La fotografa Tiziana Della Bona ha unito la sua passione per la vita e per le immagini, trasformandole in un progetto completo e coerente. La sua ricerca nasce fin da giovanissima, quando fotografa la sorella e le amiche d’infanzia: una memoria visiva di un tempo che non esiste più. Da lì, il coraggio di credere in se stessa, un percorso che l’ha portata a ottenere importanti riconoscimenti. Oggi, attraverso la proiezione del suo ultimo progetto fotografico, ci conduce dentro una storia fatta di sguardi, identità e vissuto: una donna, una storia.

Quando è nata la sua passione per la fotografia?
La passione per la fotografia ha sempre fatto parte della mia giovinezza. Tuttavia, è stato solo nel 2019, grazie al gruppo fotografico Slow Foto e al corso che ho frequentato con loro, che ho acquisito una vera padronanza dell’immagine e una maggiore consapevolezza del mezzo fotografico.

Cosa significa per lei scattare una fotografia?
Per me la fotografia è cura: del cuore e dello spirito. È un modo per ascoltarmi e per entrare in relazione profonda con ciò che mi circonda.
Qual è il suo linguaggio fotografico?
Non seguo un modello fotografico preciso. Mi sento libera nel mio linguaggio, anche se i ritratti mi attraggono particolarmente: i volti portano con sé ricordi, emozioni e stati d’animo che parlano senza bisogno di parole.

Cosa preferisce “fermare” con i suoi scatti?
Le persone. I loro sguardi, le loro storie non dette. Ogni volto è una traccia di vita, un frammento di memoria.

Chi la ha influenzata maggiormente nella sua scelta stilistica?
Non c’è stata una vera e propria influenza esterna. Piuttosto, sentivo il bisogno di trovare il mio posto. La fotografia e il gruppo fotografico sono diventati quello spazio di appartenenza in cui riconoscermi.
Ha documentato un suo viaggio e che ha dato vita a una mostra. Puòraccontarci le sensazioni di quel percorso?
Nell’ultimo anno, insieme ad alcuni membri del club fotografico, ho partecipato a un workshop in Marocco. Tra culture diverse, profumi intensi e sapori nuovi, abbiamo attraversato città e villaggi che ci hanno permesso di avvicinarci a un mondo completamente diverso dal nostro. Dopo questa esperienza, abbiamo deciso di tornare in Marocco e immergerci ancora più a fondo, visitando le sue città più importanti. È stato un viaggio intenso, umano, profondamente trasformativo.

Quali sono i suoi progetti futuri?
Continuare a raccontare storie attraverso le immagini, con uno sguardo sempre più consapevole e autentico.

Vuole lasciare un messaggio ai nostri lettori?
La fotografia non è solo uno scatto. È ciò che scegliamo di farle essere: stupore, gioia, emozione, memoria.

