Un articolo di Vanity Fair di quasi dieci anni a firma di Tommaso Clavarino segnalava come in alcuni paesi dell’Africa subsahariana si stessero sviluppando a ritmo vertiginoso le chiese cristiane protestanti, a capo delle quali si ponevano alcuni cosiddetti profeti dalle dubbie, almeno per noi, qualità morali. Questi personaggi infatti, a riprova della loro bontà e delle loro capacità profetiche, sfoggiavano enormi ricchezze. Un esempio su tutti, citato dal giornalista stesso, è un certo Daniel Obinim che, poco più che quarantenne, ha fondato un vero e proprio impero, con la sua International God’s way Church, facendo bella mostra di venti case, otto Range Rover, cinque SUV, tre Chrysler ed un certo numero di bus con i quali accompagna i suoi fedeli nelle sue chiese, tra le più grandi della nazione, ad Accra, Kumasi e Tema.

Viene da chiedersi come sia possibile, in un paese non proprio ricchissimo, poter accumulare tanta ricchezza, sfruttando una religione, come quella cristiana, che fa della povertà e della carità i suoi punti forti. Il segreto si nasconde nel metodo di predicazione: sfruttando le debolezze di una popolazione estremamente povera ed in cerca di benessere materiale, ancor prima che spirituale, oltre ad un notevole carisma, il predicatore usa come arma la lettura e l’interpretazione letterale della Bibbia per la quale, grazie ad una visione puramente meccanicistica, la benedizione di Dio si misura nella quantità di benessere dimostrabile in vita. Per farla facile: essere benestanti significa seguire la legge di Dio, essere ricchi vuol dire essere dei veri e propri campioni della fede. Poco importa poi se Obinim o chi come lui, si trascina dietro alcune accuse di violenze, anche a danno di minori, per loro parlano i fatti che elencano la costruzione di ospedali, scuole, centri di assistenza, servizi che servono ad attirare fedeli e soldi che inevitabilmente transitano e ristagnano nelle loro tasche. Per convincere ancor di più gli adepti della veridicità della loro missione, spuntano miracoli che, in una zona del mondo dove ancora si può morire per malattie da noi più innocue, fanno la differenza. Alla luce di questo non deve stupire il fatto che negli ultimi giorni circolino dei video su un presunto pastore (sudafricano), che pretende di guarire i malati, sedendosi sul loro volto e facendogli sentire (in tutti i sensi) i suoi peti. Gli apostoli e Gesù stesso avvisarono i primi cristiani che falsi messia sarebbero sbucati dal nulla, convincendo le masse con miracoli di ogni sorta, ma credo che questo, dotato di aerofagia curativa avrebbe sorpreso anche loro, strappandogli magari un sorriso.

L’ultimo in ordine di tempo, di questi guru in salsa cristiana, sempre in Ghana, si fa chiamare Ebo Jesus o Igbo Noah e sostiene di essere stato contattato da Dio in persona, che gli avrebbe ordinato di costruire alcune arche in vista di un nuovo diluvio universale, che sarebbe dovuto avvenire il 25 dicembre dello scorso anno. Di arche ne ha costruite ben otto, grazie ai fondi ricavati dalle donazioni ricevute anche attraverso i numerosi video, specialmente su TikTok, in cui lo si poteva vedere intento a martellare sugli scheletri di alcuni vascelli, oppure immerso in letture sacre o sermoni dal tenore catastrofico. Natale è passato e naturalmente del diluvio non si è vista nemmeno una goccia, e il nostro personaggio ha subito messo una toppa alla questione, affermando che Dio ha misteriosamente cambiato idea, rimandando la catastrofe a data da destinarsi. Ciò che non è passato inosservato è invece il fatto che Igbo Noah, seppur vestito sempre del solito sacco stile san Francesco, si è fatto immortalare alla guida di una Mercedes nuova di zecca, comprata coi soldi destinati alla salvezza del mondo. Giusto in questi giorni qualcuno ha bussato alla sua porta e non si è trattato di qualche angelo pronto a recapitargli la nuova data del diluvio, ma della polizia che lo ha arrestato per truffa.

Se questa storia da una parte ci farà sorridere, dall’altra deve farci riflettere su come sia facile manipolare la coscienza delle persone, specie oggi che, con i mezzi di comunicazione, possiamo raggiungere davvero chiunque nei punti più disparati del pianeta. Le persone, oggi più che mai, sentono la necessità di riempire un vuoto emotivo e di speranza e il primo ciarlatano che passa, dotato di una buona parlantina e di un po’ di carisma, può facilmente colmarlo. Anche noi occidentali, che ci riteniamo più colti e istruiti di altri, possiamo cadere in simili tranelli, per cui è nostro dovere usare la testa di fronte a quello che ci passa davanti agli occhi ed alle orecchie. Wanna Marchi è sempre dietro l’angolo.
