Il bradipo, nell’immaginario collettivo, è da sempre simbolo di lentezza e pigrizia. In realtà il bradipo può e anche senza alcun dubbio essere definito lento, infatti è probabilmente il più lento tra tutti i mammiferi esistenti, ma, come vedremo poi, la sua lentezza non corrisponde a pigrizia ed è inoltre un animale molto interessante che ha tanto da raccontare. Il bradipo è un animale antichissimo, presente sulla terra da più di 30 milioni di anni e ricopre da sempre un ruolo molto importante in natura, contribuendo a strutturare l’ecosistema nel quale vive, soprattutto arricchendolo in biodiversità.

“In America vive un animaletto
per la lentezza è stato eletto
È un mammifero sdentato
ma di simpatia è animato
Sugli alberi se ne sta
dall’alba all’oscurità.
Scende a terra raramente
se ha fame o è incontinente
Beve poche gocce di rugiada,
mangia la foglia germogliata
Trascorre giornate a riposare,
impiega ore a camminare
Con la calma e con la flemma
risolve ogni suo dilemma
Non abbiamo tutti gli stessi tempi,
rispettandoli saremo tutti solidali e contenti” Costanza De Luca
Il bradipo è un mammifero che appartiene all’ordine dei “Xenartra”. Gli Xenartri, definiti anche edentati, sdentati o maldentati, sono un ordine di mammiferi degli “Euteri” o “Euplacentati”, gli “Eutheria”, termine quest’ultimo che significa “vere bestie”, che sono dotati di placenta più efficiente rispetto ai Metatheria o Marsupiali, che presentano placenta vitellina, e che raggruppano la maggioranza dei mammiferi viventi, tra cui l’uomo; sono diffusi in tutti i continenti. Attualmente molti scienziati pensano che gli Xenartri siano in realtà un superordine che comprende gli ordini dei “Cingolata”, i Cingolati come gli armadilli, e dei “Pilosa”, i Pelosi, dei quali fanno parte, oltre ai bradipi, anche i formichieri, specie queste diffuse principalmente in Sudamerica e in alcune parti dell’America centrale. Gli Xenartri sono definiti edentati in quanto gli appartenenti a questo gruppo di mammiferi non hanno dentatura o ne presentano una molto ridotta, con denti senza smalto e a crescita continua. Ad oggi in natura esistono sei specie di bradipo che si dividono in due generi distinti: i bradipi didattili, afferenti al genere “Choloepus”, e i bradipi tridattili, unici rappresentanti del genere “Bradypus”. La distinzione tra i bradipi didattili e tridattili, in realtà, non fa riferimento, come si potrebbe pensare dalla definizione, al numero di dita che questi hanno e che sono sempre tre per ogni arto, ma fa riferimento al numero degli artigli presenti sugli arti superiori. In questo mio articolo scriverò nello specifico del bradipo tridattilo che è un mammifero dalle abitudini solitarie della famiglia dei “Bradipodidi” originario del Brasile e della Costa settentrionale dell’America Latina e che ha come caratteristica principale e distintiva la lentezza dei movimenti, come ogni specie di bradipo, che lo rende un animale unico nel suo genere; questa peculiarità è presente già nel suo nome scientifico, che infatti significa letteralmente “piede lento” ed è costruito a partire dal greco antico “bradys”, lento, e “pous”, piedi. Il bradipo si muove ad una velocità che non supera gli 0,2 chilometri orari. È un animale dall’aspetto particolare, con il muso caratterizzato da una forma arrotondata, di colore grigiastro con sfumature più scure ed un buffo, simpatico sorriso praticamente sempre presente. Il corpo del bradipo è completamente ricoperto da un mantello di pelo ruvido, folto e lungo, all’interno del quale, anche per l’umidità degli ambienti nel quale esso vive, si annidano una miriade di organismi diversi, detti organismi epibionti, come coleotteri, scarafaggi e falene; per questo motivo gli scienziati si riferiscono ai bradipi come a dei veri e propri “ecosistemi in movimento”. Ed è sempre per questo motivo che il colore della sua pelliccia, originariamente grigiastro, assume col tempo una tonalità verde, che gli permette di mimetizzarsi con il colore delle piante. Nel bradipo tridattico la coda è quasi assente, gli arti sono lunghi e molto potenti, e le zampe hanno tre dita con artigli lunghi e ricurvi che vengono utilizzati dall’animale sia per restare appeso agli alberi sia per difendersi dai predatori. Per quanto riguarda le dimensioni, quelle degli individui adulti variano in base al sesso; le femmine sono leggermente più grandi, raggiungendo anche 75 centimetri di lunghezza, mentre i maschi non superano i 60 centimetri. Secondo studi riportati sul sito del “Michigan Museum of Zoology”, un’altra caratteristica particolare del bradipo e che lo distingue dagli altri animali, è la flessibilità del suo collo, dovuta alla presenza di nove vertebre, un numero superiore alla maggior parte degli altri mammiferi. Il bradipo è un animale dalle abitudini prevalentemente solitarie e gli incontri tra i vari esemplari sono molto scarsi e le occasioni si limitano al periodo dell’accoppiamento e a pochi altri momenti, e quasi esclusivamente negli spazi comuni utilizzati per le funzioni corporee fisiologiche e che i bradipi visitano in media una volta alla settimana; in questi incontri i maschi valutano anche la disponibilità sessuale delle femmine e per far notare la loro presenza marcano i rami degli alberi con secrezioni emesse dalle ghiandole anali. Nel caso poi avvengano avvicinamenti tra individui dello stesso sesso, il bradipo non esita a mostrare aggressività nei confronti dei propri simili, utilizzando come arma di offesa e di difesa gli artigli, e raramente anche mordendo. Per quanto riguarda l’accoppiamento, il periodo fertile per questi mammiferi dura tutto l’anno, ma ci sono comunque momenti preferiti ad altri, tanto che la riproduzione avviene solitamente tra marzo ed aprile. L’accoppiamento ha luogo a terra e successivamente a questo momento il maschio torna a vivere sul suo albero e non mostrerà alcun comportamento di cura parentale nei confronti della femmina e in quelli del piccolo che nascerà. Ho scritto “il suo albero” perché i maschi del bradipo vivono tutta la loro vita su un unico albero, mentre le femmine si spostano di albero in albero, lasciando quello sul quale hanno cresciuto il cucciolo, non prima però che questo sarà in grado di vivere da solo. Il periodo di gestazione degli animali di questa specie dura circa sei mesi, al termine dei quali nasce un solo cucciolo che per i sei mesi successivi non si separerà mai dalla madre, rimanendo saldamente aggrappato alla sua pelliccia, pur iniziando comunque a cibarsi autonomamente già dopo poche settimane di vita. Successivamente, quando il cucciolo avrà raggiunto la completa indipendenza, la madre lascia l’albero al piccolo, che eredita così la sua parte di territorio, e che, se maschio, non abbandonerà più per il resto della vita. La dieta di questo mammifero è prevalentemente a base di foglie e germogli della specie di pianta sulla quale vive. Il bradipo ha quindi un’alimentazione vegetariana, a base di frutta e verdura, dalla quale assume anche i liquidi necessari a vivere, dal momento che non beve acqua. Secondo uno studio pubblicato nel 2006 e condotto da ricercatori dell’università di Caracas in Venezuela, il bradipo trascorre oltre il 70% del giorno riposando o dormendo sugli alberi, dai quali scende, come ho scritto poco sopra, mediamente una volta a settimana e solo per questioni fisiologiche; questo è stato confermato anche da un altro studio pubblicato nel 2009 sulla rivista scientifica “Mammalian Species”.

“Stava sempre appeso a testa in giù e proprio per questo i suoi occhi riflettevano le stelle nelle notti estive, gli arcobaleni dopo i temporali e la profondità dei cieli primaverili” da “La favola del Bradipo”, scritta e disegnata da Pino Ligabue.
Le posture assunte dal bradipo, che trascorre la maggior parte della sua vita appeso agli alberi, dipendono tra le altre cose anche dalle condizioni metereologiche in cui si trova; secondo studi fatti da vari ricercatori, quando l’ambiente è soleggiato i bradipi si sdraiano, cercando di massimizzare la superficie del corpo esposta alla luce; quando invece il sole non c’è, è coperto dalle nuvole oppure piove, tendono a rannicchiarsi. La lentezza del bradipo è leggendaria e spesso per questo motivo viene descritto come un animale pigro, ma in realtà non è così. Il bradipo, infatti, non è lento per pigrizia, ma per strategia. La caratteristica della lentezza con quella del colore della sua pelliccia e la sua silenziosità, vanno ad aumentare le sue abilità e capacità mimetiche, riducendo così il rischio di predazione da parte di altri animali. Il bradipo nei suoi movimenti sugli alberi è lento, a terra, durante i suoi rari spostamenti, è ancora più lento, ma è sorprendentemente un ottimo nuotatore, che si muove con agilità nelle acque delle foreste in cui vive. Il bradipo tridattilo è infatti originario delle foreste pluviali del Venezuela e delle zone settentrionali dell’America Latina, e secondo quanto riporta l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, IUCN, è diffuso anche in Guyana, Guyana Francese, Suriname, e in alcune zone settentrionali della foresta amazzonica in Brasile. Per lungo tempo si è creduto che il bradipo vivesse unicamente sui rami di “Cracopia”, pianta di cui sono ghiotti, ma questa convinzione è oggi superata; il bradipo è stato infatti più volte avvistato anche su altre piante, circa un centinaio di specie di piante diverse, all’interno dello stesso habitat. La distribuzione di questa specie è concentrata soprattutto nelle aree incontaminate delle foreste pluviali e del bacino idrico del Rio delle Amazzoni, e questo riduce al minimo il contatto tra il bradipo tridattilo e l’uomo. Il bradipo nel suo habitat naturale raggiunge alte densità demografiche, infatti, sempre secondo l’ IUCN, questo mammifero è classificato “LC”, “Least Concern”, ovvero una specie a “minima preoccupazione” di rischio di estinzione rispetto ad altre. Il bradipo, il mammifero che vive sugli alberi, con la testa rotonda e il sorriso perenne, con il collo lungo e molto mobile, con la coda tanto corta che quasi non si vede, con gli arti lunghissimi coi potenti artigli, che si muove con lentezza estrema tra gli alberi assumendo strane posture, spesso con il dorso volto all’ingiù e definito dagli scienziati, per la sua particolare e originale caratteristica di ospitare altri organismi viventi nella sua pelliccia, un “ecosistema in movimento”, è un animale che finora conoscevo solo superficialmente e che ho scoperto con grande curiosità e molto piacere cercando informazioni e notizie per questo articolo a lui dedicato, articolo che ora chiudo con un’altra frase sempre da “La favola del Bradipo” di Pino Ligabue, una favola molto interessante ed istruttiva, che introduce alla biodiversità, all’interazione di tutte le specie viventi, all’utilità di ogni individuo e all’accettazione del diverso.

“Viveva nella foresta tropicale e i suoi ritmi lenti di vita gli permettevano di gioire delle albe e dei tramonti…”
