di Alessandro Fiorentino e Mattia Cardellini – foto di Jeremy Vaughan
Spesso li vediamo agli angoli delle strade in concomitanza dei mercati settimanali, a volte vengono a suonare al nostro campanello con il preciso intento di parlarci di Dio. Sono i Testimoni di Jehova, una piccola comunità che, in Lunigiana, ha un luogo di ritrovo chiamato Sala del Regno ad Aulla. Forte dell’amicizia con alcuni di loro, gli abbiamo chiesto di poterci rilasciare un’intervista e hanno accettato di buon grado. Siamo andati a trovarli nella loro sede aullese, vicino al Castello di Terrarossa, dove, ad aspettarci c’erano Mauro Baldassini, anziano della congregazione locale e Attila Battistel, venuto apposta da Firenze per noi, sostituto portavoce per la Toscana. Ne è nata una discussione bella e interessante attraverso la quale ci hanno parlato un po’ di loro, della loro fede, della loro organizzazione e di come svolgono il loro ministero in Lunigiana.
Chi sono i Testimoni di Jehova e che differenza c’è tra il vostro credo e il cristianesimo tradizionale, che per molti rappresenta il principale termine di paragone?
Noi siamo a tutti gli effetti cristiani. Crediamo che la Bibbia contenga un messaggio divino e lo scopo fondamentale della nostra fede è aiutare gli altri a conoscerlo. Per noi la religione non è un compartimento stagno, ma un insieme di principi biblici che ci guidano in ogni aspetto della vita quotidiana. La differenza principale con altre confessioni sta proprio in questo: adottare la Bibbia come un vero e proprio stile di vita. Non esistono concili che decidono cose extra bibliche, ci atteniamo ai principi fondamentali e ai dieci comandamenti. Gesù ha dato due comandamenti fondamentali, amare Dio e amare il prossimo, e noi ci impegniamo a metterli in pratica ogni giorno.

Vi considerate parte del mondo protestante o ve ne tenete al di fuori?
Rispetto al protestantesimo, ci teniamo al di fuori: non ci consideriamo parte delle chiese nate dalla riforma, ma puntiamo a ripristinare il modello del cristianesimo primitivo.
Andando nello specifico delle dottrine: riconoscete la figura della Madonna, la Trinità e i santi?
No. Noi crediamo in Dio (Jehova) e in suo figlio Gesù, li consideriamo due figure distinte e separate. Lo Spirito Santo, inoltre, nella Bibbia non viene mai descritto come una persona fisica o spirituale, bensì come la forza attiva di Dio. Consideriamo Maria un personaggio importantissimo in quanto madre terrena di Gesù, ma non la veneriamo. Il nostro culto e le nostre preghiere sono rivolti esclusivamente a Dio. Per lo stesso motivo non utilizziamo immagini, statue o icone nel nostro culto: le scritture specificano che le immagini non sono un mezzo per avvicinarsi a Dio.
Come siete organizzati a livello strutturale? Avete una guida spirituale o un capo?
Non abbiamo una gerarchia piramidale come altre religioni; la nostra struttura serve unicamente a scopi organizzativi. A livello mondiale veniamo guidati da un corpo direttivo. Sotto di esso, a livello nazionale, ci sono le filiali Betel, che significa “Casa di Dio” , da cui dipendono le singole congregazioni locali. In questo modo replichiamo la struttura organizzativa dei primi cristiani. All’interno delle congregazioni non c’è un leader unico, ma un consiglio di “anziani” che si assicura di trasmettere le linee guida spirituali e organizzativo a scendere dal corpo direttivo, alle betel, alle filiali.
Come si entra a far parte del consiglio degli anziani? Ci sono delle elezioni o degli scatti di carriera?
Assolutamente no, non esistono elezioni, né dinamiche di carriera. Gli anziani vengono nominati esclusivamente in base a precisi requisiti morali e spirituali indicati nelle scritture. Devono essere persone equilibrate, pacifiche ed esemplari. È la congregazione stessa a valutare nel tempo se un membro possiede queste qualità e non ne esiste un numero fisso, chi è ritenuto meritevole entra nel consiglio.

Come mai siete strutturati sotto forma di organizzazione e non come ente di culto riconosciuto?
In realtà si tratta di una gestione burocratica interna. A livello puramente giuridico in Italia siamo riconosciuti dallo stato come confessione religiosa, ma a livello organizzativo le nostre strutture servono a coordinare le attività pratiche della comunità in modo uniforme.
Spesso, quando parlate, citate a memoria moltissimi versetti della Bibbia. È solo una questione di ottima memoria o c’è dell’altro?
Immagina un pilota d’aereo: quando sale in cabina di pilotaggio non ha bisogno di sfogliare continuamente il manuale, perché sa esattamente quali leve muovere. Per i Testimoni di Jehova lo studio approfondito della Bibbia è così costante e centrale che l’applicazione della parola nella vita quotidiana diventa naturale. Non è solo memoria, è familiarità e amore per quel testo.
Una domanda più tecnica sulla Bibbia: utilizzate un testo diverso da quello unificato o da quello riconosciuto dalla Conferenza Episcopale Italiana. Chi sceglie questa traduzione e perché presenta differenze significative rispetto alle altre?
Utilizziamo la Traduzione del Nuovo Mondo. Il comitato che l’ha redatta si è sforzato di mantenere il testo il più attinente possibile ai manoscritti originali. Una delle differenze principali è il ripristino del nome proprio di Dio, Jehova, laddove altre traduzioni lo hanno sostituito con titoli come “Signore”. Si tratta di una traduzione costantemente aggiornata anche alla luce delle ultime scoperte filologiche e dei testi antichi ritrovati, per preservare l’esatto significato originale.
Quindi il vostro Jehova è quello che più si avvicina al tetragramma sacro, quello che noi chiamiamo Jahvè…
La pronuncia iniziale non si conosce, perchè erano solo consonanti, la forma Jehova è quella più accreditata in italiano, così come in inglese. La stessa cosa che accade per il nome di Gesù ad esempio. Per noi è importante mantenere il significato del nome di Dio e fare in modo che sia conosciuto.
Tenete conto degli scritti dei Padri della Chiesa per comprendere le Scritture?
I commentari storici e i testi antichi sono utili dal punto di vista filologico, specialmente per fare confronti quando non si hanno a disposizione i manoscritti originali. Il lavoro dietro alla nostra traduzione biblica si basa proprio sul confronto scientifico di tutte le traduzioni antiche disponibili. Siamo sempre pronti a rivalutare le sfumature linguistiche in base alle evidenze storiche e testuali.
Perchè in Italia venite identificati come un’associazione e non come un istituto religioso?
È un mero escamotage burocratico per poter organizzare cose come l’affitto di un locale o magari per poter attivare delle utenze
Quando e dove svolgete le vostre funzioni religiose?
Le nostre funzioni si svolgono all’interno delle Sale del Regno, i nostri luoghi di culto dove si riuniscono una o più congregazioni. Di solito teniamo due adunanze a settimana: una nel fine settimana e una infrasettimanale, durante la quale si studia la Bibbia, una scuola teocratica per imparare non solo a come metterla in pratica ma anche a come comprenderne il messaggio. Naturalmente se in una sala si riuniscono più congregazioni, si possono avere più adunanze.

A cosa corrisponde una congregazione?
È una suddivisione che tiene conto del territorio. Per capirci: è un po’ come le vostre parrocchie. È solo una questione organizzativa
All’interno della congregazione c’è qualcuno che controlla ciò che viene insegnato? C’è una figura simile al sacerdote?
No, non esiste una figura speculare al prete cattolico che conduce la funzione in modo esclusivo. L’istruzione biblica è partecipata e aperta a tutti, tutti possono fare un commento ed esprimere la loro opinione. Il corpo degli anziani sviluppa i vari temi della settimana basandosi su tracce e argomenti suggeriti dal Corpo Direttivo, ma la base di tutto resta sempre la Bibbia. Se nascono fraintendimenti o dubbi, vengono risolti confrontando i testi sacri stessi. Esistono anche delle pubblicazioni che aiutano a dissipare i dubbi o a comprendere meglio i testi sacri, una è la famosa Torre di guardia che settimanalmente prende in esame soggetti specifici e li spiega.
continua…
