Fino ad un paio di decenni fa il mondo delle scommesse era legato quasi esclusivamente a poche categorie di eventi: il totocalcio, le corse dei cavalli, le estrazioni del lotto e la lotteria in generale erano le principali. Oggi, al contrario, specie con l’esplosione delle connessioni internet, è possibile scommettere praticamente su tutto. Negli ultimi anni il volume di denaro spostato ha raggiunto delle cifre monstre, piazzando il mercato italiano in cima a quelli europei e mondiali. Si stima che nel 2025 siano stati spesi più di 170 miliardi di euro pari a circa l’8 per cento del PIL nazionale, più di quanto lo Stato spende per la sanità pubblica. Nel 2024 il gioco fisico è stato di quasi 65 miliardi di euro mentre quello online ammontava a 92 miliardi. Sono cifre da capogiro, ma la curiosità più incredibile sorge nel constatare chi occupa il podio nella classifica delle città italiane con la cifra di denaro pro capite giocata on line: Isernia, con più di 6800 euro pro capite. La Campania invece è la regione dove si aprono più conti gioco online con oltre 800 mila nuovi conti solo nell’ultimo anno.
Su cosa scommettono di più gli italiani? Le giocate si dividono principalmente in tre grosse categorie: casinò online e slot machine, scommesse sportive, gratta e vinci e lotto. Nel primo caso giochi come “The book of Ra” o “Gates of Olympus” sono quelli che tirano per lo più il mondo delle slot machine virtuali, seguono a ruota i “live casino” con giochi con croupier dal vivo o i “Game show” che uniscono gioco e intrattenimento spettacolare. Le scommesse sportive, che crescono al ritmo del 20 per cento annuo, vedono in testa quelle sul calciche assorbono almeno il 60/70 per cento delle giocate totali. I campionati più seguiti sono la Serie A, la Champions League e la Premiere League. Un gradino più sotto figurano le scommesse live ovvero quelle che seguono l’andamento delle partite cercando di indovinare il prossimo gol, cartellini o calci d’angolo. Chiudono le scommesse sul basket e il tennis, complice quest’ultimo il successo di un certo Jannik Sinner.
Questo il panorama italiano, ma se ci spostassimo all’estero, il mondo delle scommesse sarebbe aperto a più campi specialmente se ci infiliamo in quello degli sport. Potremmo così puntare sulle corse dei cavalli, dei cani, dei cammelli, delle macchine, delle moto, su tutto ciò che si muove che appartenga al mondo degli animali o delle macchine. Qual è però l’evento più inusuale sul quale qualcuno ha avuto il coraggio di puntare dei soldi?
Nell’aprile del 2025, l’Hollywood Palladium di Los Angeles è stato il teatro della prima corsa di spermatozoi, ideata da una startup chiamata Sperm Racing, per sensibilizzare le persone sul declino della fertilità maschile. Due campioni di sperma, prelevati da due differenti donatori, sono stati inseriti in un micro circuito di vetro all’interno del quale gli spermatozoi sono stati osservati con dei potenti microscopi e le loro evoluzioni trasmesse su dei grandi maxischermo. Il pubblico era composto da circa mille spettatori che hanno pagato un biglietto per assistere dal vivo, mentre si stima che centomila persone abbiano visualizzato l’evento su YouTube. Le scommesse hanno superato i trecentomila dollari mentre i ricavati, dovuti ai finanziamenti che l’evento ha attirato, ha superato il milione e mezzo di dollari. Per fornire alcune indicazioni di base utili a indirizzare gli scommettitori su un candidato piuttosto che un altro, sono stati mostrati alcuni biomarker come la concentrazione e la velocità media degli spermatozoi. La competizione è stata vinta dallo studente Tristan Wilcher, non a caso soprannominato “Milker” che si è aggiudicato un premio di diecimila dollari più un trofeo, naturalmente a forma di spermatozoo.
Giusto per riportare le cose nella giusta dimensione, ciò che avviene in natura non è una vera e propria corsa perché, nello specifico, non è lo spermatozoo più veloce a “vincere” la gara ma quello che più vicino al momento della competizione e poi, comunque vadano le cose, è sempre l’ovulo che decide chi accogliere o no tra le sue braccia. Come al solito sono sempre le donne a decidere.
