seconda e ultima parte
La scarsa socialità e la nota “pigrizia” del koala è dovuta proprio alla sua dieta; un’alimentazione come quella del marsupiale australiano comporta infatti un metabolismo molto basso e per questo il koala rimane immobile per gran parte del giorno, fino anche a 20 ore, la maggior parte delle quali passate a dormire. Il koala adulto, che dalle foglie, dalle gemme, dalle bacche e dalla corteccia dell’eucalipto trae acqua e nutrimento, per digerire questo cibo altamente tossico, deve ricorrere al metabolismo di determinati microrganismi che popolano densamente il suo intestino cieco che è molto sviluppato. Questo segmento intestinale funziona come una sorta di camera di fermentazione, in cui i batteri digeriscono la cellulosa, mentre il passaggio delle foglie viene ritardato in modo tale che gli effetti tossici dell’olio contenuto nelle foglie possano essere neutralizzati. I cuccioli alla nascita, al contrario del koala adulto, non possiedono questo tipo di flora intestinale e riescono a sviluppare i batteri necessari solo attraverso la coprofagia; sono infatti le feci della madre di cui il piccolo si ciba che gli trasmettono i batteri necessari alla digestione. Il koala cibandosi unicamente di foglie, steli, fiori e corteccia di eucalipto ha una dieta altamente specializzata, ma anche molto selettiva; infatti, rispetto alle oltre 300 specie di eucalipto esistenti, il koala ha ridotto le sue preferenze a poche di esse, circa 20, e quando possibile mangia solo cinque varietà tra queste ultime. Se da una parte questa scelta alimentare tanto particolare rappresenta un limite per la diffusione del koala, dall’altra gli permette di evitare competizioni per il cibo con altre specie, preservando così anche la sua scelta di vita solitaria e pacifica.

L’ “home range” o area vitale di un individuo, ossia l’area geografica che un animale utilizza per le attività quotidiane come trovare cibo, acqua, riparo, o per l’accoppiamento, nel koala si sovrappone parzialmente. Questo permette ai maschi e alle femmine di koala presenti nelle stesse zone di incontrarsi durante il periodo dell’accoppiamento e consente al maschio di manifestare il suo dominio sulle femmine che abitano intorno a lui; i koala sono infatti animali “poliginici” e un maschio si accoppia quindi con più femmine. La femmina di koala arriva alla maturità sessuale intorno ai due anni, mentre il maschio, che a quell’età sarebbe già pronto, generalmente aspetta fino circa ai 4 anni; questo perché la competizione per la femmina premia gli individui più grandi e la crescita del koala raggiunge il suo massimo proprio intorno a tale età. I maschi più forti si creano poi un piccolo harem. Una curiosità nella vita amorosa del koala: il fatto di essere un pigro dormiglione, che sappiamo essere una conseguenza di un’importante motivazione fisiologica, nel periodo dell’accoppiamento non viene meno, e a volte rende il koala maschio assai originale e bizzarro nel suo comportamento.

Questo infatti, durante l’accoppiamento, lancia potenti vocalizzi con la funzione di avvertimento agli altri maschi, ma anche per segnalare la propria presenza ed attirare la femmina. Se da questa, però, non ottiene alcuna risposta, non ne fa certo un dramma, semplicemente desiste e torna a dormire. Va da sé quindi che neanche una mancata occasione amorosa sconvolge la vita di questo mammifero che, dovendo risparmiare quanto più possibile le proprie scarse energie dovute al suo lento metabolismo, nonostante le femmine siano ricettive per un lasso di tempo piuttosto breve limitando le occasioni di accoppiamento, riduce al minimo qualsiasi attività non indispensabile, compresi corteggiamenti insistenti o competizioni prolungate. Come è in genere per tutti i marsupiali, anche il koala ha organi sessuali particolari rispetto agli altri mammiferi; la femmina infatti ha due vagine laterali per la fecondazione ed una terza centrale per il parto e due uteri, il maschio invece presenta un pene biforcuto. L’accoppiamento per questa specie avviene nell’estate australe, tra dicembre e marzo, così come le nascite. Il tempo di gestazione del koala, infatti, è assai breve, con una durata che va generalmente dai 25 ai 35 giorni. La femmina partorisce un solo cucciolo alla volta, due in casi rari ed eccezionali, ed infatti nel marsupio ha solamente due capezzoli. Al momento della nascita il cucciolo pesa circa cinque grammi e alto intorno ai due centimetri, è rosa, cieco e “nudo”, poiché completamente glabro. Il piccolo subito dopo il parto si arrampica fino al marsupio della madre, dove si infila alla ricerca della mammella per succhiare il latte, e di solo latte si nutrirà per circa sei mesi.

Tra le 24 e le 30 settimane di vita l’alimentazione del piccolo è poi integrata da una mistura di cibo predigerita dalla madre, sotto forma di feci estremamente liquide, grazie alla quale il cucciolo svilupperà la flora batterica intestinale necessaria ed indispensabile per la sua futura alimentazione. Il piccolo koala è in grado di uscire dal marsupio materno e di affrontare la vita esterna da solo a circa sei/ sette mesi, ma continuerà fino ad almeno dieci mesi a “gravitare” intorno alla madre, o meglio “sulla” madre, che amorevolmente lo trasporterà sulla propria schiena e dalla quale il piccolo, protetto e al sicuro, scoprirà ed imparerà a conoscere il mondo. È intorno al primo anno di età che il cucciolo diventa davvero indipendente ed autonomo, anche se spesso, per un certo periodo, non si allontani troppo dalla madre.

“Ci vuole una certa sensibilità per comprendere i koala. Nonostante la calma apparente sono di indole aggressiva e per niente coccoloni. Maneggiarli è fonte di enorme stress per loro tanto da venire condannato come reato dalla giustizia australiana. I koala sono disinteressati alle dimostrazioni di affetto…” dice ancora la Avallone. Il koala è un animale dalle dolci sembianze, timido, crepuscolare, elusivo, sedentario, solitario, ed anche molto pacifico finché non si invade il suo spazio vitale; può infatti diventare molto aggressivo nel caso si senta minacciato o venga attaccato sia per difendere se stesso che il proprio cucciolo. Quindi, nonostante i koala siano animali dall’indole pacifica, in caso di necessità sanno bene come difendersi, anche attaccando violentemente chi li minaccia, attraverso le loro “armi”: artigli e denti affilati. Tanta e tale è la reazione all’invasione della propria “privacy” che, per esempio, durante le operazioni di salvataggio, gli addetti devono coprire il koala con un telo o una coperta tenendogli ferme testa e arti per poterlo condurre in salvo; successivamente al recupero, se si tratta di un esemplare ferito, questo sarà trasferito in un ambiente caldo, buio e privo di rumori, per assicurargli la quiete necessaria, durante il periodo di guarigione, finché non sarà pronto al reinserimento in natura.

L’immagine del koala “abbracciato” al fusto dell’eucalipto, con lo sguardo dolce ed il cucciolo avvinghiato sulla schiena, dà certo l’idea che questo sia un animale “coccolone”; è invece tutt’altro. Il koala, infatti, non è per niente avvezzo a smancerie ed anche molto diffidente nei confronti del genere umano; la sua indole solitaria ed il suo comportamento alquanto selvatico, lo rendono un animale schivo, restio a farsi avvicinare, accarezzare ed abbracciare, inadatto ad interazioni troppo ravvicinate o all’addomesticamento. Sebbene nelle foreste di eucalipto, i koala abbiano dei possibili predatori come i dingo, alcuni rapaci ed anche alcune specie di serpenti, i rischi maggiori, per la sua vita e la sua sopravvivenza, sono rappresentati e causati dall’uomo. Secondo l’ “IUCN”, la prima e più importante organizzazione a livello mondiale che si occupa di ambiente ed animali e la cui “mission” è quella di persuadere, incoraggiare ed assistere le società di tutto il mondo nel conservare l’integrità e la diversità della natura e nell’assicurarsi che qualsiasi utilizzo delle risorse naturali sia equo ed ecologicamente sostenibile, attualmente lo stato di conservazione del koala è “vulnerabile”.

Nel 2010 l'”Australian Koala Foundation” ha stimato che la popolazione residua di koala nel territorio continentale fosse di circa 80 milaesemplari e ha dichiarato di “credere che i koala potrebbero essere funzionalmente estinti”, ossia non più in grado di svolgere un ruolo significativo nell’ecosistema e non più in grado di procreare adeguatamente in modo da mantenere una varietà genetica atta alla sopravvivenza della specie; per questo la fondazione si è rivolta, con un comunicato ufficiale, alle autorità politiche australiane affinché prendano i giusti e necessari provvedimenti per salvaguardare l’habitat del koala. Le principali minacce per questa specie di marsupiali, sono molteplici, come le nefaste conseguenze del fenomeno del cambiamento climatico, la presenza di specie invasive e i molti troppi incendi degli ultimi anni, purtroppo spesso originati dall’uomo, ed anche lo sviluppo residenziale e commerciale ed il diffondersi di infrastrutture sia stradale che ferroviarie, che si fanno sempre più eccessivi ed incontrollati.

Il koala, il “piccolo orso” che vive abbracciato al tronco delle eucalipto nelle lussureggianti foreste australiane, e’ considerato non solo l’animale emblema di un intero Paese, ma anche un simbolo dal significato profondo che incarna qualità estremamente positive. Il koala simboleggia la calma, l’equilibrio, la protezione, la gentilezza, e rappresenta la necessità di riposo ma anche radicamento e la saggezza interiore. Il koala invita, simbolicamente, a vivere con dolcezza, a prendersi delle pause dallo stress quotidiano e dalla vita caotica, per recuperare le energie e godersi il presente, tutto con una grande forza interiore e silenziosa, una forza tranquilla a cui è associato il benessere psicofisico ed anche il sapersi affidare alle proprie percezioni. I koala sono anche simbolo potente del legame madre-figlio e rappresentano amore, protezione, sicurezza e cura; con il loro delicato, tranquillo e pacifico approccio alla vita, con il loro garbato abbraccio alla natura, sono un esempio e uno sprone per l’uomo ad affrontare la vita e le difficoltà che questa presenta con resilienza, passione e gentilezza. Il koala attraverso il suo simbolismo di calma, protezione, pace, amore e saggezza, rappresenta per l’uomo la guida verso un cammino di pace interiore, di cura ed affetto, e di un legame profondo ed armonioso con se stessi e con la natura. Chiudo questo articolo dedicato al koala, l’animale icona dell’Australia, con una frase di Thatsuane, da Twitter, che mi fa sorridere ogni qualvolta la leggo mentre, giustamente e con ironia, mi chiedo se davvero sia così.
“Il koala passa tutto il giorno appollaiato tra i rami di un albero a sonnecchiare e a mangiare foglioline, scende occasionalmente per passare da un albero all’altro e favorire la digestione. Il koala ha capito tutto”.
