seconda e ultima parte
“La farfalla non conta gli anni ma gli istanti: per questo il suo breve tempo le basta”. Così si espresse lo scrittore poeta e filosofo indiano Rabindranath Tagore a proposito della durata di vita della farfalla, che è generalmente una vita assai breve, molto breve, rispetto a quella della maggior parte degli esseri viventi; la vita media di una farfalla è comunque variabile da specie a specie e dipende anche da diversi fattori, come la qualità del nutrimento e le condizioni ambientali e climatiche in cui si trova. Alcune specie di lepidotteri hanno una vita brevissima, anche di sole poche ore o un solo giorno, e non si spostano mai dal luogo in cui nascono; altre, invece, hanno una vita più lunga, anche fino ad un anno, e compiono anche lunghi viaggi, migrando da un continente all’altro, alla ricerca di cibo e aree idonee per la riproduzione. Per quanto riguarda habitat e distribuzione, le farfalle sono diffuse pressoché dappertutto nel mondo, e si trovano ovunque nei vari ambienti terrestri, dal mare ai monti. Le farfalle come tutti gli organismi ectotermi, ossia quegli animali la cui temperatura corporea non è autoregolabile ma dipende dall’ambiente esterno, sono molto sensibili alle variazioni climatiche, che influenzano la loro fisiologia, il loro comportamento ed anche la distribuzione e le dinamiche di popolazione. Il fenomeno del cambiamento climatico rappresenta quindi un grande problema per la farfalla, così come per moltissimi altri animali che sono costretti a modificare le loro abitudini e luoghi di vita rispetto alla normalità, in particolare per quelle specie che non riescono ad adattarsi con la stessa velocità.

Le farfalle specializzate, ossia quelle che dipendono da specifici habitat o risorse alimentari, sono a rischio maggiore rispetto alle specie generaliste, che riescono a vivere in una varietà di ambienti. La fenologia, che è la scienza che studia le manifestazioni cicliche della vita di piante e animali in relazione ai fattori climatici stagionali, occupandosi dell’analisi, della classificazione e della registrazione dei fenomeni e degli eventi rilevanti nello sviluppo di vegetali e di organismi animali con particolare attenzione a quelli ectotermi, evidenzia come il “timing” delle attività stagionali delle farfalle sia profondamente influenzato dal riscaldamento globale. Questo, infatti, può portare ad anomalie nelle consuetudini della vita di molte specie di farfalle, come le anticipazioni della data di volo e della riproduzione, che potrebbero a sua volta causare discrepanze tra la loro biologia e la disponibilità delle risorse; ad esempio se le piante ospiti o i fiori di cui si cibano non si sviluppano con lo stesso ritmo di cambiamento, le farfalle avranno difficoltà a trovare nutrimento o luoghi adatti alla deposizione delle uova. A seguito di ciò, è molto importante la gestione degli habitat della farfalla. Mantenere o creare bio-corridoi, o corridoi ecologici, per connettere tra loro popolazioni biologiche altrimenti separate da varie attività umane, è necessario e fondamentale per la salvaguardia delle farfalle e consentire loro la migrazione verso aree migliori e più adatte; molto importante è anche intervenire tutelando gli habitat già esistenti ed adottando pratiche agricole sostenibili che possano favorire e proteggere le varie popolazioni di farfalle, e garantire così che possano continuare a svolgere il loro “ruolo ecologico” nonostante le rapide modificazioni ambientali e climatiche.

I lepidotteri sono molto importanti poiché costituiscono degli ottimi “bioindicatori”; la loro presenza od assenza in determinate zone rappresenta, infatti, un segnale importante della salute dell’ambiente in questione, dal momento che la vita del lepidottero è strettamente connessa, se non completamente dipendente, in ogni sua fase di sviluppo con il luogo in cui vive. Interessante è che lo studio della farfalla, delle sue varie specie ed in generale del lepidottero, ha contribuito alla scoperta di numerosi meccanismi biologici che sono alla base di processi produttivi ed ecologici responsabili della biodiversità oggi esistente sulla terra. Tutte le farfalle sono “colore”, sono eleganti ed affascinanti, vere e proprie opere d’arte che volano, ma c’è una farfalla del tutto diversa dalle altre, una farfalla dall’aspetto unico e straordinario, la “Greta oto” o “farfalla di vetro”. La farfalla dalle ali di vetro è un lepidottero della famiglia delle “Nymphalidae” diffusa nelle zone tropicali dell’America centrale, tra il Messico e Panama, ed ha le ali trasparenti con i soli bordi colorati, generalmente opachi e marrone scuro, a volte con striature rosse ed arancioni. Questa peculiarità della “Greta oto”, oltre ad essere un meraviglioso e strabiliante fattore estetico, è anche un’ottima arma di difesa poiché la rende difficile da individuare dagli uccelli predatori. Anche il colore delle larve della “Greta oto” è diverso e particolare: verde, fluorescente e trasparente, ed è anch’esso una protezione per la futura farfalla, poiché, riflettendo i colori del bosco in cui vive, quasi a sembrare una foglia o una goccia di rugiada, confonde i predatori. Anche la crisalide della farfalla “glasswinged” è verde, fluorescente e trasparente come il bruco, ma quando la farfalla è pronta ad uscire, la pupa cambia colore e si fa grigia con i contorni scuri, lasciando intravedere al suo interno la farfalla stessa.

“La farfalla, questo enigma colorato, nato dall’incontro di un fiore e di un angelo” Fabrizio Caramagna. La farfalla è ovunque e da sempre riconosciuta e considerata un simbolo positivo di trasformazione, rinascita, leggerezza e libertà; la sua metamorfosi, da bruco strisciante a meravigliosa creatura alata, in molte culture rappresenta il rinnovamento spirituale, la resilienza, il coraggio del cambiamento e l’immortalità. Le farfalle sono un potente simbolo di gioia, speranza e amore, e in diverse culture, sono ritenute anche messaggere tra il mondo terreno e quello spirituale. Nel mondo occidentale la farfalla rappresenta la rinascita, il coraggio e la speranza, ed in particolare per il cristianesimo rappresenta la resurrezione; in Giappone è simbolo di femminilità e di buon auspicio, mentre in Messico rappresenta il soffio vitale e al contempo l’ultimo respiro. In qualsiasi modo si voglia considerare e rappresentare la farfalla dal punto di vista simbolico e spirituale, è certo che questa rappresenta uno degli esempi più belli, spettacolari ed affascinanti della grandiosità di Madre Natura e della sua capacità di dar vita a creature straordinarie. Chiudo questo articolo dedicato alla farfalla con una frase di Haruki Marakami, scrittore giapponese contemporaneo, che esprime con poche parole, estremamente appropriate e, per me, anche un po’ malinconiche, ciò che è la farfalla e la sua vita.
“Le farfalle hanno una grazia incantevole, ma sono anche le creature più effimere che esistano. Nate chissà dove, cercano dolcemente solo poche cose limitate, e poi scompaiono silenziosamente da qualche parte”
