prima parte
“Una foresta bianca e spoglia dalla corteccia ad anelli
Tutta tragica per la luna,
Le montagne nebbiose di zaffiro,
Il caldo silenzio dorato del mezzogiorno.
Verde groviglio di cespugli,
Dove agili liane si attorcigliano,
E le orchidee adornano le cime degli alberi
E le felci il caldo terreno scuro.
Centro del mio cuore, la mia terra!”
Scrive così dell’Australia, suo paese natio, Dorothea Mackellars in “My Country”, la nostalgica poesia del 1908, cantando la bellezza di una terra unica dove la natura si esprime in maniera spettacolare con esemplari di vegetali ed animali straordinari, tra i quali, e forse primi fra tutti, i marsupiali, gli affascinanti ed un po’ misteriosi mammiferi con la “magica tasca” che custodisce la vita. È impossibile pensare all’Australia senza subito richiamare alla mente i marsupiali, quali il canguro o il koala. Quest’ultimo, che appartiene ad una specie endemica del continente australiano, è uno dei simboli più conosciuti ed idolatrati dalle popolazioni indigene come custode della memoria, ed è apprezzato e benvoluto praticamente ovunque per il suo aspetto fisico. Il koala, infatti, che è forse il marsupiale più famoso al mondo, sicuramente il più iconico ed amato, è un paffuto e buffo animale, ghiotto di foglie di eucalipto, un vero dormiglione con lo sguardo estremamente dolce che assomiglia ad una adorabile, tenero, timido, pacifico peluche, e trascorre la sua vita abbracciato ad un albero portando amorevolmente il suo cucciolo sulla schiena.

Il koala o “fascolarto”, termine questo che deriva dal nome della “famiglia” alla quale appartiene, vive, senza particolari esigenze abitative se non quelle di luoghi con clima caldo umido che permetta la presenza di foreste di eucalipto, lungo la costa orientale dell’Australia da Adelaide fino alla costa meridionale che si affaccia sulla Tasmania, e spesso è chiamato “piccolo orso”. In realtà con gli “Ursidi” ha in comune solo le tenere sembianze poiché il koala, “Phascorctos cinereus”, è un mammifero marsupiale arboricolo, unico rappresentante vivente del genere “Phascorctos” e della famiglia “Phascolarctidae”, ed è detto anche “marsupiale arrampicatore”. I marsupiali, “Marsupialia”, sono a loro volta gli unici rappresentanti viventi dei “Metateri”, un clado dei mammiferi, diffusi principalmente in Australia e nelle Americhe, e che si distinguono da tutti gli altri mammiferi esistenti per la loro straordinaria caratteristica: il marsupio, ossia la sacca cutanea che generalmente si trova solo sul ventre delle femmine e nella quale avviene lo sviluppo finale dell’embrione, che nasce immaturo a causa della scarsa funzionalità placentare; embrione che crescerà poi all’interno di questa tasca provvista di mammelle, dove sarà allattato e protetto dalla madre fino al momento in cui non sarà in grado di affrontare il mondo esterno da solo.

Alcune curiosità sull’evoluzione del koala: i fossili di questo marsupiale endemico australiano sono assai rari, ma alcuni, risalenti al periodo del Miocene, sono stati rinvenuti in Australia settentrionale e poiché durante questa era geologica la metà settentrionale dell’Australia era una foresta tropicale, è ovvio e conseguente che l’alimentazione del koala fosse differente da quella attuale; questa si specializzò nella dieta selettiva odierna solo quando le foreste tropicali, a causa dell’abbassamento delle temperature, furono sostituite da quelle di eucalipto. Altri fossili testimoniano che fino a 50.000 anni fa i koala, allora giganti, occupavano anche le regioni meridionali dell’Australia; l’evoluzione di questa specie di mammifero non è ad oggi ancora chiara, ma si ipotizza che il progenitore del koala fosse un marsupiale con le abitudini di scavare tane. Un’altra particolarità e caratteristica distintiva del koala è che questo possiede “impronte digitali”, ed in pochissimi tra i mammiferi al di là dei primati ne sono dotati; le impronte digitali del koala sono sorprendentemente simili a quelle umane, e la struttura delle creste dell’epidermide delle sue mani risulta praticamente indistinguibile da quella dei primati. Questo è quindi uno straordinario esempio di convergenza evolutiva, ossia di quel fenomeno per il quale specie diverse che vivono nello stesso tipo di ambiente o in nicchie ecologiche simili si evolvono sviluppando per selezione naturale adattamenti particolari e determinate strutture che li portano ad assomigliarsi moltissimo. “Il koala passa tre quarti del suo tempo a dormire. Se venisse trasformato in un peluche o in eucalipto, la sua vita non cambierebbe un granché” scrive Fabrizio Caramagna; conosciamo allora meglio il koala per capire chi è davvero ed il perché del suo essere tanto dormiglione. Il suo nome scientifico viene dalla parole greche “phaskolos”, marsupio, e “arkotos”, orso, e dal termine latino “cinereus”, grigio, mentre il suo nome comune deriva dalla parola “gula” in lingua daruk, un dialetto australiano ormai estinto, e che significa letteralmente “colui che non beve” ed usato per riferirsi al fatto che il koala beve pochissimo in quanto assume tutti i liquidi necessari quasi esclusivamente dalle foglie di eucalipto, che sono la sua primaria ed unica fonte di cibo.

I koala hanno grandi orecchie circolari, ricoperte di un fitto strato di pelo; la forma della testa e del muso è arrotondata, con il naso nudo, nero e leggermente schiacciato, e gli occhi scuri caratterizzati da un espressione dolce e vivace. La sua pelliccia è lunga, lanosa, morbida e grigia, e nella parte frontale all’altezza del petto presenta alcuni ciuffi di colore bianco, così come anche all’interno delle zampe anteriori, vicino alle orecchie e sulla parte bassa della schiena. La forma del corpo è tozza e si differenzia leggermente in base alle latitudini. I koala delle zone più settentrionali dell’Australia, infatti, sono in genere più piccoli, con un peso medio di circa sei chilogrammi, rispetto a quelli degli stati più meridionali, che raggiungono anche i dodici chili; l’altezza invece è generalmente per tutti e ovunque tra i 60 e gli 85 centimetri. La specie, nelle dimensioni fisiche, presenta un notevole dismorfismo sessuale, con i maschi che sono circa il 50% più grandi delle femmine. Curioso è che la parte posteriore del tozzo corpo del koala, che è sprovvisto di coda, è caratterizzata da una zona cutanea particolarmente dura che permette a questo marsupiale di sedersi sui rami degli eucalipti e di stare a lungo seduto senza risentirne. Il koala, vera e propria mascotte del continente australiano dalle tenere sembianze, ha zampe molto forti con artigli affilati e dita prensili che gli permettono di afferrare saldamente i rami su cui si muovono e vivono; scende a terra di rado e solo per necessità, generalmente per cambiare albero, si sposta molto lentamente, ma se infastidito in qualche modo è in grado di darsi ad un galoppo saltellante che può raggiungere la velocità di 30 chilometri orari. I koala non hanno vista eccellente, ma hanno un ottimo udito ed un altrettanto sviluppato senso dell’olfatto, molto utili a rilevare i propri simili e le piante di eucalipto a distanza.

Una caratteristica particolare, curiosa e distintiva della specie, è la ridotta dimensione del loro cervello rispetto alla media dei mammiferi; secondo uno studio pubblicato nel 1990 su “Australian Mammalogy”, un importante rivista accademica che si occupa della ricerca sulla biologia dei mammiferi australiani sia nativi che introdotti, un koala di otto chili avrebbe un cervello del peso medio di 19,2 grammi. Il maschio del koala, oltre ad avere dimensioni quasi doppie rispetto alla femmina, ha il muso più ampio e lungo ed il naso più grande, ed è anche dotato di una particolare ghiandola sul petto, assente invece nella femmina, che secerne un liquido chiaro, oleoso e muschiato, e che, attraverso il suo sfregamento sugli alberi, gli permette di segnalare la propria presenza. Il koala, che per definizione è un mammifero marsupiale arboricolo, passa quasi tutta la sua vita sugli alberi di eucalipto ed ha abitudini per lo più crepuscolari e notturne; di tanto in tanto “si muove” anche durante il giorno e generalmente lo fa se disturbato o se le temperature che cambiano, diventando troppo alte o troppo basse, lo inducono a cambiare albero. Il koala comincia a mangiare verso sera, cibandosi di foglioline e gemme di eucalipto e arrivando a consumarne anche fino a mezzo chilo; la masticazione dei koala è estremamente lunga, e l’animale inghiotte il cibo solo dopo averlo ridotto ad una pasta finissima grazie alle sue potenti mascelle. Una curiosità: l’albero di eucalipto non solo è il luogo privilegiato di vita del koala e la sua unica fonte di cibo, ma all’eucalipto si deve anche il caratteristico profumo balsamico del mantello di questo marsupiale; gli oli essenziali di questo albero infatti ne impregnano il morbido pelo. Questa gradevole profumazione non è solo un fattore estetico, ma è anche utile alla vita del koala poiché rappresenta un’ottima protezione contro i parassiti.

Un’altra particolare caratteristica del koala per lui molto importante è che la sua grigia pelliccia, oltre ad essere lunga, morbida e profumata, è anche idrofoba e, facendo sì che l’acqua gli scivoli addosso, gli permette di rimanere sugli alberi anche quando piove. Una nicchia ecologica è una locuzione che indica il ruolo di una specie o di una popolazione all’interno di un ecosistema, determinando quindi l’insieme di modi di vivere, strategie di sopravvivenza, esigenze alimentari, territoriali, e tutte le condizioni fisiche, chimiche e biologiche che ne permettono l’esistenza in quel particolare habitat. Per definizione la nicchia ecologica esiste solo se una specie la occupa. Il koala occupa e quindi fa esistere una nicchia ecologica ben precisa; questo marsupiale basa infatti la propria alimentazione su un solo tipo di vegetale, l’eucalipto, sul quale tra l’altro vive trascorrendo praticamente tutta la sua esistenza abbracciato al suo fusto, le cui foglie, poverissime di proteine e grassi, sono ricche di fenoli e terpeni. Per molte specie animali queste sostanze sono tossiche, ma non per il koala, che invece riesce a digerirle grazie ad un apparato digerente molto particolare; questo marsupiale ha infatti il fegato capace di disattivare le tossine presenti nel vegetale mangiato ed ha un intestino adatto a trarre quanto più nutrimento possibile da questa poverissima dieta. I koala hanno una scarsa vita sociale. Il solo motivo per il quale scendono da un albero durante le uniche quattro ore di veglia in una giornata è per cambiare le foglie a disposizione” afferma Alice Avallone docente di “Data Humanish” presso la “Scuola Holden” di Torino e dirigente dell’osservatorio di antropologia digitale “Be Unsocial”.
