Sarà il Teatro del Giglio Giacomo Puccini di Lucca a ospitare, il 25 e 26 aprile, il nucleo più ampio del progetto che Corrado Veneziano dedica a Turandot nel centenario dell’opera. Un appuntamento che assume un significato particolare proprio nella città natale di Giacomo Puccini, luogo degli affetti, della memoria e della concezione di gran parte della sua produzione musicale. La mostra è curata da Francesca Barbi Marinetti e Cornelia Bujin. Dopo la tappa milanese, il percorso espositivo trova a Lucca la sua dimensione più distesa, con una selezione più ampia di opere in cui Veneziano affronta Turandot attraverso diverse chiavi visive e narrative. In alcune tele domina la forza cromatica; in altre emergono le parole del libretto e i segni della scrittura musicale, sottratti al loro significato originario e trasformati in presenze luminose; in altre ancora si impone una vena più dichiaratamente figurativa.

Tra i lavori più evocativi si distingue Una giostra per Turandot, in cui i personaggi sembrano librarsi in uno spazio sospeso, giocano, si sfiorano, si abbracciano, mentre il cielo diventa luogo di accoglienza e di sogno. Una composizione che traduce in immagine la complessità emotiva dell’opera pucciniana, tra desiderio, enigma e abbandono “Ho voluto attraversare Turandot come uno spazio di tensione e di trasformazione: un’opera in cui il gelo, l’enigma e la distanza si sciolgono nella rivelazione dei sentimenti. In queste tele ho cercato di tradurre la forza poetica e visionaria di Puccini in un linguaggio pittorico fatto di ritmo, luce e memoria”, dichiara Corrado Veneziano. L’impianto curatoriale sottolinea come la rilettura di Veneziano restituisca con fedeltà gli snodi narrativi, le atmosfere e i luoghi che danno ritmo e sostanza a Turandot, pur attraverso una formulazione pittorica originale e contemporanea.

L’appuntamento lucchese è patrocinato dal Teatro del Giglio Giacomo Puccini e dall’Amministrazione comunale di Lucca, con il sostegno di Iacovelli and Partners. La mostra si inserisce nel lavoro che l’artista conduce dal 2024 sull’immaginario pucciniano, in dialogo con le istituzioni e con una particolare attenzione alla forza iconica e simbolica dei personaggi femminili dell’opera.
