Ci sono autori che nascono per rompere le regole non scritte dell’arte: uno di questi è, senza ombra di dubbio, Pasquale Panella, detto Lino. È nato a Roma il 12 gennaio 1950 da genitori di origine campana, dopo gli studi e il diploma magistrale, come il mitologico figlio di Apollo e in qualche modo collegato al mondo della musica, insegnò come maestro di scuola elementare. L’incontro con un cantante fuori dagli schemi interpretativi degli anni settanta, il desiderio di proporre dei nonsense legati al funky, hanno fatto del duo Pasquale Panella ed Enzo Carella, qualcosa di dirompente nel panorama musicale italiano. Testi come: Fosse vero, Malamore e quella Barbara che arrivò a Sanremo, conquistando un secondo posto e l’attenzione per quel cantante che portò sul palco un testo surreale, accompagnato da un corpo di ballo altrettanto dirompente. Nei primi anni ottanta, Pasquale Panella ha iniziato la collaborazione artistica con Lucio Battisti, dapprima producendo l’album di Adriano Pappalardo, che faceva parte dell’entourage di Battisti e poi, scrivendo i testi per quel primo album insieme all’artista reatino, che, dopo la rottura con Mogol e la pubblicazione di ‘E già’, scritto da Grazia Letizia Veronese, ovvero sua moglie, si affidò a Panella per il suo distacco definitivo dalla produzione degli anni settanta. Nel 1985 uscì Don Giovanni, che conteneva brani come: Le cose che pensano, scritto da Pasquale Panella in stile Dolce stil novo e impregnato di spirito animista, poi Che vita ha fatto, quasi una canzone dalla composizione metafisica. Il duo Panella-Battisti alzò ancora l’asticella del surrealismo creativo con l’album, L’Apparenza, nel 1988, con le azzardate metriche di Panella che riuscivano magicamente a fondersi con le note di Battisti. Nel 1990, l’ormai consolidato sodalizio, pubblicò La sposa occidentale, che affrontava sempre con lo stile della scrittura di Pasquale Panella, le crisi coniugali partendo dal concetto di amore del poeta Gabriele D’Annunzio e sulla domanda esistenziale: come nascono i sentimenti? Sempre nel 1990 Pasquale Panella ha scritto un brano che arrivò terzo al Festival di Sanremo, interpretato da Amedeo Minghi e Mietta, quel Vattene amore o se preferite il Trottolino amoroso, che spesso è dedicato ai corrispettivi amanti come segno di amore, forse non comprendendo bene il significato della canzone. Sempre per Mietta, Panella ha scritto il brano Canzoni, con il quale l’artista ha vinto le nuove proposte nel Festival di Sanremo del 1989. Nel 1992 la coppia Pasquale Panella e Lucio Battisti pubblicò, Cosa succederà alla ragazza, il primo album completamente elettronico, una vera rivoluzione musicale, un lavoro difficile, ma geniale. Cosa succederà alla ragazza fu registrato a Londra con musicisti di primo livello, come Andy Duncan, il batterista dei Simple Minds e Lyndon Connah che era il tastierista dei Level 42. È considerato il primo album pop con influenze techno e rap. Dopo due anni, nel 1994 Lucio Battisti pubblicò l’ultimo album con i testi di Pasquale Panella, il titolo era Hegel, un testamento artistico del cantautore, che sarebbe morto dopo pochi anni, che suscitò dibattiti nel mondo intellettuale. Hegel si presentò da subito come un album ermetico, già dalla copertina, completamente bianca con il nome di Lucio Battisti e il titolo in caratteri più piccoli ed una grande lettera E in risalto. Si dibatteva all’epoca cosa significasse quella lettera, forse semplicemente la quinta lettera dell’alfabeto, ovvero il quinto album prodotto insieme, magari l’iniziale di End, per definire la fine in inglese, magari solo la pronuncia italiana di Hegel. I testi dell’album sono divisi tra ermetica e pura filosofia, tanto cara a Hegel, meno agli studenti liceali. Le sonorità sono oltre la ricerca, tornando al punto di partenza della produzione di Lucio Battisti in terra inglese, tipo Il veliero del 1976, che faceva parte dell’album, La batteria, il contrabasso, eccetera. In ogni caso Hegel fu al centro di varie polemiche e recensioni, alle quali Pasquale Panella rispose parafrasando Oscar Wilde che nella prefazione di Il ritratto di Dorian Gray, scrisse: “Quando i critici dissentono, l’artista è d’accordo con se stesso.”. Pasquale Panella ha continuato a scrivere, dopo la morte di Lucio Battisti avvenuta nel 1998, per altri artisti. Per Mango, Giulietta e La rondine, Zucchero per il brano Blu, al centro di molte polemiche per un probabile plagio, che non è stato riscontrato. Poi ancora per Anna Oxa, Mina, Marcella Bella, Angelo Branduardi, Sergio Cammariere e molti altri. Pasquale ha scritto per il teatro e curato, insieme a Riccardo Cocciante Notre Dame de Paris, lo spettacolo musicale e sempre con lo stesso Cocciante, Giulietta e Romeo nel 2007. Pasquale Panella ha scritto un romanzo pubblicato nel 1997, dal titolo La corazzata, la storia di una nave da guerra ormeggiata nel golfo di Sorrento. Pasquale Panella è un artista di difficile collocazione, non solo un autore di canzoni, è un poeta ermetico e surreale del ventesimo secolo. Senza di lui non avremmo conosciuto il lato nascosto di Battisti, Enzo Carella e non saremmo a conoscenza di quel trottolino amoroso che ti entra in testa anche se vuoi scacciarlo.
In nessun luogo andai
Per niente ti pensai
E nulla ti mandai
Per mio ricordo
Sul bordo m’affacciai
D’abissi belli assai
Su un dolce tedio a sdraio
Amore, ti ignorai
E invece costeggiai
I lungomai
M’estasiai, ti spensierai
M’estasiai, e si spostò
La tua testa estranea
Che rotolò –
Le cose che pensano da Don Giovanni di Lucio Battisti/Pasquale Panella
