foto di Silvia Meacci
National Geographic porta in mostra a Firenze le foto e i video di David Doubilet, esploratore dei fondali marini e massimo esponente della fotografia subacquea. A 79 anni continua a immergersi e a immortalare meraviglie inimmaginabili per mostrare la vitalità degli oceani. Ha cominciato nel 1971 a collaborare per il National Geographic, ha pubblicato dodici libri e ha inventato la tecnica dell’over/under, per catturare simultaneamente ciò che avviene sopra e sotto la superficie del mare. Le foto esposte a Villa Bardini non mostrano solo la bellezza, ma anche la fragilità degli ecosistemi sottomarini. Merita soffermarsi a vedere la ricchezza della natura: l’effetto è di stupore e riflessione. Come può il genere umano provocare guerre, perpetrare ingiustizie, minacciare l’ambiente, circondarsi di tanta artificialità, quando il nostro pianeta può offrire pace, naturalezza, meraviglia e candore? È emozionante osservare le geometrie armoniche dei banchi di pesci, il drago marino che scandaglia la foresta di kelp, la foca mangiagranchi che riposa sul ghiaccio, i nudibranchi colorati e vistosi, apparentemente innocui, ma attrezzati a difendersi, gli squali pinna nera che pattugliano il margine della barriera corallina e il giovane carangide che si nasconde dietro una medusa per nuotare in sicurezza.

Doubilet ci racconta i fondali di ogni parte del mondo: Cuba, Georgia del Sud, Groenlandia, Golfo di San Lorenzo, Caraibi, Indonesia, Filippine, Australia, Papua Nuova Guinea. Assieme a sua moglie Jennifer Hayes, biologa marina e fotogiornalista, ci mostra le conseguenze del cambiamento climatico e i rischi per le barriere coralline, dovuti all’acidificazione e all’arrivo di specie invasive. Vive la speranza nel vedere che alcuni coralli sono resilienti: grazie a barriere donatrici, si tenta la riproduzione per riparare allo sbiancamento. Si attua la semina con larve di corallo e le si proteggono con coperture. Anche la situazione dei ghiacciai è delicata: quale sarà il futuro delle foche senza più pack, già ridotto in maniera evidente nel Golfo del San Lorenzo?

La presenza invadente della plastica minaccia gli animali marini, che accidentalmente ne ingeriscono frammenti (ricordiamo l’esistenza di isole di plastica la cui estensione genera sgomento). Di forte impatto è poi la foto di Doubilet (antecedente al 2022, anno in cui è cambiata la legislazione in merito) che documenta la mattanza dei delfini in Giappone. La pesca eccessiva e perfino la consuetudine controversa di nutrire gli squali balena per permettere ai turisti di nuotarci insieme, sono contro natura.

La National Geographic Society ha aderito alla campagna globale 30×30, attivata per proteggere il 30 per cento degli oceani e delle terre entro il 2030.
Visitare la mostra è una pausa dalla quotidianità, un’occasione per riconnettersi con la natura e il cuore pulsante degli oceani.
Oceani
Fino al 12 aprile 2026
Aperto tutti i giorni tranne il lunedì
Orario: dalle 10.00 alle 19.30
Ultimo ingresso: un’ora prima della chiusura
Aperture straordinarie: 8 dicembre, 26 dicembre, 29 dicembre, 31 dicembre (con chiusura anticipata ore 16.00), 5 gennaio, 6 gennaio 2026. La mostra sarà chiusa il 25 dicembre.
