lancio della FIAT 500, erede della Topolino. Aveva un motore posteriore da 500 cc e un prezzo competitivo, oltre ad essere piccola, maneggevole ed anche in qualche modo fruibile dalle famiglie, senza trascurare il prezzo di 490 mila lire, pagabile con comode cambiali, che hanno fatto la storia e l’economia dell’Italia nel dopoguerra. Per la FIAT 500 Dante Giacosa vinse il Premio Compasso d’oro, una grande soddisfazione. Non si contano i modelli progettati da Dante Giacosa, dalla FIAT 1800, alla 1300 alla 124 e 125, poi la 128 e 127 e la 126, in qualche modo erede della 500. Poi ancora FIAT Dino, in collaborazione con la Ferrari e l’Autobianchi A 112. Dante Giacosa rimase in azienda fino al 1970, dopo la sua nomina a consulente della presidenza. Continuò il suo lavoro di divulgatore di conoscenze ingegneristiche e scrisse numerosi articoli e saggi sull’argomento auto. Dante Giacosa morì a Torino il 31 marzo 1996 a 91 anni ed oggi riposa nel cimitero di Neive, da dove proveniva la sua famiglia. Dante Giacosa è stato il papà della FIAT 500, un’auto che ha segnato un’epoca ed ha rappresentato e rappresenta ancora oggi la fantasia e l’ingegno italiano.
Dante Giacosa: il papà della Fiat 500
