“Ci sono parole di seta, fresche al tatto e luminose alla vista. Ci sono parole di lana, semplici e talora pungenti, ma che ti coprono quando arriva l’inverno“. Fabrizio Caramagna.
La maglieria è l’arte di intrecciare fili di vari tessuti, usata per realizzare capi di abbigliamento ma anche per creare comfort, “calore”, colore, bellezza e stile, che, se toccata, suscita sensazioni ed emozioni e che celebra l’antica tradizione del lavoro fatto a mano.

“La lana è frutto semplice e rozzo della natura: quante belle cose, quanto varie e moltiformi ne fabbrica l’arte! quanti e quanto grandi emolumenti ne trae l’industria di chi la scardassa, l’ordisce, la trama, la tesse, la tinge, la taglia, e la cuce, e la forma in mille maniere” Giacomo Leopardi.
La maglieria è in realtà molto più di un mero processo di produzione tessile, è una vera e propria arte, che non solo intreccia fili, ma anche tradizioni e identità culturali. Attraverso la maglieria, nel corso del tempo, le diverse comunità di ogni luogo e civiltà hanno espresso la propria storia, valori e credenze. I molteplici “motivi” della maglia, le varie tecniche di lavorazione, la scelta dei tessuti e dei colori riflettono infatti tradizioni e identità e portano con sé un grande valore non solo culturale ma anche personale, con grande rilievo psicologico. La maglieria ha origini molto antiche che possono essere condotte all’età neolitica, quando l’uomo usava le dita per intrecciare fibre naturali. Testimonianze di abiti sacerdotali in maglia sono visibili sulle tombe egizie, scolpite o dipinte, mentre nei mosaici della Roma antica sono raffigurate donne vestite di maglia e gladiatori o legionari protetti da corazze metalliche intessute. I molti reperti storici ritrovati in area medio-orientale potrebbero portare a credere che il lavoro a maglia abbia un’origine indoeuropea, in realtà furono gli inglesi a dare i natali alla maglieria vera e propria. Il verbo “to knit”, traducibile nell’espressione “fare la maglia” “lavorare a maglia”, appare per la prima volta in maniera documentata in una grammatica inglese del 1530. Nel 1589 è sempre un inglese, William Lee, ad inventare la prima macchina per maglieria meccanica, originariamente destinata alla produzione di calze. I francesi poi copiarono e ricostruirono il modello di telaio inglese e Joseph-Marie Jacquard riuscì a perfezionarlo inserendo la possibilità di utilizzare più colori contemporaneamente. Per questo Jacquard è diventato ben presto molto conosciuto e famoso nel mondo della moda, tanto che oggi il suo nome non solo indica quel tipo di macchinario ma anche il “motivo a più colori” lavorato a mano.
“Niente è più elegante di una gonna nera e un maglione indossati con una scintillante collana” Christian Dior.
Durante il XIX secolo i “lavorati” in maglieria si diffondono sempre più come vero capo d’abbigliamento e non più solo come “underwear”. I prodotti di maglieria diventano indumenti sempre più popolari, belli, eleganti, di tendenza, confortevoli e glamour. Indubbio artefice di questo cambiamento di stile e pensiero fu Coco Chanel, che utilizzò la maglia non più e solo per realizzare biancheria intima da uomo, ma anche per confezionare abiti femminili, proponendo ed esaltando la figura di una donna moderna, indipendente e alla moda, non più legata e relegata a corsetti e crinolina, segnando così la storia della maglieria. Anche Elsa Schiaparelli contribuì alla diffusione e alla notorietà della maglieria a livello internazionale realizzando capi fatti interamente in maglia e inventando motivi e disegni particolari utilizzando due fili di colore diverso l’uno dall’altro. I colori interagiscono con le emozioni umane, ad ogni colore, ad ogni insieme di colori, corrispondono stati d’animo, sentimenti e atteggiamenti interiori, e quando i colori si possono “toccare” come sui tessuti, le sensazioni si fanno ancora più profonde e coinvolgenti. La maglieria, infatti, con i suoi vari colori, filati e motivi, rappresenta, nel mondo della moda, qualcosa di particolare, anzi di unico, non solo per l’estetica, ma anche per i suoi effetti e le sue incidenze psicologiche. Anche i filati, come i colori, hanno infatti un ruolo importante che va oltre il loro fascino estetico, evocando al tatto emozioni e percezioni particolari e significative.
“Un maglione morbido è un abbraccio che ti porti addosso tutto il giorno” Fabrizio Caramagna.
Ci sono filati come la lana che sono morbidi ed “accoglienti” ed indossare indumenti di questo tessuto è confortevole e rilassante, e dona calore fisico ed emotivo. Il cashmere è apprezzato non solo per la sua morbidezza, ma anche per la sua eleganza e leggerezza, che suscita la sensazione di coccola lussuosa, sofisticata e raffinata. Le maglie lavorate “grosse”, con filati spessi e punti pronunciati e sporgenti, danno senso di accoglienza e protezione come se davvero si fosse avvolti da un caldo e forte abbraccio. Le maglie a trecce lavorate con punti incrociati ed intricati evocano forza, resilienza e resistenza, e anche un senso di tradizione, di artigianalità e di cultura popolare. Tra le texture più lisce, se il cotone come filato è leggero, traspirante e morbido, ed indossarlo fa sentire freschi, rilassati e casual, e lo si associa facilmente alla praticità, alla semplicità e al comfort, la seta, per la sua texture liscia e lucente, che si associa ad eleganza, lusso e sensualità, sulla pelle dà una sensazione di estrema delicatezza e fa sentire chi la veste sofisticato, raffinato e pieno di fascino.

“Ogni persona ha un suo proprio colore, una tonalità la cui luce trapela appena appena lungo i contorni del corpo. Una specie di Alone. Come nelle figure viste in controluce” Haruki Murakami.
Non solo il tatto dei tessuti ma, come già detto, anche i loro colori influenzano le nostre emozioni, le nostre percezioni e “toccano” i nostri sensi. I colori caldi, come il rosso, l’arancione il giallo, sono energizzanti e stimolanti di belle sensazioni quali l’entusiasmo, la creatività e la felicità. Anche il bordeaux e il senape sono tonalità calde, ma più sobrie, e mancando rispetto alle altre tre dell’intensità di colori accesi e luminosi, riescono a creare una sensazione di calore più sofisticato ed elegante. Tra i colori freddi, il il blu richiama calma, serenità e stabilità, riducendo lo stress e portando tranquillità. Il verde, che è il colore della natura per eccellenza legato alla crescita e al rinnovamento, è riposante ed equilibrante e ha il piacevole effetto di suscitare i sentimenti di armonia e pace. Anche i colori pastello evocano un senso di pace, innocenza e tranquillità, perfetti per creare look leggeri, ariosi e delicati. Il colore viola, che si ottiene combinando il blu e il rosso e dai quali riceve la calma dell’uno e l’energia dell’altro, dona eleganza e mistero, profondità, creatività, spiritualità, ed evoca il senso del lusso. I colori neutri sono sempre versatili, “radicati” e sofisticati, sempre perfetti per ogni outfit, dai più casual ai più chic, e sempre adatti ad ogni look grazie alla loro sobria e naturale eleganza. Non dimenticando poi le varie texture, semplici o miste, i tanti motivi, dai più tradizionali e classici a quelli più innovativi e particolari, possiamo affermare che la maglieria fa molto più che “vestirci”. Sarebbe molto riduttivo pensarlo, perché in realtà, come ho scritto nelle righe precedenti, la maglieria va oltre e “condiziona” le nostre emozioni, il nostro sentire e il nostro percepire, e lo fa in modo sottile, delicato, quasi invisibile, ma molto significativo, influenzando il nostro stile personale e regalandoci la possibilità di creare look unici, eleganti, che “sentiamo e viviamo” e che ci fanno apparire ancora più sofisticati, eleganti e fascinosi, oltre che estremamente trendy. Negli ultimi anni c’è stato un rinnovato interesse per le tecniche di maglieria tradizionali e molti tra stilisti e artigiani hanno recuperato e reinterpretato antichi saperi. Tutto questo si fa ancora più importante perché va ad unirsi alle nuove visioni e tendenze che vogliono la moda sempre in evoluzione, glamour e chic, ma anche sempre più etica e sostenibile, e che possa valorizzare l’artigianato, la qualità e le tradizioni culturali. La maglieria è sia vera e propria forma d’arte che racconta storie, custodisce tradizioni e riflette l’identità culturale di intere comunità, sia moda assoluta, tendenza, fascino, rappresentata da capi d’abbigliamento belli, lussuosi, eleganti e sofisticati, ma anche casual, pratici e molto confortevoli, sempre adatti per creare look e personalità uniche e glamour, che rendono chi li indossa sempre trendy e pieni di fascino.
È stato molto interessante e sorprendente per me scoprire ciò che si “nasconde” dietro un capo di maglieria, un colore, un motivo, una texture. Poterlo poi scrivere e raccontare mi ha fatto molto piacere e sempre più convinta che davvero “tutto quanto fa…glamour” e che nella moda, bellezza, creatività, estetica, tradizione e cultura, si fondono sempre in perfetta armonia, chiudo questo mio articolo con alcune righe di una frase di Alessandro Baricco che, quando casualmente l’ho letta, mi ha subito “rimandato” alla maglieria, alla sua bellezza estetica e artistica e alla sua importanza nel mondo della moda.
“…
E allora servono i colori
E le forme
E le note
E le emozioni”
