Le fasi finali della II Guerra mondiale videro le zone della provincia di Massa Carrara e della Lunigiana protagoniste, non solo per i noti tragici eventi delle stragi nazi fasciste, ma anche dello svolgersi di battaglie decisive per la conquista del nord Italia. Dopo lo sbarco in Sicilia ed ad Anzio, gli alleati risalirono lo stivale. incontrando un primo bastione di resistenza organizzata dai nazi fascisti, chiamata Linea Gustav che tagliava l’Italia letteralmente in due parti. Simbolo dello sfondamento di quella linea di fortificazioni è il tristemente noto bombardamento dell’abbazia di Montecassino, a seguito del quale fu aperta la strada per liberare Roma e dare una decisa svolta al conflitto. Perduta la capitale, i tedeschi che, ormai, erano diventati invasori, si riorganizzarono stabilendo un’altra linea di difesa posta questa volta più a nord chiamata Linea Gotica: anche quella, ancora una volta, tagliava in due il nostro paese dalle coste Tirreniche nei pressi di Massa Carrara, fino a quelle adriatiche nella provincia di Pesaro Urbino. Hitler stesso decise di cambiargli nome in Linea Verde, Grüne linie, per evitare che un eventuale insuccesso potesse essere affiancato al nome di una popolazione germanica che dominò l’Italia all’epoca delle invasioni barbariche, la storia ha però preferito tramandare il nome originario.

Le forze in campo comprendevano, in entrambi gli schieramenti, sia unità militari ordinarie, sia unità paramilitari partigiane che offrirono servizi logistici, di comunicazione e di sabotaggio in favore delle forze alleate. Ancora oggi sono visibili e visitabili le trincee, le linee di camminamento, le fortificazioni ed i bunker utilizzati per impedire agli alleati di penetrare nella pianura padana completando la cacciata dei tedeschi dalla penisola. Il CAI e alcune organizzazioni locali propongono, oggi, dei percorsi commemorativi per ricordare gli eventi bellici legati alla linea gotica. Mentre nel settore orientale erano attive, per lo più, truppe inglesi, in terra apuana erano preponderanti quelle americane della V^ armata, anche se non bisogna scordare il contributo significativo delle SAS e dell’Intelligence britanniche, che proponevano azioni di disturbo nelle retrovie dell’esercito tedesco ed organizzavano la resistenza italiana, specie nella zona di Pontremoli e Zeri dove operava il maggiore Lett, vero fulcro e punto di riferimento delle azioni più importanti della resistenza apuana. Il mese di aprile fu fondamentale per il definitivo sfondamento della linea, l’operazione “Grapeshot” inserita all’interno di un’altra chiamata “Second Wind”, ebbe inizio il 5 aprile con un attacco che prevedeva più punti di interesse sulla costa e lungo i crinali interni.

Il 10 aprile fu liberata Massa, il giorno successivo venne liberata Carrara, aprendo la via per le zone interne in Val di Taro, Val di Magra e Lunigiana. Le ultime sacche di resistenza furono eliminate con la liberazione di Pontremoli il 27 aprile del 1945. Protagonisti di queste azioni furono i soldati della 92° divisione “Buffalo”, composta esclusivamente da afro americani, ad eccezione degli ufficiali che erano bianchi, per effetto della segregazione razziale ancora in uso nell’ esercito statunitense. Un esempio di quello che furono quei valorosi soldati è testimoniato nel film di Spike Lee “Miracolo a Sant’Anna”: le loro gesta non furono mai dovutamente ricordate per parecchi anni fino a quando, nel 1997, l’allora presidente Bill Clinton non gli rese i giusti onori conferendo ben sette “Medal of Honor” ad altrettanti militari per le loro gesta eroiche.

Alcuni testimoni raccontano che, provenienti dalla Garfagnana, furono proprio i soldati di quell’unità a spingere i tedeschi oltre il Passo del Cerreto, liberando così di fatto Fivizzano che l’anno prima era stata vittima, per cause ancora non chiare, di un bombardamento che portò alla morte di 36 civili, molti dei quali bambini. A subire i danni delle missioni degli arei americani e britannici, in quei giorni del 1945, furono Fosdinovo a causa delle mote fortificazioni presenti ed Aulla perchè si trovava a cavallo di uno snodo stradale e ferroviario fondamentale per le linee di approvvigionamento tedesche. Prova del terribile bombardamento che rase al suolo Aulla è stato il ritrovamento di una bomba d’aereo venuta alla luce durante i lavori di restauro della chiesa di san Caprasio e di cui ne è rimasta una copia all’interno dell’omonimo museo.

Ogni anno viene organizzato un evento per ricordare gli eventi avvenuti lungo la Linea Gotica con una fiera e rappresentazioni in costume e non è notizia straordinaria il ritrovamento di ordigni inesplosi durante lavori di manutenzione delle strade o di edifici, ancora nel 2017, durante le operazioni di smantellamento della sede ferroviaria di Aulla, vennero trovate delle bombe al fosforo. Se però avete modo di guardare il panorama quando percorrete l’autostrada, avvicinandovi a Carrara potete ancora osservare alcuni tratti di quello che era un muro anticarro eretto per rallentare l’avanzata alleata. La Linea Gotica è stata più di un evento che ha tracciato la storia del nostro paese perchè ha lasciato segni visibili ancora oggi ad occhio nudo nel territorio a monito e testimonianza tangibile di ciò che accadde in quei giorni.
