Gli anni settanta dello scorso secolo sono stati in Italia, un periodo molto contraddittorio. Anni di conquiste, diritti e piombo, quello sparato dalle armi che hanno insanguinato il paese. Serviva qualcuno che fosse in grado di portare leggerezza e quel qualcuno è stato per Roma e non solo, Renato Nicolini. Nacque a Roma il 1° marzo 1942, era figlio di Roberto Nicolini, un architetto che progettò gli alloggi per l’Istituto Autonomo Case Popolari di Roma. Renato Nicolini si laureò in architettura nel 1969 con una tesi intitolata: “Realizzazione di una struttura espositiva nel luogo del Monumento a Vittorio Emanuele II”. In quegli stessi anni Renato Nicolini fu collaboratore di Paolo Portoghesi, l’architetto esponente del postmodernismo, Renato Nicoli in quel periodo scrisse numerosi articoli riguardanti l’architettura. Arriviamo agli anni settanta, quelli contrassegnati dall’impegno lavorativo e politico di Renato Nicolini. Roma in quegli anni era governata da amministrazioni di sinistra, si alternavano sindaci come Giulio Carlo Argan, Luigi Petroselli, Ugo Vetere, nomi che oggi fanno venire il magone facendo il paragone con i politici attuali, ma questa è un’altra storia. Renato Nicolini fu assessore alla cultura del Comune di Roma dal 1976 al 1985 e inventò l’Estate Romana, la politica culturale sull’effimero, quella che poteva riempire le menti e i cuori dei romani nelle calde serate estive. Ci furono iniziative di ogni genere, alle quali parteciparono migliaia di cittadini, tra i quali il giovane me stesso. Ovviamente ci furono molte polemiche, perché in questo paese anche quando si fa qualcosa di buono, ci sono quelli che puntano il dito per contestare cose che loro non sono stati in grado di fare e questa è ancora un’altra storia. Tornando a Renato Nicolini, progettò le case popolari di Aprilia, il Teatro di Forlì e la sistemazione delle Halles di Parigi. Renato Nicolini è stato professore ordinario di Composizione architettonica e urbana presso l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria. Fu anche docente presso il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre e la Facoltà di Architettura della Sapienza di Roma. Dal 1983 al 1992, Renato Nicolini è stato deputato parlamentare eletto con il Partito Comunista Italiano e successivamente con il Partito Democratico della Sinistra, candidandosi come sindaco alle elezioni comunali del 1993 e ottenendo oltre l’8 per cento dei consensi. Dopo l’esperienza romana, Renato Nicolini fu assessore alla cultura del comune di Napoli nella giunta di Antonio Bassolino, in quella che potremmo chiamare: l’Estate Napoletana. Renato Nicolini durante la sua carriera ha ricevuto molteplici onorificenze, tra le quali quella ricevuta nel 1985 dal ministro francese Jack Lang, come “Officier de l’Ordre des Arts et des Lettres de la République francaise” Renato Nicolini si fece promotore di numerose battaglie politiche e civili, come quella che organizzò nell’aprile del 1986 contro l’apertura del primo fast food, tanto avete capito di quale marchio stiamo parlando. Esiste una foto emblematica di Renato Nicolini, accanto a Claudio Villa, il reuccio della canzone romana che manifestano contro i nuovi barbari in nome e difesa della cultura italiana del cibo e non solo. Renato Nicolini fu direttore della rivista Controspazio, una pubblicazione di architettura e urbanistica, fondata da Paolo Portoghesi. Renato Nicolini morì il 4 agosto 2012, all’età di 70 anni, era malato da tempo di problemi polmonari. È stato un architetto, un urbanista, un politico che ha creduto nel potere della cultura contro ogni forma di violenza. Personalmente resta il ricordo di una sera d’estate romana del 1981, sotto l’Arco di Costantino, accanto al Colosseo, con la proiezione su uno schermo enorme della versione restaurata da Francis Ford Coppola, del capolavoro del cinema muto di Abel Gance, Il Napoleon, con la colonna sonora suonata dal vivo. Quelle immagini, quelle note, quell’aria magica di una notte romana fatta di persone e luoghi lontani nel tempo e vividi nella memoria.
In questa notte d’agosto, ogni stella al suo posto lassù
In questa notte di strada quella che manca sei tu
In questa estate romana
Di musica e fotografia, ancora più mia… Antonello Venditti/Dimmelo tu cos’è
