È davvero strano come, a volte, le persone che conosciamo e che salutiamo ogni giorno, andando in giro per il paese, raggiungano i vertici di qualche attività senza che si venga a sapere. Qualche giorno fa sono andato nella palestra sotto casa per iscrivere mio figlio e, mentre aspettavo che il proprietario arrivasse, ho curiosato in giro, fino a quando l’occhio non mi è caduto sulla fotografia di una ragazza con un gran sorriso stampato in viso, mentre si esibisce in una gara di bodybuilding. Quando Gianni, il proprietario, è arrivato gli ho detto che quella ragazza sembrava proprio Serena, una nostra amica in comune, e lui, tutto divertito, mi ha risposto che in effetti, era proprio lei e che aveva pure vinto. Cinque minuti dopo l’ho chiamata al telefono e ci siamo messi d’accordo per un’intervista. Ecco come è andata.
Serena, raccontaci chi sei…
Sono di Fivizzano, ho 42 anni, sono impiegata di banca e da circa 25 frequento le palestre nelle quali ho sempre fatto pesistica. Non l’ho mai fatta da professionista, ma solo per scaricare la tensione di tutti i giorni e comunque per fare un’attività sportiva che è una cosa necessaria.
Come hai approcciato il bodybuilding?
Andare in palestra mi è sempre piaciuto, è la mia valvola di sfogo. Il mio obiettivo iniziale, l’anno scorso, era quello di sviluppare la parte alta del corpo, che avevo un po’ ignorato, insistendo di più sulla parte bassa cioè gambe e glutei. Per questo motivo il mio compagno Antonio mi ha fatto conoscere una coppia di preparatori della palestra Team di La Spezia: Davide che si occupa dell’alimentazione e Cristina della parte atletica. Quando il mio fisico ha cominciato a rispondere positivamente alle loro indicazioni, mi hanno proposto di prendere parte a delle gare di bodybuilding femminile, perché secondo loro ero più che pronta. È scattato qualcosa in me ed allora ho accettato
Quindi ti sei lanciata?
Sì, ho cominciato la preparazione di una gara di bodybuilding “Bikini”.
Che significa?
Quando una persona sente parlare di bodybuilding subito pensa a uomini e donne con corpi mostruosi, invece si parla di categorie estetiche e muscolari. Per le donne la categoria estetica di primo livello si chiama “bikini”. Per parteciparvi una donna deve essere bella nel senso che deve avere le giuste proporzioni e buon portamento, curata dalla testa ai piedi
Cosa intendi esattamente per bellezza?
Il complesso della figura estetica deve essere armoniosa, non importa la bellezza del viso, bisogna avere la giusta muscolarità senza che questa sia portata all’estremo della definizione. Per farti capire: il muscolo della gamba non deve essere spaccato in due, non si devono vedere le vene in esposizione. Ci deve essere il giusto equilibrio tra peso e struttura generale.
Come si dividono le categorie?
Non per peso, come potresti immaginare, ma per età o altezza. C’è una categoria che si chiama “open” e tutte, non importa il peso, vengono suddivise per altezza, per esempio sotto il metro e sessanta, tra il metro e sessanta ed il metro e settanta e poi da lì a salire, ma ti trovi con più ragazze di diverse età. Ad esempio io potevo competere con ragazze di 25 o 30 anni, alte come me, oppure potevo essere inserita nella categoria “master”, dove ho vinto di più, in cui ho gareggiato con ragazze suddivise per età, per cui potevo essere alta o bassa quanto volevo ma la mia categoria era oltre i 40 anni.
Per curiosità negli uomini ci sono categorie simili?
Negli uomini ad esempio c’è la categoria “Men phisique”, che è il tipico belloccio da spiaggia. Sfilano in bermuda e vengono valutati per l’ampiezza del petto e gli addominali, ma non per le gambe, perchè vengono coperte dai pantaloncini. Ancora per le donne ci sono poi le categorie “wellness” e “fitness”, ognuna con le proprie regole specifiche.

Torniamo a te…
La prima gara nazionale l’ho fatta a Cesena nel settembre del 2024 con la WMBF arrivando seconda. Preciso che sono arrivata seconda sia nella categoria master che nella “novice”, cioè quelle atlete che non avevano mai fatto gare. Tutto nella sottocategoria “natural” che comporta doversi sottoporre a un test antidoping attraverso le urine e un test digitale prima prima di iscriversi per verificare di non aver assunto testosterone, oppure drenanti, nei dieci anni precedenti
Anche i drenanti?
Si perchè coi drenanti perdi più liquidi e risulti più asciutto, in pratica acceleri un processo che invece devi affrontare in maniera naturale.
Hai proseguito?
Si, mi sono qualificata per le finali nazionali ad ottobre dell’anno scorso, alle quali non ho potuto partecipare per questioni private. Mi sono ripreparata a maggio e giugno, vincendo nella NBFI, sempre categoria master, finendo in finale nella categoria WNBF come l’anno precedente. Lì sono arrivata quinta su otto e mi sono guadagnata l’accesso alle finali internazionali che,, purtroppo non farò, sia per questioni di tempo, che economiche, perchè spostamenti, pernottamenti e tutta la logistica, il bikini e le scarpe, insomma tutto è a carico dell’atleta e come puoi ben immaginare la spesa è notevole. Parteciperò di nuovo alle selezioni nazionali.
Perchè il bikini e le scarpe sono importanti?
Il bikini è fondamentale perché è tuo. Deve essere fatto in un certo modo: non può essere a perizoma, ma a modello brasiliana, deve essere sgambato in un certo modo per slanciare la figura, la coppa del reggiseno deve avere determinate caratteristiche e soprattutto deve essere fatto su misura. Io ad esempio me lo faccio fare da Cristina Menini, una ragazza della palestra New Charme di La Spezia. Le scarpe devono essere luccicanti e trasparenti, con un plateau di circa due centimetri, comodissime tra l’altro, le mie hanno tacco 15 per esempio, ma devono avere una t walk, per cui devono calzare alla perfezione dal momento che devi assumere delle posizioni precise, non è davvero una sfilata di moda.
continua…
