Lorenzo Botti, il fotografo dei divi anni 60, originario di Zorlesco, ha immortalato con la sua reflex i personaggi del jet set ed i divi del cinema internazionale. Nato a Milano nel 1935, ma zorleschino doc, avendo sempre vissuto nel paese bassaiolo, Botti iniziò il suo lungo connubio con la fotografia nel 1950, a 15 anni, andando a lavorare come assistente presso il prestigioso studio Luxardo, uno dei più noti fotografi-ritrattisti mondiali, a Milano. Il suo desiderio di indipendenza ed autonomia lavorativa lo portò otto anni dopo a lasciare lo studio, dove nel frattempo aveva acquisito i “segreti” della fotografia, per diventare fotografo ufficiale presso la rivista di foto romanzi Gran Hotel. Qui sui set dei fotoromanzi, veri e propri “antenati” delle fiction televisive che furoreggiano nei palinsesti delle televisioni pubbliche e private nei nostri giorni, Botti lavorò e frequentò divi internazionali come: Claudia Cardinale, Lauretta Masiero, Sandra Milo, Nilla Pizzi, Johnny Dorelli, Rossano Brazzi e Giorgio Albertazzi, immortalandoli in fotoromanzi di grande successo e diffusione.

Va de sé che queste frequentazioni, pur professionali, generavano un po’ di invidia nel paese natale, tanto che, quando qualche foto dei fotoromanzi Gran Hotel risultava un po’ sbiadita, meno chiara di altre per motivi magari di stampa, alcuni maligni apostrofavano “Questa la fai Boti”. Altra storia-leggenda circolante in paese era che il nostro avesse scattato le foto di un matrimonio importante, dimenticandosi però di inserire il rullino fotografico. Ma Lorenzo Botti, spirito dinamico ed irrequieto non badava a questi pettegolezzi e puntava ancora più in alto. Nel 1961 aprì a Milano uno studio fotografico chiamato Art Color in via San Calimero 19, che tuttora, a distanza di 50 anni, è attivo gestito da mio figlio Ilario. Qui fece il “passaggio” al colore delle stampe fotografiche, tra i primi a Milano ad operare in questo senso. Ora l’attività fotografica dello studio è indirizzata più verso le aziende che verso i privati, ma negli anni sono passate e conservate in archivio centinaia di fotografie di persone e di eventi privati, come matrimoni e cerimonie a pubblici. Una vera e propria storia fotografica sociale che abbraccia almeno mezzo secolo di cambiamenti e di evoluzione di costume e di vita comune. A Lorenzo Botti si deve anche il “recupero” e la conservazione di una serie di immagini storico fotografiche di inizio secolo 900 relative a Zorlesco ed ai sui abitanti. Nel 2013 Botti è stato premiato con il “Galletto d’oro” massima onorificenza civica della frazione Zorlesco assegnata a persone ed associazioni che si sono particolarmente distinti ed hanno onorato il paese lodigiano. Botti è scomparso all’età di 81 anni, nel 2016, dieci anni fa.

