seconda e ultima parte
Loverese d’adozione, Antonio Adani era arrivato a 22 anni nella cittadina del Sebino chiamato da Modena, dove era nato, dalla famiglia degli industriali Gregorini perché ricoprisse l’incarico di meccanico-autista del “parco auto” di famiglia. Era nel 1910, agli albori dell’industria automobilistica, tanto che la mobilità avveniva ancora quasi esclusivamente con le carrozze trainate da cavalli. I Gregorini, proprietari dell’industria siderurgica (‘ferriera’) da loro fondata e all’epoca in grande espansione (diventerà successivamente Ilva, poi Italsider, quindi Terni, ancora Ilva e ora Lucchini) erano originari di Vezza d’Oglio. “Nel 1856 l’imprenditore Giovanni Andrea Gregorini, discendente da una famiglia camuna che già dall’inizio del secolo si era distinta nella lavorazione del ferro, trasferì le sue attività da Vezza d’Oglio a Lovere, rilevando l’impianto esistente detto “la Fonderia” che sfruttava l’energia fornita dall’acqua del torrente Tinazzo. Qui Gregorini, portando avanti l’intraprendenza di famiglia che aveva permesso al padre, ‘oste e ferratiere’, di reinvestire felicemente le risorse derivanti dall’attività commerciale nel settore dei manufatti in ferro, vi stabilì una fonderia di minerale di ferro proveniente dalle miniere della alta Val Camonica e della Val di Scalve, La qualità della produzione fece conquistare all’azienda importanti mercati internazionali aumentando in modo considerevole il patrimonio di famiglia sia in termini economici che di prestigio con l’elezione a deputato nel 1870″. I Gregorini avevano bisogno di un meccanico- autista per mantenere efficienti le loro automobili, le uniche esistenti in pratica nella zona di Lovere e circondario e per le quali non esistevano ancora le officine dedicate alla manutenzione e alla riparazione di autoveicoli. Avevano così trovato ed immediatamente assunto Adani, che, ai tempi, lavorava in un’officina di Pallanza, dove era arrivato dazienda fondata il 27 gennaio 1900 a Milano, come Società Milanese d’Automobili Isotta Fraschini & C., ad opera di Cesare Isotta e dei fratelli Oreste, Antonio e Vincenzo Fraschini ai quali si aggregarono Riccardo Bencetti, Paolo Meda e Ludovico Prinetti già comproprietario della Prinetti & Stucchi . Dopo essere stato operaio specializzato per qualche anno presso l’”Isotta Fraschini”, Adani, nonostante la giovane età aveva già una buona esperienza per ricoprire questo incarico, e decise di accettare l’incarico trasferendosi a Lovere con entusiasmo e tanta voglia di fare. L’intraprendenza del giovane ma capace meccanico era tale che dopo due anni passati alle dipendenze della famiglia Gregorini, decise di tentare una attività “in proprio” aprendo presso lo storico Palazzo Ferlendis che sorge sull’attuale via Guglielmo Marconi, tra il Lago d’Iseo e l’antica strada regia, oggi rinominata via Cesare Battisti, un’officina meccanica divenuta presto una fabbrica di biciclette. Dal 1912, diventa attiva la fabbrica di biciclette “Sebino” e, successivamente, dal 1913 al 1915, la catena di assemblaggio delle automobili “A.C.” dalle iniziali di Adani e del socio Cottini, che oltre ad essere entrambi originari di Modena erano anche rappresentanti del brand motociclistico svizzero Moto Rêve, che dal 1904 al 1925, costruiva moto complete e forniva motori ad altre case. La Moto Rêve veniva venduta in Italia a 875 lire e reclamizzata come “Senza rivali in salita”. Una attività di produzione automobilistica all’avanguardia che arrivò a produrre ben settanta autovetture con marcio ‘A.C.’. Montavano un motore a scoppio di 900 cc con soluzioni tecniche e meccaniche d’avanguardia. Almeno trenta esemplari sui settanta totali operarono presso il Regio Esercito Italiano. L’amore di Adani per le automobili “coinvolge” attivamente non soltanto Palazzo Ferlendis ma l’intero territorio ed in particolare la famiglia Gregorini. Anche se non più dipendente, il giovane Antonio rimase infatti in contatto e in ottimi rapporti con gli industriali dell’acciaio al punto da coinvolgerli in un raid automobilistico decisamente eccezionale per l’epoca. Nel 1913 così partirono da Lovere con direzione San Pietroburgo al volante di una Scat, (Società Ceirano Automobili Torino) fu creata nel 1906 da Giovanni Battista Ceirano, uno dei fratelli che furono pionieri dell’industria automobilistica italiana contribuendo anche alla nascita della FIAT nel 1899, per proporre allo Zar Nicola II Romanov di Russia una fornitura di ruote per treni, che già allora venivano prodotte nello stabilimento sebino. L’impresa, sicuramente importante per difficoltà geopolitica e lunghezza chilometrica, ebbe pieno successo anche sotto il profilo commerciale e venne poi celebrata solennemente a Lovere in palazzo Gregorini. Adani scomparse nel 1979.



