terza e ultima parte
Il miele è una sostanza dolce prodotta dall’ape domestica, ma anche dalle api non domestiche, da altri “apini” e dalle vespe del genere “Brachygastra”. Il miele viene prodotto a partire dal nettare, che in botanica è una sostanza acquosa e zuccherina prodotta dai fiori delle piante mellifere per attirare proprio gli insetti impollinatori, oppure dalla melata che è una secrezione zuccherina emessa da insetti parassiti che si nutrono della linfa delle piante; per questo si distingue in “miele di nettare/di fiori” e in “miele di melata”. Per il “Codex Alimentarius” ed anche per la legislazione Europea ed Italiana, si può definire “miele” in ambito commerciale solo quello prodotto dall’ape mellifera. Il Codex Alimentarius o “Codice Alimentare” è una raccolta di istanze, linee guida e codici adottati dalla Commissione del Codex Alimentarius; tale commissione, nota come “CAC”, è l’organo centrale del programma congiunto FAO/OMS per gli standard alimentari ed è stata istituita dalla FAO e dall’OMS per tutelare la salute dei consumatori e promuovere pratiche eque nel commercio alimentare.

Il miele è un composto unico e anche molto particolare, ricco di proprietà nutritive e con una forte azione antibatterica, e non è semplicemente un “prodotto” commestibile per l’uomo, ma rappresenta anche una fonte di cibo per le api stesse, e per questo lo sciame lavora continuamente alla sua produzione. Per un alveare, infatti, le riserve di miele sono essenziali alla sopravvivenza della comunità, perché le scorte consentono di sfamare tutti gli individui della colonia anche nei periodi nei quali le risorse sono più scarse, nei momenti di assenza di importazione nettatifera, come le stagioni invernali, o tra una grande fioritura e l’altra. Il nettare è bottinato sui fiori di moltissime piante, ed è secreto dalle ghiandole nettarifere presenti sia all’interno dei fiori, che in posizioni esterne, extrafloreale, ad esempio sul picciolo delle foglie di alcune piante come il ciliegio e lauroceraso. Sia il nettare che la melata vengono raccolti, disidratati ed immagazzinati nel favo, dove, come sappiamo, costituiranno una riserva di nutrimento fondamentale e di pronto utilizzo in caso di necessità dell’alveare.

“Il miele
misterioso,
ricco e pesante
miele, spesso aroma,
liquida luce che cade a goccioloni“
Paolo Neruda

Il miele è un alimento che ha un tempo di conservazione molto lungo, si dice che in realtà non abbia scadenza, ed è la scienza a darci la spiegazione di questo fenomeno: il miele è una sostanza con ridotto contenuto di acqua, un alto contenuto di zuccheri e un pH acido; qualità, queste, che lo rendono inospitale per la crescita e la proliferazione di muffe e batteri. È l’incredibile “lavoro” delle api, con il processo di “ventilazione” ad assicurare al miele questa straordinaria caratteristica di alimento a lunga conservazione. La “ventilazione” avviene quando le api ventilatrici si riuniscono davanti ai favi e all’ingresso delle arnie ed iniziano a sbattere le ali velocemente e in modo coordinato, generando calore e correnti d’aria, ed agendo come un vero e proprio condizionatore naturale. Durante questo processo di “maturazione”, che dura quattro giorni, il nettare viene trasformato in miele, riducendo il suo tasso di umidità fino al 17/18 % e raggiungendo il giusto grado di consistenza. È a questo punto che le api sigillano il miele contenuto nelle cellette con un tappo di cera, l’opercolo.
“Il miele è come il sole del mattino
ha tutta la grazia dell’estate
e l’antica frescura dell’autunno
È la foglia appassita ed è il frumento”
Federico Garcia Lorca

Per millenni il miele è stato l’unico alimento zuccherino concentrato disponibile; le prime tracce di alveari artificiali ed arnie costruite dall’uomo risalgono intorno al VI millennio a.C.. Sono migliaia le specie vegetali visitate dalle api e sono centinaia i tipi di miele esistenti, in Italia sono oltre 300, che variano tra loro per colore, consistenza e per caratteristiche organolettiche che determinano differenti proprietà olfattive e gustative, in base alla flora e al territorio. Tra le varietà di mieli ci sono i “mieli monofloreali”, prodotti principalmente dal nettare di un solo tipo di fiore, il “miele millefiori”, che deriva dalla mescolanza di nettare di vari fiori, e, come visto, il miele di melata.

La varietà e la vasta gamma di miele esistenti sono quindi il riflesso della biodiversità floreale dei vari territori, con l’Italia che vanta una delle maggiori varietà floristiche al mondo. Miele, propoli e cera sono “prodotti” delle api, ma l’ape non è “solo” questo; l’ape è infatti necessaria ed essenziale per la sopravvivenza della nostra specie. Le api quando estraggono il nettare dai fiori, infatti, fanno una vera e propria “doccia di polline” che, attaccandosi alle loro zampe e alla loro peluria, viene trasportato di fiore in fiore, dando vita allo straordinario fenomeno dell’impollinazione. Oltre i due terzi delle colture utilizzate per la nutrizione umana sono impollinate dalle api, che hanno un ruolo primario e attivo nel mantenimento della biodiversità ed anche nel ripristino di aree prossime alla desertificazione. Le api sono anche considerate le sentinelle dell’ambiente ed indicatori del benessere ambientale, poiché, estremamente sensibili alle molecole chimiche e tossiche, non possono vivere in ambienti contaminati, pena la loro morte prematura. Oltre ai pesticidi e agli agenti inquinanti, che avvelenano le colonie, anche i cambiamenti climatici rappresentano un grave rischio per la vita e la sopravvivenza delle api. Le variazioni di temperatura, che modificano i tempi di fioritura delle piante rendendo difficile per le api trovare il nettare nei periodi giusti, la siccità e la perdita di biodiversità, influenzano negativamente il “mondo ape”, creando invero un problema che non riguarda solo questo incredibile insetto, ma tutto l’ecosistema.

Dal 2017, ogni 20 maggio, si celebra la giornata mondiale delle api indetta dall’ONU a ricordare l’importanza di questi insetti. La scelta del 20 di maggio come data simbolica e celebrativa non è a caso. Maggio è infatti un mese molto importante per l’ape; mentre nell’emisfero boreale maggio è il mese centrale per l’impollinazione, in quello australe è il periodo della grande produzione di miele, e inoltre Anton Janse, uno dei pionieri della moderna apicoltura, è nato proprio il 20 di maggio, nel 1734. Conoscere l’ape, il piccolo insetto che “regge” il mondo, è quindi fondamentale per apprezzarla e tutelarla quanto più è possibile. Prima di chiudere questo articolo dedicato alla “regina che vola” e al suo mondo con le poetiche ed appassionate parole di Pablo Neruda, un’ ultima considerazione sulle nostre api italiane. Le api italiane sono una delle varietà più apprezzate nel mondo dell’apicoltura per la loro unicità; sono conosciute ovunque per la loro docilità ed alta produttività. Le “nostre” api hanno una grande capacità di adattamento ai climi temperati, sono molto adatte ad essere gestite sia in apiari stanziali che nomadi, e producono miele di alta qualità; queste caratteristiche le rendono la scelta migliore e privilegiata da molti agricoltori. Inoltre, grazie alla loro robustezza e alla capacità di raccogliere il nettare anche in condizioni non ottimali, le api italiane contribuiscono in maniera fondamentale alla biodiversità e alla produzione agricola del nostro Paese; preservare quindi le nostre api serve non solo a garantire una produzione apistica di eccellente qualità, ma anche a tutelare il patrimonio naturale e culturale italiano.
Api,
lavoratrici pure,
ogivali
operaie,
fine, scintillanti
proletarie,
perfette,
temerarie milizie
che nel combattimento attaccano
con pungiglione suicida,
ronzate,
ronzate sopra
i doni della terra,
famiglia d’oro,
moltitudine del vento, scuotete l’incendio
dei fiori,
la sete degli stami,
l’acuto
filo
di odore
che raccoglie i giorni,
e propagate
il miele
oltrepassando
i continenti umidi, le isole
più remote del cielo
dell’ovest.
Pablo Neruda
