Ci viene naturale associare un determinato tipo di musica alle immagini, è il nostro retaggio di un’epoca vissuta tra cinema, televisione e contenuti multimediali sempre più presenti. Qualche autore è riuscito a raccontare con le note un’emozione visiva, uno di questi è Nicola Piovani. È nato a Roma, nel quartiere Trionfale, il 26 maggio 1946. Suo padre era un musicista dilettante, mentre sua zia, Pina Piovani, era un’attrice che lavorava con le maggiori compagnie teatrali, da Ettore Petrolini e Romolo Balzani, fino ad Aldo Fabrizi. La passione per la musica di Nicola Piovani è stata molto chiara fin da bambino. Ha iniziato a suonare la fisarmonica, poi il pianoforte, fino a diplomarsi al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Erano anni difficili, sullo sfondo quel 1968 denso di avvenimenti, proteste civili e sindacali. Nicola Piovani ha fatto parte di un collettivo in cui c’era anche il regista Silvano Agosti. Nicola Piovani ha realizzato il commento musicale di una serie di cinegiornali prodotti dal collettivo autonomo, è stata la sua prima colonna sonora. L’esordio in un lungometraggio è avvenuto per una pellicola diretta da Silvano Agosti, dal titolo: N.P.-Il segreto, con protagonista Irene Papas. In quegli anni Nicola Piovani ha lavorato in locali di cabaret, accompagnando Vittorio De Sica, mentre cantava Parlami d’amore Mariù. Ha collaborato con il grande compositore greco Manos Hadjidakis, poi come arrangiatore per la casa discografica che produceva Fabrizio De André, collaborando a due album: Non al denaro, non all’amore né al cielo e al successivo Storia di un impiegato. Nel 1972 è stato chiamato dal regista Marco Bellocchio per la colonna sonora del film Nel nome del padre. Grazie a quella collaborazione Nicola Piovani, ha composto le colonne sonore per i fratelli Taviani, Nanni Moretti, Mario Monicelli, Giuseppe Tornatore e Federico Fellini per film come: Intervista, Ginger e Fred e La voce della luna, dove prese il posto di Nino Rota, scomparso da poco e nel quale conobbe Roberto Benigni. Con l’attore toscano è iniziato un sodalizio fin dai primi spettacoli teatrali, quel Tutto Benigni, che ha avuto un successo enorme, restando in cartellone per un notevole tempo. Negli anni ottanta Nicola Piovani ha collaborato con Vincenzo Cerami e Lello Arena, insieme hanno fondato la Compagnia della Luna, per dare lo stesso risalto e spazio, sia alle parole che alla musica. Due opere significative sono: La cantata del Fiore nel 1988 e La cantata del Buffo nel 1990, poi rappresentate in un unico spettacolo con oltre duecento repliche. Sempre con la stessa Compagnia della Luna, sono stati messi inscena altri due spettacoli, Il signor Novecento nel 1992 e Canti di scena nel 1993. Nicola Piovani ha firmato le colonne sonore per gli spettacoli di Carlo Cecchi, Luca De Filippo, Maurizio Scaparro, Vittorio Gassman e con Luigi Magni e Pietro Garinei, nel tempio della commedia musicale romana, il Teatro Sistina, la commedia musicale I sette re di Roma, con protagonista Gigi Proietti. Arriviamo alla maggiore onorificenza ricevuta da Nicola Piovani e torniamo all’assunto iniziale, quella emozione che suscitano le immagini accompagnate da una colonna sonora adeguata. Nel 1999 a Los Angeles, il film La vita è bella, diretta e interpretato da Roberto Benigni, si aggiudicò l’Oscar come miglior film, miglior attore protagonista per Benigni e miglior colonna sonora composta da Nicola Piovani, che nel discorso di ringraziamento si presentò come erede e non pseudonimo di Ennio Morricone, come era stato presentato dalla stampa americana. Oggi Nicola Piovani continua a comporre musica per accompagnare le immagini e suscitare emozioni, perché la vita senza la musica non sarebbe bella.
Nicola Piovani: la musica è bella
