Se con la storia dell’hobby horsing pensavate di aver visto tutto, allora penso proprio che dobbiate ricredervi. Vi spolvero un attimo la memoria: l’hobby horsing, ne abbiamo parlato tempo fa, è quella disciplina nata nei paesi nord europei e transitata, poi, un po’ in tutto il mondo, nella quale, specialmente delle ragazze, cavalcano finti cavalli fatti con manici di scopa seguendo percorsi ad ostacoli, proprio come se stessero cavalcando un animale vero. Esistono dei veri e propri tornei, senza parlare di tutto il ricco merchandising legato alla fattura della finta testa di cavallo, alle finiture e via dicendo. Da qualche parte in Germania, più precisamente nella ridente Bad Friedrichshall, una cittadina a nord di Stoccarda, la sessantacinquenne Barbara Gerlinger ha pensato: “Ma se lo fanno coi cavalli, perchè io non posso farlo coi cani?”.

E così ha cominciato a fare dei corsi per addestratore di cani… senza i cani! In pratica, il conduttore, così si chiama il proprietario dell’invisibile quadrupede, si porta appresso un guinzaglio al quale è attaccata una pettorina o un collare vuoto. Avete presente lo sketch teatrale del trio Aldo Giovanni e Giacomo nel quale Giovanni porta a spasso “Diablo” il cane invisibile? Ecco diciamo che la scena è la stessa, solo che, mentre per loro si trattava solo di una scena di teatro, per la simpatica signora tedesca è una cosa seria. Quando riunisce i suoi allievi (paganti) è tutto un dare ordini, incitare con energici “hop hop” ed alla fine frugarsi le tasche per dare un piccolo biscottino, invisibile anche quello, al bravo animale. Qualcuno le ha chiesto se questa non sia solo una messa in scena o non addirittura una cosa un po’ da matti, ma lei risponde sempre: “Si effettivamente è un po’ da pazzi, ma cosa non lo è? Non viviamo forse in un mondo di pazzi?”.

Tutti i cani immaginari hanno un nome ed appartengono anche a razze ben specifiche, questo perchè secondo la sua filosofia, prima di poter dare ordini o tener testa ad un cane reale è buona cosa imparare a condurre un cane che non c’è ed allora tutti al parco, stringendo tra le mani coloratissimi guinzagli attaccati ad un bel niente. “È davvero stancante rimanere concentrati su un qualcosa che non c’è, figuriamoci con un vero cane che tira” aggiunge seraficamente. L’idea di base non sarebbe nemmeno troppo strampalata: imparare ad avere a che fare con un cane senza averlo realmente tra le mani, anche se viene da chiedersi come si possano gestire le imprevedibilità degli animali, specie se appartengono a razze che non stanno ferme nemmeno con delle palle di ferro legate alle zampe, ma tant’è, questa sembra davvero essere la nuova moda e se non ci credete andate pure su YouTube a cercare i primi video che stanno spuntando su questa pratica. Non stupitevi troppo, quando leggerete che hanno superato i sei milioni di visualizzazioni. Se è vero che questa idea sembra essere venuta fuori per divertimento, una sera, in un pub locale, non oso immaginare quale sarà la prossima uscita. Lapo, il mio gatto, mi guarda di sbieco perchè ha paura che possa inventarmi qualcosa che lo tiri in ballo, che ne so?:Il lancio nel giardino del gatto immaginario? Oppure un torneo di scala quaranta con dei babbuini invisibili? E chi ce lo vieta? Tanto ormai sembra chiaro che non ci sia più nessun freno alla fantasia.
