Diverse ricerche scientifiche, effettuate nel 1992 e nel 1994, specialmente ad opera del famoso neuroscienziato Simon LeVay, hanno indagato il fenomeno dell’omosessualità tra i montoni, ma solo nel 2002, alcuni ricercatori della Health & Science University dell’Oregon, partendo dal riscontro di alcune differenze nella struttura cerebrale dei montoni omosessuali rispetto a quelli eterosessuali, hanno stabilito che l’8-10 per cento di questi animali è gay, mentre il 18-22 per cento è bisessuale. I maschi che preferiscono accoppiarsi solo con i loro pari, non sono per nulla attratti dalle femmine nel loro periodo di fertilità e conservano questa abitudine per tutta la vita. Non c’è da stupirsi di questo fatto, perché è stato osservato come in più di 1500 specie animali, mammiferi, insetti e uccelli compresi, l’omosessualità sia una realtà da sempre. Quando però un montone vive all’interno di una fattoria o di un allevamento, non contribuire alla crescita demografica del gregge può significare solo una cosa, il macello. In Germania più precisamente in una fattoria di Löne nel Nord Reno Westfalia, il pastore Michael Stücke, membro dell’Associazione Gayfarmer, ha avuto l’idea di sottrarre questi animali dalle grinfie dei macellai, per metterli a pascolare nei suoi campi e dalla lana ottenuta produrre un filato dal nome inequivocabile: Rainbow wool.

Questo prodotto è utile per la creazione di abiti, lacci per le scarpe, ricami industriali, insomma lo si può utilizzare per tutti quegli scopi per cui è previsto l’uso di lana proveniente da normalissime pecore. Il ricavato delle vendite sotto questo marchio va ad alimentare l’LSDV+, una ONG ad orientamento LGBTQ+, che si prefigge di promuovere i diritti queer in quei paesi dove l’omosessualità non è ancora riconosciuta e viene considerata una disgrazia sociale, se non addirittura un reato, per il quale è prevista la pena di morte. Micheal Stücke, nel sostenere la sua idea, ha pensato anche di lanciare una linea di adozione per le pecore al fine non solo di salvarle dall’industria della carne, ma anche per incrementare la produzione di filati di lana. Come è ovvio pensare, la creazione di questo marchio strizza l’occhio alle grandi firme, appellandosi ad una maggiore inclusione per le persone con diversi orientamenti sessuali e la cosa non è passata inosservata, tanto che due stilisti tedeschi, stanno già lavorando ad una linea di haute couture a marchio Rainbow Wool.

Anche il mondo dello spettacolo ha drizzato le antenne e il frontman del gruppo pop rock Tokio Hotel, Bill Kaulitz, non si è lasciato scappare l’occasione di adottare due montoni di nome Karl e Wolli. Entrando nel sito della società è possibile vederlo indossare con orgoglio delle tutine attillate, in stile Freddy Mercury o David Bowie nei primi anni della loro carriera, cosette da mettere tutti giorni per andare a fare la spesa. Adottare un montone gay è molto semplice, basta andare sul sito, cliccare il link indicato e, per cifre che partono dai 35 dollari a salire, si può procedere scegliendo l’animale che più ci ispira, facendosi guidare dal loro muso o dai loro nomi, tra i quali spiccano: Cowboy Joey, Falaschi Bauschi, Franz Kafka, Fridolin van Schaaf, Hansi, Hildi Eriksson, Horny, Hidefix, Jean Woll Gaultier, Karl, Määhhmet, Madonna, Mark Renton, Marvin Gay, Max Socke, Piccolo, Prince Wolliam, Rakete, Wolle Petri, Wolli, Wolli Wonka.

Inizialmente abbiamo parlato di montoni, per poi includere anche le pecore, ma se per i maschi è facile intendere la loro omosessualità, come si può fare con le femmine? Esistono pecore lesbiche? Esistono grossi problemi di osservazione e per questo l’omosessualità nelle pecore è molto meno studiata, ma se diamo per assodato che circa l’8-10 per cento degli ovini maschi è gay possiamo dedurre che queste cifre valgano anche per il lato femminile. Alcuni comportamenti possono aiutarci a identificarle, ad esempio quando rimangono ferme a fissare la pecora del desiderio, oppure quando spingono col naso, annusano o addirittura scalciano. Per cui, quando insieme alle nostre compagne facciamo delle passeggiate nei campi, se ci capita di incontrare qualche pecora che si ferma e le fissa, potrebbe darsi che si siano pazzamente innamorate di loro, ma non sappino come dirglielo.
