di Alessandro Fiorentino e Mattia Cardellini – foto di Jeremy Vaughan
seconda e ultima parte
Come si svolge una vostra funzione in linea generale?
Ci sono cantici e preghiere che introducono e concludono e in mezzo ci sono discorsi fatti da una singola persona, che parla e spiega un dato argomento e altre parti che sono a compartecipazione dell’uditorio con trattazioni vere e proprie di un soggetto. Esiste uno schema di base che permette a tutte le congregazioni di sviluppare lo stesso tema o lo stesso soggetto in una determinata funzione
Nel vostro studio della Bibbia avete mai fatto delle scoperte, magari una traduzione, che vi hanno fatto cambiare idea su una precedente interpretazione?
Lo studio continuo porta ad un intendimento migliore del testo, più si approfondisce. Più si conosce attentamente. Nell’ultima traduzione ad esempio, da un’analisi più attenta abbiamo scoperto che in alcuni passi il nome di Dio è contenuto altre due volte
Se un giorno doveste venire a scoprire che un determinato passo l’avevate interpretato in maniera sbagliata, sareste pronti a cambiare idea?
Assolutamente sì, nel tempo ci sono stati alcuni intendimenti che abbiamo cambiato.
Avete dei sacramenti, come ad esempio il battesimo?
Sì, pratichiamo il battesimo per immersione, ma lo intendiamo come una scelta consapevole e matura di dedicarsi a Dio. Per questo motivo non battezziamo i neonati, ma aspettiamo che la persona abbia l’età adatta per comprendere pienamente questa decisione.

Questo vale anche per chi arriva da altre confessioni religiose, suppongo: chi è già stato battezzato, un cattolico per esempio, viene nuovamente battezzato?
Sì, proprio perchè noi lo consideriamo un gesto consapevole di dedicarsi a Dio.
Supponiamo che io nasca in una famiglia di testimoni di Jehova, non vengo battezzato subito?
No.
Ma faccio comunque parte della comunità?
Sì.
E se decido di non battezzarmi perchè non mostro interesse?
Non succede nulla, la comunità ti accetta lo stesso, sei libero di venire alle riunioni e di partecipare.
Avete altri sacramenti?
No, il battesimo è una proclamazione pubblica attraverso la quale il fedele rende noto agli altri la sua volontà di seguire i precetti biblici.

Che rapporto avete con l’idea di peccato? Esiste una confessione?
No, non essendoci sacramenti veri e propri come li intende il mondo cattolico, esiste un rapporto diretto con Dio al quale io rivolgo le mie preghiere attraverso un intermediario che è Gesù.
Gesù è Dio?
No, è figlio di Dio, una sua creatura come lo siamo noi. Gesù è il primo generato ma è una persona diversa da Dio che è uno. È stato creato per venire su questa terra, parlare di Dio e fare un sacrificio a vantaggio di tutti gli uomini. Inizialmente è stato creato in forma spirituale e quando è arrivato il momento adatto è stato mandato sulla terra in forma umana. Una volta morto e risorto è tornato in quella forma spirituale iniziale.
Nella resurrezione cosa succede? Che fine fa il corpo?
Quando Gesù viene risorto gli apostoli fanno fatica a riconoscerlo perchè non è più nello stesso corpo umano di prima, è diverso.
Viene risorto. Qualcuno lo ha fatto risorgere?
Ricordate l’episodio del battesimo sul Giordano per mezzo di Giovanni Battista? Quando esce dall’acqua, Dio dice: “Questo è il mio figlio, colui che io ho approvato”. Potremmo definirla come un’investitura, un’adozione.
Quando nascono storicamente i Testimoni di Geova?
I testimoni della verità di Dio sono sempre esistiti. Dal punto di vista del movimento moderno, non c’è una data di nascita improvvisa, ma riconosciamo a Charles Taze Russell, nella seconda metà del XIX secolo (intorno al 1870 negli Stati Uniti, N.d.R. ), il merito di aver avviato un esame approfondito e sistematico delle Scritture da cui è nato il nostro attuale modello. Noi lo consideriamo un precursore, un attento studente biblico.
Siete molto conosciuti per il vostro proselitismo. Come scegliete le persone preposte a predicare di porta in porta?
Non c’è alcuna selezione. Ogni singolo membro della congregazione è libero di partecipare all’opera di predicazione, e lo fa su base del tutto volontaria. Questo è lo spirito che ci ha trasmesso Gesù ed è insito nella natura stessa di un Testimone di Geova: desiderare di condividere con gli altri il messaggio confortante della Bibbia. Ognuno è libero in qualsiasi ambiente o in qualsiasi momento della giornata di far conoscere la verità delle Scritture a chi gli sta vicino. Il fatto di andare a due a due, oltre che ad avere radici evangeliche, Gesù stesso lo ordinò ai suoi discepoli, ha ragioni anche pratiche organizzative. In Brasile ad esempio muoversi in coppia sarebbe pericoloso, per cui si organizzano in gruppi, ma ripeto è solo una questione organizzativa.
Cosa pensate dell’ateismo? Come vi approcciate a loro?
Rispettiamo profondamente il libero arbitrio e la libertà di pensiero di ogni individuo. Tuttavia, spesso invitiamo a riflettere: osservando la complessità del creato, si può davvero escludere il disegno di un essere superiore? E se questo Dio esiste, è possibile che non si aspetti qualcosa da noi? Troviamo che spesso, davanti alla meraviglia della natura, anche per un ateo non sia facile rispondere a queste domande. Anche riflettere sulle attuali condizioni della società può aiutare, chiedendoci ad esempio se non vediamo possibili vie d’uscita è possibile prendere in considerazione altre soluzioni?

Quando sono arrivati i Testimoni di Geova qui ad Aulla?
La prima congregazione ad Aulla è stata fondata nel 1975. Inizialmente i primi fedeli venivano da fuori, ma nel tempo si sono aggregate molte persone del posto. Oggi la nostra comunità locale conta più di 81 proclamato, che sarebbero poi i membri attivi.
Come venite visti dalla popolazione in Lunigiana?
Oggi siamo accolti molto bene e le persone ci conoscono come cittadini onesti, pacifici e degni di fiducia. Naturalmente, trattandosi di una minoranza religiosa in un territorio storicamente cattolico, all’inizio abbiamo riscontrato una certa diffidenza, ma col tempo e la conoscenza reciproca la situazione è cambiata positivamente.
Esiste una zona in Lunigiana dove la vostra fede ha attecchito di più?
In realtà abbiamo fedeli che arrivano un po’ da tutti i paesi e nulla toglie che se, ad esempio, qualcuno che viene da La Spezia, può tranquillamente farlo.
Come sono i rapporti con le altre fedi presenti nel territorio?
Alcuni sono aperti al dialogo, altri un po’ meno ma è come nel campo sociale, dipende un po’ dalle persone più che dalla fede a cui appartengono.
Quando sui giornali appaiono notizie che coinvolgono i testimoni di Jehova, spesso l’opinione pubblica vi bolla come una setta. Come rispondete a queste accuse?
Per prima cosa non lo siamo, perchè non abbiamo le caratteristiche vere e proprie di una setta. Chi non viole fare più parte dei Testimoni può tranquillamente uscirne. È anche vero che noi teniamo così tanto ai principi biblici che se una persona che fa parte di una congregazione, viola apertamente i principi biblici, non può più far parte della congregazione e viene semplicemente allontanato. Non vuol dire che viene troncato qualsiasi rapporto sociale, semmai non avrò più vita sociale con quella persona, non ci andrò a mangiare la pizza per esempio a meno che non sia un mio familiare, perchè con un mio familiare non posso tagliare ogni rapporto.
Però ci sono stati degli episodi così, in cui anche i rapporti familiari sono stato recisi di netto…
Ogni persona è libera di gestire questo rapporto in base ai precetti biblici, ognuno può fare secondo la propria coscienza e questo si applica anche per quello che riguarda le proprie scelte in campo sanitario, in campo politico e bellico.
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