foto di Silvia Meacci
Il Museo Stibbert, ricca collezione di dipinti, mobili, porcellane, ma soprattutto di armature e finimenti islamici, europei e giapponesi, si arricchisce ulteriormente con la nuova biblioteca che finalmente ha trovato una sistemazione adeguata alla portata del suo contenuto. Le due nuove sale nelle ex scuderie sono meno appariscenti rispetto alla villa o al parco, ma rappresentano il cuore del centro museale, poiché ospitano anche gli uffici. Dal 21 novembre la biblioteca con le sue innumerevoli pubblicazioni sulle arti applicate è accessibile agli studiosi e potrà essere utilizzata per convegni e conferenze. È un traguardo significativo raggiunto grazie alla passione e alla competenza di tutto lo staff, nonché al supporto della Fondazione Cassa di Risparmio e al comune di Firenze, proprietario dell’immobile. L’assessore alla cultura Giovanni Bettarini durante l’inaugurazione ha affermato: “Tali occasioni rappresentano l’impegno continuo sul recupero del patrimonio immobiliare e culturale. Si tratta di luoghi della storia, giacimenti preziosi di informazioni, strutture portanti della cultura su cui si rende necessario investire”. La biblioteca riunisce il fondo corrente con le opere acquisite dal museo dopo il 1906 e tutti i libri di Stibbert. Questi ultimi furono riuniti dopo la sua morte in grandi armadi e riordinati da Alfredo Lensi.

Simona di Marco, vicedirettrice dal 1989, ha raccontato di aver iniziato a schedare i volumi già nel lontano 1979 ( nel 1992 fu pubblicato il catalogo delle opere ) e vedere oggi i volumi finalmente sistemati rappresenta per lei una fonte di grande soddisfazione.”Quando la villa, qui a Montughi, era ancora abitata, i libri erano distribuiti in tante stanze”, ha spiegato. “Nella Sala della Libreria erano posti quelli di rappresentanza: i classici, i grandi autori. Poi c’erano i libri di lettura, anche romanzi di appendice francesi, e inoltre un nucleo di libri documentativi di Stibbert. Frederick, si sa, leggeva poco, ma era un fenomenale elaboratore di immagini della storia del costume civile e militare. I libri erano rilegati, sempre curati ed esteticamente in buone condizioni”. Forse la più prestigiosa opera della libreria Stibbert fu acquistata da Sotheby’s: è costituita da sette grandi volumi in folio, raccolti dal collezionista Richard Bull: 2922 stampe e 631 disegni raffiguranti costumi di varie epoche e di ogni area geografica del mondo. Tra questi si trova una raccolta di acquerelli di costumi di gran parte dell’Europa ai tempi di Carlo V, cui il museo ha dedicato una riedizione completa di saggi esplicativi.

