illustrazione foto copertina di Alessandro Colonna
Il mensile “Osso Buco” organo ufficiale dell’ANCI (Associazione nazionale cani italiani) era uscito con un numero speciale. Nell’editoriale, dal titolo “Ritorniamo alle origini”, il direttore, un vecchio Roungh Terrier soprannominato “Writer” dagli amici per il suo amore per la carta stampata, ripercorreva a grandi tracce la storia del cane, dalla preistoria ai giorni nostri. Dal tempo in cui, animali selvaggi e carnivori, erano diventati domestici tanto da essere addestrati dall’uomo a cacciare per lui ed a sorvegliare le cose di sua proprietà. Dall’Antico Egitto in cui erano considerati animali sacri, ed amati a tal punto che quando in una casa ne moriva uno, di vecchiaia o di malattia, i suoi padroni si tosavano i capelli in segno di lutto. Fino a giungere alle guerre combattute a fianco dell’uomo per poi finire ad aiutarlo nella conquista dello spazio. Ma ora si stava esagerando! Usare lui, il cane, per secoli fedele compagno ed amico dell’uomo come cavia nella sperimentazione di antidoti contro malattie terribili (Aids, cancro ecc.) e per le ricerche sugli effetti delle radiazioni nucleari era veramente troppo. Bisognava fare qualcosa! Era indetta la riunione della Grande Assemblea a cui tutti i rappresentanti in carica delle varie razze canine avrebbero dovuto partecipare. L’ordine del giorno consisteva in un unico punto così sinteticamente espresso: “Uomo:amico o Nemico ?”.
Arrivarono tutti ed andarono a sedersi nel posto loro assegnato da generazioni. Rispetto al banco della Presidenza le varie razze canine erano così disposte. A destra i “Lupoidi”, abili ed intelligenti cani da guardia, avevano nel loro portamento un qualcosa di gerarchico, di militare. Essi avevano alla loro destra (accettati in assemblea con provvedimento speciale data la particolarità del problema, ma privi del diritto di voto in quanto non rappresentanti legali di alcuna razza) i terribili Doberman. Alla sinistra dei lupoidi erano situati i Levrieroidi ed i Braccoidi. Belli, slanciati ed eleganti sembravano guardare gli altri cani con un’aria di superiorità, di sufficienza che derivava dalla loro condizione sociale. Al centro sedevano i Volpinoidi, i Terrier, i Bassotoidi e i rappresentanti delle Razze Nane. Cani furbi ed intelligenti, abituati ad una vita agiata e di lusso, frequentatori abitudinari di salotti bene e cocktail-party. A sinistra i Molossoidi, cani robusti, lavoratori, abituati e farsi largo da soli nella vita. All’estrema sinistra (nelle stesse condizioni speciali valide per i Doberman) i cani delle Razze Incrociate.
Il presidente di turno dell’assemblea, un volpino il cui mandato sarebbe scaduto in primavera, diede il via alla discussione con la lettura della relazione introduttiva. Si trattava, tutto sommato, di un rafforzamento dei concetti espressi nell’editoriale di “Osso Buco ”. Chiuse il lungo intervento con la fatidica domanda “Dobbiamo considerarci in guerra con l’essere umano?” (aveva volutamente trascurato il più famigliare “uomo”). Si iscrissero per primi a parlare i rappresentanti del centro. Prese la parola una cagnetta pechinese. Ricordò quanto l’uomo avesse, e continuasse, a fare per loro. Confutò la tesi di guerra in una proposta mediatrice “Che l’uomo usasse altri animali per i suoi esperimenti”. Non riuscì a chiudere il suo intervento subissata da fischi ed ululati che si levavano un po’ da tutta l’assemblea. A fatica il Presidente ottenne il silenzio richiamando all’ordine ed al rispetto delle altrui opinioni.

Fu la volta poi di un Pastore Bergamasco rappresentante della destra. Considerato che l’uomo era molto forte, che affrontarlo apertamente per loro sarebbe stata follia, che avrebbe potuto significare la distruzione dell’intera razza canina, propose una sorta di guerriglia, fatta di atti di sabotaggio, di azioni di cani-kamikaze. Il cane che venne dopo era un San Bernardo, rappresentante della sinistra. Sostenne che non era il caso di ricorrere alla guerriglia ma che era giunto il momento di far valere le proprie ragioni ed i lunghi anni di servizi resi all’uomo così malamente ricambiati. Propose uno sciopero ad oltranza. Improvvisamente, a malapena trattenuto dagli addetti alla sorveglianza e sicurezza, irruppe in assemblea un bassotto. Sudato, senza più fiato in gola, sembrava sconvolto. Disse in modo confusionario e spezzettato che mentre lì si stava discutendo l’uomo era passato al contrattacco. Tutti i muri erano tappezzati da manifesti che invitavano i proprietari a portare i loro cani agli appositi luoghi di raccolta perché affetti da strane malattie pericolose per il genere umano. Era chiaramente un losco inganno organizzato da chi teneva le redini del potere e tramato ai loro danni per potersi disfare definitivamente di loro senza problemi.
Era a tutti gli effetti una dichiarazione di guerra. L’uomo non aveva amici ed ora si liberava della compagnia di chi lo aveva aiutato in tutti quegli anni, sentendosi ormai superiore a tutto ed a tutti. Non c’erano punti di comprensione, di incontro. La guerra cominciò…
