prima parte
“Il gufo vola sopra gli orti. Il suo grido è acuto. Il suo volo è profondo. Pieno di notte è il suo volo. ‘Un gatto’, pensa Windish, ‘un gatto che vola” scrive del gufo la scrittrice e poetessa tedesca Herta Müller. Il gufo comune “Asio otus” è un uccello rapace della famiglia degli “Strigidi” ed è diffuso in Europa, Asia, America settentrionale e in alcune zone dell’Africa continentale. I gufi comuni sono una specie che vive in ambienti boscosi ed alberati, circondati da ampie zone aperte, e nelle foreste di conifere; a partire dal livello del mare, il suo habitat, può arrivare fino a 2000 metri di quota. Nell’emisfero boreale, il gufo è presente quasi ovunque, dal Nord America al Giappone, dalla Siberia al Nord Africa; le popolazioni che vivono nelle zone più settentrionali tendono a migrare durante l’inverno per aggiungere luoghi con temperature più alte e gradevoli. In Italia, il gufo nidifica in tutta la penisola, ma nelle regioni meridionali, in Sicilia e in Sardegna, lo fa in maniera meno significativa. L’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura, IUCN, classifica il gufo comune come “LC”, Least Concern, ovvero come una specie a “minima preoccupazione” di rischio di estinzione rispetto ad altre. L’areale italiano risulta essere molto vasto ed il numero di individui maturi di questa specie si è calcolato che vada dai 12 ai 24 mil circa, e risulta pure essere in aumento.

“Il gufo è un rapace notturno di aspetto serio e distinto con due buffi ciuffetti sul capo. Si mostra poco volentieri e vive appartato dormicchiando tutto il giorno. La notte esce dal suo rifugio ed emette il suo classico verso” Maria Grazia Gazzato
Il gufo comune ha una corporatura snella dai colori estremamente mimetici, soprattutto durante il riposo, quando i suoi colori sono praticamente identici a quelli dei rami sui quali sta appoggiato, e la sua testa è sormontata da lunghi ciuffi auricolari; questa caratteristica gli è valso, in lingua inglese, l’appellativo di “long-eared owl” ossia “gufo dalle orecchie lunghe”. Questi due lunghi ciuffi, che si ergono sulla testa e che sembrano proprio delle orecchie, lo distinguono dalla civetta, con la quale spesso il gufo viene confuso, visto che quest’ultima, pur assomigliandoli molto nell’aspetto fisico, è invece sprovvista di questo unico, buffo e caratteristico dettaglio. Questi ciuffi sono formati da semplici piume e non incidono sul funzionamento dell’apparato uditivo, che peraltro nel gufo è finissimo. Il gufo comune è un rapace di medie dimensioni, può pesare fino a 430 grammi e raggiungere i 40 cm di lunghezza, con un’apertura alare abbastanza importante che va dai 90 ai 100 centimetri. Il colore del piumaggio della parte superiore del corpo varia dal grigio al fulvo-dorato, con macchie color crema striate di nero, che risultano essere più visibili quando è in volo; durante il volo il gufo mostra anche il sottoala, che nel complesso è di colore più chiaro rispetto al resto del corpo con la presenza di sottili linee ondulate più scure. Gli esemplari giovani assomigliano molto agli adulti, ma il loro piumaggio è più morbido e dai colori più opachi. Il gufo ha la testa grande e rotonda di colore grigio-brunastro con striature verticali; i suoi occhi sono grandi, gialli o arancioni e sul contorno presentano due pallide macchie diagonali, che per la loro forma ricordano delle sopracciglia. Gli occhi del gufo, inoltre, presentano una caratteristica molto particolare, sono infatti fissi all’interno dell’orbita e non possono compiere movimenti. Il gufo riesce comunque ad avere una visione molto ampia grazie ad una serie di adattamenti strutturali nell’articolazione del collo, che gli consente di ruotare la testa fino ad un angolo di 270 gradi. In questa specie il dimorfismo sessuale è evidente; le femmine, infatti, sono visibilmente più grandi rispetto ai maschi.

“Il sole è tramontato, ma la pianura non si spegne. Ricopre la campagna un pulviscolo dorato, poi l’oro impallidisce, la notte si avvicina pian piano, accendendo le stelle. Più tardi sorgerà la luna, e i gufi lanceranno i loro richiami” José Saramago
Il gufo è un animale dalle abitudini notturne. Durante il giorno rimane nascosto tra gli alberi dormicchiando, e nel caso venga disturbato assume una caratteristica postura allungata con i ciuffi auricolari alzati sul capo. Durante la notte invece è molto attivo e va a caccia, muovendosi prevalentemente in aree aperte dove è più facile individuare le sue piccole prede. Il gufo comune è un animale carnivoro e, in base alle disponibilità del suo habitat, mangia uccellini, topi o altri piccoli mammiferi; spesso, inoltre, preda insetti, falene, ragni, lucertole, e in alcuni casi anche piccoli rettili. È un animale tendenzialmente solitario, ma è anche l’unico rapace notturno che in inverno si aggrega in dormitori, “roost”, selezionando posatoi sugli alberi, spesso anche in aree urbane. Da dicembre a febbraio trascorre le giornate sullo stesso albero dal quale poi la sera si invola per andare a caccia. Gli individui di uno stesso dormitorio sono generalmente originari del territorio circostante, ma possono anche essere gufi svernanti che arrivano da altre nazioni. All’inizio della primavera, i gufi che si sono intrattenuti per tutto l’inverno sullo stesso ramo e che spesso rimangono fedeli negli anni allo stesso posatoio, abbandonano Il dormitorio e si disperdono per accoppiarsi e poi nidificare. Questa specie raramente si costruisce un vero e proprio nido e tendenzialmente nidifica nei nidi di altri uccelli, in particolare dei corvidi, come le gazze e le cornacchie, o addirittura nidifica a terra, sul suolo. I piccoli, quando sono ancora incapaci di volare, si arrampicano sui rami intorno al nido emettendo il tipico richiamo che ricorda un piccolo, delicato, monotono “piii”, suono assai diverso da quello del maschio adulto, che è invece un verso dalla sonorità più bassa e grave. I maschi del gufo comune sono generalmente animali monogami, ma in alcuni casi sono stati osservati individui dai comportamenti poliginici, mentre ciascuna femmina si accoppia con un solo maschio. Durante l’accoppiamento, che di solito avviene una volta l’anno e in un periodo che va da febbraio a luglio, i maschi si dilettano compiendo voli a zig-zag attraverso gli alberi ed emettendo insoliti e straordinari richiami. Una volta scelto il nido le femmine depongono circa 4/8 uova, che a partire da quel momento non abbandoneranno più. Il maschio provvederà a procurare e a portare loro il cibo per tutto il tempo necessario.
continua…
