In questo periodo storico di incertezza politica, dettata dal logorante conflitto tra Russia e Ucraina, l’infinita rivalità tra Israele e praticamente tutto il medio oriente, la rivendicazioni politiche e territoriali che contrappongono gli Stati Uniti d’America a chiunque passi per la testa di Donald Trump, un gravissimo evento è accaduto di soppiatto senza essere illuminato dai fari dei mass media internazionali. Il 24 ottobre dello scorso anno infatti, come testimoniano le uniche immagini a noi disponibili, riprese dalla dashcam del diretto interessato, è stato fermato e probabilmente tratto in arresto dalla polizia americana, Randy “R Dub!” Williams, il sultano dello Slowjamastan, una micronazione non riconosciuta dalle Nazioni Unite, situata nell’Imperial County della California del sud, Stati Uniti. Questa repubblica, fondata l’1 dicembre del 2002, ha un territorio prevalentemente desertico di circa quattro ettari e mezzo, regolarmente acquistato per la cifra di 19mila dollari americani ed è ubicata lungo la Route 78 tra Ocotillo Wells e la contea di San Diego. È facilmente riconoscibile grazie ad un gigantesco cartello che ne segnala la presenza, oltre che ad un posto di controllo di frontiera che da accesso alla capitale Dublândia, dove hanno sede anche gli uffici del sultano. Benchè sulle carte sia descritta come una repubblica, la forma di governo preferita è la dittatura che,, solo occasionalmente può cambiare in repubblica, sostenuta da un parlamento virtuale.

Come ogni stato che si rispetti ha le sue leggi che includono alcuni divieti sui quali non è possibile transigere: indossare le Crocs, ascoltare il mumble rap, appoggiare i piedi sul cruscotto e mangiare strisce di formaggio mordendole. La moneta corrente è il duble, mentre il passaporto si caratterizza per le citazioni di alcuni artisti hip hop al suo interno. La popolazione attuale è di circa 19 mila persone e per richiedere la cittadinanza, così come qualche carica statale, è sufficiente riempire un modulo online sul sito ufficiale. L’idea di fondare una nazione venne nella testa dell’attuale sultano, all’anagrafe americana Randy Williams, professione dj radiofonico, dopo aver visitato tutti i 193 stati riconosciuti dalle Nazioni Unite (non si capisce in realtà se sia riuscito anche a visitare il Turkmenistan) e dopo essere venuto a conoscenza della repubblica di Molossia. Quest’altra micronazione, che ora risiede in un fazzoletto di terra nel bel mezzo del deserto del Nevada, fu fondata da James Spielman e Kevin Baugh nel maggio del 1977, inizialmente con il nome di Grande Repubblica di Vuldstein, poi mutato in Regno di Edelstein nel 1980, quindi regno di Zaria nel 1988. Inizialmente non aveva un territorio specifico, ma col tempo, mutando anche la sua forma di governo, ha trovato radici nello stato del Nevada, acquisendo il definitivo status di repubblica con il preciso scopo di unire le micronazioni ed estendere la loro presenza nel mondo delle micronazioni. Sembra un gioco di parole, ma per seguire questa linea politica, ha creato nel 2000 i primi giochi olimpici intermicronazionali, ha sponsorizzato ed ottenuto la concessione del Norton Day (8 gennaio) una festività internazionale per le micronazioni, fondando in parallelo il Norton Award, il premio per le eccellenze nelle micronazioni. Nel 2001 ha ospitato la prima esposizione mondiale intermicronazionale, mettendo in mostra tutte le micronazioni del mondo. Le sue principali leggi includono il divieto assoluto di far scoppiare una bomba atomica nel proprio territorio, pena una multa di 500 valora, la moneta locale e quello di suonare strumenti a percussione all’interno dei bagni. In compenso è garantita a tutti la luce del sole. Per questioni di preservazione della fauna locale, non è possibile possedere trichechi o carpe, perchè considerati animali alieni. Una curiosità: se fino adesso vi è sembrato tutto normale, è che la Molossia è uscita vincitrice da un conflitto armato contro la Repubblica del Mustachistan, guidata dal sultano Ali-Ali Achsenfree mentre risulta essere ancora in guerra contro la Germania dell’Est dal 2 novembre del 1983.

Cose che possono succedere solo in America, verrebbe da dire, ma abbiamo esempi di micronazioni anche in Europa, basti pensare alla Repubblica Popolare di Kugelmuegel, una struttura di forma sferica oggi parcheggiata nel Leopoldstadt Park di Vienna, che ho personalmente visitato nel 2024 o al principato di Filettino, in realtà un borgo nel frusinate, autoproclamatosi stato indipendente in segno di protesta contro la politica di accorpamenti dei comuni sotto i mille abitanti nel 2011. Per non menzionare poi il Principato di Seborga in provincia di Savona, le cui vicissitudini sono raccontate in una pagina di wikipedia scritta in ben 29 lingue compreso il ligure, ma non l’italiano!
Scorrendo la lista delle micronazioni ce n’è davvero per tutti i gusti e per tutte le latitudini, un modo per scoprire come tra la goliardia e l’estrema necessità di affermare le più microscopiche diversità, ci sia un mondo ancora tutto da esplorare e conoscere.
Nel mentre, se qualcuno di voi ha notizie del sultano dello Slowjamastan, può fare un post con l’hashtag #FindTheSultan prima che a qualcuno oltreoceano venga la malsana idea di bombardarci.
