in foto: opere di Eliana Lentischio
Mi sveglio, è notte, sento il tuo respiro regolare accanto a me. Invidio questo tuo sonno tranquillo di chi non ha ombre o paure nella vita, di chi affronta con fiducia il domani che verrà. “Già chissà come sarà domani? Forse un’altra interminabile, noiosa giornata di ufficio, col capo che sbraita, i telefoni che squillano ininterrottamente, la pratica urgente da evadere… Meglio non pensarci. Devo cercare di dormire qualche ora”. Mi giro e rigiro nel letto alla ricerca di una posizione favorevole, nervosamente, completamente sveglio. Ripasso nella mente i sistemi antinsonnia. Conto le pecorelle, immaginandole mentre su un dolce pendio collinare saltano da uno steccato: una, due, tre… Macchè! Non riesco a riaddormentarmi. Ora i miei pensieri viaggiano veloci, liberi, strane sensazioni mi assalgono, fruscii di ombre nel buio della stanza, la notte si pullula di inconsistenti fantasmi, la paura atavica del buio che è in noi riemerge. Devo scacciare queste visioni, devo concentrarmi solo sulla mia voglia di dormire, su un bel sonno tranquillo e ristoratore.

I minuti passano, le ore sembrano scorrere più lentamente di notte, quando si è svegli. Ora mi è venuta anche sete. Mi alzo, a tentoni nel buio, vado in cucina. Mi avvicino al frigorifero per prendere una bibita. Un rumore improvviso mi fa sobbalzare. E’ il rombo solitario di una velocissima automobile guidata dall’ultimo, inguaribile nottambulo, che penetra come una lama tra le finestre socchiuse alla ricerca di un po’ di frescura notturna. Una zanzara mi cerca zigzagando nel buio della stanza. Il suo fastidioso ronzio mi arriva alle orecchie ingigantito dal silenzio notturno. L’attacca-stacca del frigorifero attiva la mia attenzione, i miei pensieri. Quanti suoni ci sono in una casa, solo che noi non li notiamo, impegnati sempre più in frenetiche giornate. Ora che è notte e la vita scorre più lentamente li distinguiamo ad uno ad uno e ci sembra di non averli mai sentiti prima, e ci sembra che tutti assieme abbiano una parvenza di musicalità, un effetto armonioso, rilassante come ad esempio il ticchettio della sveglia simile al lento ma ritmico battere di martelli sul ferro rovente nell’antica bottega del fabbro: tic, tic-tac.
Scivolo nel sonno senza neanche accorgermene. Ciao, notte piena di vita, domani un’altra noiosa giornata mi attende.
